Tagliacozzo, il sindaco «questo non è il paese della mafia»

Alessandro Biancardi

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TAGLIACOZZO. Il sindaco di Tagliacozzo Dino Rossi, in una sintetica ma pregnante comunicazione, ha palesato la volontà dell’amministrazione di costituirsi parte civile nei processi che vedranno come imputati Nino Zangari, Augusto ed Achille Ricci.
L'inchiesta ha scosso la Marsica e diviso la popolazione di sicuro non abituata al trambusto mediatico.
Il sindaco, Dino Rossi, contattato telefonicamente da PrimaDaNoi.it, sulle primissime battute è stato restio a commentare l'accaduto, soprattutto per il particolare momento che ha definito «delicato». «E' tutto scritto nella comunicazione che ho mandato sull'eventuale costituzione parte civile dell'amministrazione», ha cercato di spiegare così le sue remore nel parlare il sindaco Dino Rossi. «Non mi faccia dire di più di quello che posso dire in questo momento» così il sindaco ha subito cercato di dribblare le domande.
Ad un tratto il tono della sua voce è diventato più sereno e tranquillo: la domanda riguardava solamente la sua gente e il suo paese, non più le questioni strettamente legate alla mafia.
«La città è rimasta sconcertata dagli avvenimenti - ha dichiarato il sindaco- il paese va salvaguardato».
«In particolare l'immagine di un paese a vocazione turistica come Tagliacozzo va salvaguardata, essere ricordato come il paese della mafia - ha aggiunto il sindaco- sarebbe un grave danno per il settore turistico». Anche se dette a stento e interrotte da lunghi respiri, le dichiarazioni del sindaco si sono soffermate sui probabili danni all'immagine del paese.
«Stare sui giornali per due o tre giorni», dice, «giorni destinati sicuramente ad aumentare perché la cosa è ancora in itinere, crea un grave danno all'immagine del paese». Il primo cittadino, nella comunicazione scritta, invece, ha espresso il massimo sostegno all'attività della magistratura, anche da parte di tutta l'amministrazione comunale.
Ha tenuto a ribadire anche a voce che «l'amministrazione aveva già chiesto un'udienza alla commissione parlamentare antimafia un anno fa, ma conferma anche oggi la tutta la propria disponibilità e il proprio impegno a collaborare».
L'unico e importante obiettivo per il sindaco è quello di «tutelare in ogni sede e con ogni mezzo lecito, l'immagine, la rispettabilità e l'onore dell'ente e della comunità».
L'impegno dunque di costituirsi parte civile rimane, starà poi agli amministratori che si troveranno tra i banchi al momento di decidere realmente se costituirsi o meno nel momento in cui ci sarà l'opportunità ed il processo alle porte.

m.r. 19/03/2009 13.49