La Sasi manda la lista delle opere da realizzare alla Regione

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

792

LANCIANO. Una serie di progetti per migliorare ulteriormente il servizio e scongiurare eventuali crisi che potrebbero verificarsi soprattutto nei periodi estivi.

La Sasi, la società che gestisce il ciclo idrico integrato in 92 centri della provincia di Chieti, ha inviato una lettera alla Regione Abruzzo affinché si attivi al più presto e modifichi il piano d'ambito inserendo nella programmazione alcuni interventi non più rinviabili.
«Era dovere della Sasi – spiega il presidente Gaetano Pedullà – che lavora quotidianamente sul territorio, farsi carico di individuare quelle opere prioritarie da inserire nella programmazione dell'amministrazione regionale. I nostri tecnici sono costantemente al lavoro per sopperire alle carenze di una rete infrastrutturale che in alcuni casi risale al 1928».
L'intervento della Sasi presso la Regione si colloca in un momento strategico, in quanto sono in arrivo consistenti risorse finanziarie statali: di qui la necessità di procedere alla redazione di specifici progetti che sono stati elaborati dallo staff tecnico della società, di cui fanno parte gli ingegneri Domenico Di Renzo, Cesare Garofalo ed Eraldo Mammarella, con la consulenza di Marco Ferri.
Tra i progetti sollecitati alla Regione il primo riguarda un intervento sull'adduttrice tra Casoli e Vasto, che permetterà di garantire una maggiore disponibilità d'acqua sul litorale di Vasto e San Salvo, attingendo direttamente dalle sorgenti del Verde.
Un'opera che permetterebbe di evitare – o quantomeno ridurre – i disagi che si sono verificati la scorsa estate, quando a causa della secca del fiume Trigno, furono sospese le integrazioni di fornitura garantite dal potabilizzatore del Consorzio Industriale del Vastese.
La seconda infrastruttura sollecitata dalla Sasi e non ancora realizzata, anche se prevista nel piano regolatore generale delle acque fin dal 1994, è il potabilizzatore di Casoli.
Un impianto che permetterebbe di rendere potabile l'acqua già utilizzata dalla centrale dell'Acea per la produzione di energia elettrica. Tra l'altro, visto che il potabilizzatore fu localizzato in un'area a monte degli insediamenti industriali, il trattamento delle acque assicurerebbe un prodotto finale di alta qualità, a differenza di quanto avviene altrove.
«Non è concepibile – continua Pedullà – che la metà del litorale abruzzese sia in provincia di Chieti e che il 90 per cento di questo tratto insista sul territorio di nostra competenza, che è rimasto l'unico dopo 15 anni a non avere ancora il potabilizzatore che garantirebbe ai cittadini un approvvigionamento idrico sufficiente in ogni momento. A Teramo e Pescara gli impianti sono già in funzione da tempo ed è inspiegabile che solo noi siamo rimasti esclusi, nonostante il progetto esecutivo del potabilizzatore sia pronto da tempo e sia stato anche pagato».
C'è poi il progetto per la connessione dell'acquedotto dell'Avello a quello del Verde, che va ad incidere su una delle aree maggiormente colpite dalla crisi dell'anno scorso: quella di Guardiagrele. L'opera, che andrebbe a risolvere l'isolamento idrico di Guardiagrele, era già stata finanziata alcuni anni fa, ma poi i fondi furono revocati.
L'ultimo intervento sull'adduzione riguarda infine l'interconnessione tra la sorgente di Rosello e l'acquedotto del Sinello, a beneficio dei centri dell'Alto Vastese. La rete è quasi completata e manca la realizzazione di un breve tratto nel territorio comunale di Rosello. La Sasi ha chiesto infine fondi per la risistemazione delle 105 sorgenti idriche del territorio, con opere di riqualificazione e protezione ambientale delle aree. Complessivamente, per la realizzazione di questi lavori – di cui già la Sasi ha redatto le schede progettuali – l'investimento necessario si aggira sui 23 milioni di euro.

19/03/2009 12.00