I ticket di oggi per coprire le "manovre" di ieri: l’esempio Conga-Aracu

Alessandro Biancardi

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I ticket di oggi per coprire le "manovre" di ieri: l’esempio Conga-Aracu
  IL DOCUMENTO ESCLUSIVO CHIETI. Oggi 2 euro di ticket sulle ricette, ieri milioni di spese a gogò, senza controlli e magari con la benedizione di qualche politico che ora predica il risparmio. * FEDERFARMA: «ERRORE GRAVE L’AUMENTO DEL TICKET»
Prima di decidere il nuovo balzello, il Commissario governativo Redigolo avrebbe fatto meglio ad aggiornarsi su come il manager Luigi Conga spendeva i soldi della Asl di Chieti.
Delibere quasi tutte sequestrate e oggetto di indagini complesse perché in filigrana si possono intuire i percorsi personali, tra il politico e l'affaristico, dell'ex manager.
Una indagine che corre ancora sottotraccia ma che ormai sarebbe ben oltre il suo punto mediano.
Conga risulta uno degli indagati eccellenti anche dell'inchiesta che il 14 luglio ha portato all'arresto anche di Ottaviano Del Turco & Co. Dopo alcune settimane di carcere Conga è andato ai domiciliari ma la sua posizione risulta molto difficile anche perché avrebbe chiesto tangenti milionarie all'ex amministratore delegato del gruppo Villa Pini, Angelini. Di lui era nota una certa vita dedita allo sfarzo.
Nella sua gestione non sono state isolate decisioni per milioni di euro prese con richieste solo verbali, tutto riportato per esteso: «facendo seguito agli accordi verbali» ecc. ecc.
Tutto scritto sui documenti. Tutto inconfutabile. Almeno in apparenza.
I funzionari Asl che sono riusciti ad evitare danni giudiziari facendo slalom incredibili, spiegano che inserire nei documenti le parole «richieste verbali» serviva a rimarcare che la decisione era imposta dal manager, anche di fronte ai dubbi del personale amministrativo.
Ma raccontano pure che certe delibere hanno segnato gli “apparentamenti” di Conga con questo o quel politico di riferimento in Forza Italia.
Proiettato al vertice della Asl come uomo dell'onorevole Giovanni Dell'Elce, Conga era stato fedele al suo capo fin dopo l'incidente di Courmayeur.
L'8 marzo 2002, come noto, Dell'Elce rimase gravemente ferito mentre scendeva da un elicottero (con lui c'era Pescante, attuale commissario dei Giochi del Mediterraneo). E settimanalmente Conga lo raggiungeva in auto in Piemonte durante la sua lunga convalescenza.

CONGA: FATALE PER I CONTI IL PASSAGGIO AD ARACU

In vista di un possibile ritiro dalla politica di Dell'Elce, che invece lentamente si riprese, Conga si avvicinò all'onorevole Sabatino Aracu, che da allora fu ospite fisso di tutte le iniziative pubbliche della Asl, come Conga fu presente alle manifestazioni forziste. Secondo alcuni, fu la delibera n° 1694 del 27 dicembre 2002, immediatamente esecutiva, che segnò il cambio di casacca del manager.
Si trattava dell'affidamento alla Engisanità di Roma, ex Engineering, del completamento e della gestione del sistema informatico della Asl, con l'attivazione del servizio Cup tramite call center presso la società 3G di Sulmona, un territorio su cui aveva influenza proprio l'onorevole Aracu.
Nulla da eccepire sulla regolarità dell'affidamento e sulla qualità dei vincitori: d'altra parte si trattava della continuazione di un contratto precedente che risaliva al 1997, quando questa Società vinse la gara per la fornitura dei software applicativi e dell'hardware per realizzare il sistema informatico della Asl teatina.
Quello che appare stonato, soprattutto oggi che le Asl sono strangolate dal Piano di rientro dai debiti e mentre gli attuali manager non hanno nessuna libertà di movimento per le spese, è la facilità con cui “verbalmente” si decidevano spese miliardarie (in lire) che ora sono sotto la lente degli inquirenti.

APPALTI PROROGATI

Nel 2001 ci fu prima una proroga di 18 mesi per «migliorare la funzionalità dei pacchetti applicativi», poi pervenne la proposta subito accettata di un contratto triennale dal 2003 al 2005 per una spesa complessiva di 3 milioni e 538 mila euro.
Successivamente, sempre su «richiesta verbale», nuovi 155 mila euro per un altro progetto.
E sempre nella stessa delibera «la Direzione generale, verbalmente, ha chiesto alla responsabile commerciale della Engisanità Pescara un preventivo per il servizio Cup tramite call-center subito presentato per 244 mila euro.
Addirittura precedente è la proposta del Cup (siamo al 18 dicembre 2002): «facendo seguito agli accordi verbali si propone di attivare il servizio Cup alla 3G di Sulmona, con 5 postazioni».
Insomma un totale di 3.938.409 euro (quasi 8 miliardi), pari a 1.895.206 euro per il 2003 e per il 2004 e 2005.
Insomma un incarico formalizzato per un prezzo non proprio modico ad una società che fa capo proprio all'onorevole azzurro, Aracu.
Era Conga un mago della buona amministrazione?
Dai risultati giudiziari non sembra.
Ma né gli assessori alla aanità, né il suo amico coordinatore di Forza Italia, Sabatino Aracu, spesero una parola per bloccarlo.
E questa emorragia di soldi rese anemiche le casse della Asl alla quale gli incolpevoli malati debbono oggi donare il sangue con 2 euro a ricetta.
Ma almeno è rimasto qualcosa di questi interventi?
Poco a quanto pare.
Il Call-center di Sulmona è stato chiuso: la Asl di Chieti ne ha realizzato uno in casa, risparmiando un 30% sulle spese, ed ha aggiornato anche il sistema informatico a prezzi decisamente inferiori.
Luigi Conga è in attesa di processo, coinvolto nella tangentopoli sanitaria di Del Turco & c. E Aracu?
Anche lui è indagato nella inchiesta della sanità ed è rimasto senza manager amici, è stato accantonato da Forza Italia ed ora viene considerato quasi un estraneo, dopo aver dato molto al suo partito.
A Roma, dove ormai vive, non gli rimane che prendere lezioni da Dell'Elce che sulla sua vicenda di Courmayeur ha scritto un libro: «L'incidente, storia di una rinascita».

Sebastiano Calella 18/03/2009 9.43



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FEDERFARMA: «ERRORE GRAVE L'AUMENTO DEL TICKET»

ABRUZZO. «Il ticket? E' stato un errore, forse una svista del Commissario governativo Redigolo. Invece di risanare la spesa per le medicine degli ospedali, si punisce l'unica voce che nel corso del 2008 ha registrato un risparmio del 2%, andando sotto ogni più rosea previsione. Eppure i dati sono noti: le farmacie sono le attività più controllate mese per mese e ricetta per ricetta. Bastava chiedere a noi e gli dicevamo dove poter incidere con successo».
Giancarlo Visini, presidente di Federfarma Abruzzo (l'associazione che riunisce i titolari delle farmacie) interviene sui dati ufficiali della spesa farmaceutica, senza entrare nel merito delle polemiche politiche.
«Il vero spreco da eliminare – continua Visini – è la spesa per i farmaci distribuiti dalle ASL direttamente ai cittadini o destinati agli ospedali. E se sfora l'ospedale, non vedo perché debbono pagare i cittadini tutti. Non sarebbe meglio intervenire sulle cause di questi sprechi interni? Intanto bisognerebbe monitorare questa spesa di cui non si hanno dati certi sulla tipologia dei medicinali acquistati, sui costi sostenuti per acquistarli, conservarli, distribuirli e smaltirli quando scadono. I farmaci distribuiti dalle farmacie sono invece monitorati in tutti i loro passaggi e la spesa a carico del Servizio sanitario regionale è del tutto trasparente».
A meno che proprio la precisione dei dati forniti dalle farmacie non sia un boomerang, visto che si interviene dove il quadro è chiaro e non si vuole intervenire a sradicare certi comportamenti onerosi per le casse pubbliche.
«Per questo siamo contrari alla proposta dei medici di base di aumentare la distribuzione diretta di medicinali da parte delle ASL e degli ospedali. Questo significherebbe aumentare il deficit perché la spesa è incontrollata e costringerebbe gli abruzzesi a lunghi e costosi spostamenti per ritirare le medicine negli ambulatori pubblici, aperti poche ore la settimana, al contrario della farmacia sotto casa, sempre accessibile – conclude Visini - abbiamo già dimostrato in passato le difficoltà in cui si troverebbero i tanti anziani che abitano nei numerosissimi piccoli centri rurali e montani della nostra Regione, che verrebbero costretti a spostarsi nei centri più grandi per avere le loro medicine. Non si capisce perché si vuole insistere su questa strada già bocciata da tutti».
La vera alternativa per risparmiare senza imporre disagi ai cittadini – ribadisce Federfarma Abruzzo – è quella di ricorrere a un accordo tra la Regione e le farmacie per consentire la distribuzione tramite queste ultime di medicinali acquistati dalle ASL, a condizioni concordate. In questo modo, si otterrebbe comunque un risparmio, in quanto i medicinali verrebbero acquistati a condizioni di favore, e si consentirebbe ai cittadini di trovare tutte le medicine di cui hanno bisogno comodamente in farmacia.
La distribuzione di medicinali da parte delle farmacie per conto delle ASL, inoltre, garantirebbe la massima trasparenza, in quanto le farmacie fornirebbero tutti i dati sui medicinali consegnati ai cittadini, consentendone un monitoraggio costante.

18/03/2009 12.17