Ponte del Mare, D’Angelo: «andiamo avanti. Il 7 giugno la consegna»

Alessandro Biancardi

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Ponte del Mare, D’Angelo: «andiamo avanti. Il 7 giugno la consegna»
PESCARA. Il vicesindaco Camillo D’Angelo ha risposto, con carte e documenti alla mano, a tutte le «insinuazioni» del centrodestra. Dal Comune hanno fatto sapere che «non c’è nessuna richiesta di blocco dei lavori, e i tempi di consegna verranno rispettati». *MASCIA: «AL PEGGIO NON C’E’ FINE»
Il continuo “botta e risposta” di conferenze stampa, potrebbe far pensare che il ponte è diventato ormai l'oggetto del contendere. E' il tema che per primo ha acceso gli animi della campagna elettorale. Il fronte del “sì” e il fronte del “no” , trovano già i primi supporters, e combattono a suon di documenti, delibere e autorizzazioni.
Il vicesindaco Camillo D'Angelo ha illustrato, con «tono lontano dalla polemica», l'insussistenza delle accuse della opposizioni apparse ieri sui giornali.
Le accuse lanciate ieri dall'opposizione sono giunte all'orecchio della maggioranza come semplici «strumentalizzazioni» che non avrebbero nulla a che vedere con «la voglia dell'amministrazione comunale di lasciare un segno positivo» nella città di Pescara.
D'Angelo quindi è passato ad analizzare punto per punto le questioni sollevate dal centrodestra. A coadiuvare il vicesindaco nell'opera chiarificatrice sono intervenuti il capogruppo del Pd, Moreno Di Pietrantonio e Luciano Di Biase, direttore Settore Lavori Pubblici. Ma da subito hanno assicurato che l'opera verrà consegnata il 7 giugno prossimo (giorno di campagna elettorale) per permettere anche il passaggio degli atleti dei giochi del Mediterraneo.



D'ANGELO: «SIAMO STATI DEI BENEFATTORI VERSO LA REGIONE»

Non ci sarebbero pericoli per la paventata svalutazione della zona ex Cofa di proprietà della Regione, e indicata tra i beni in dismissione per il risanamento del debito sanitario.
Anzi Camillo D'Angelo ha rilanciato la posta in gioco dichiarando che «il progetto di riqualificazione urbana delle zone intorno al ponte ne aumenterà il valore».
Secondo il progetto, sarebbero molte le aree verdi di cui i cittadini potranno godere e che darebbero lustro e visibilità alla riviera sud.
La zona sarà destinata ad essere «la parte più bella della città e ad accogliere i turisti che arriveranno anche da porto turistico», dotata anche di una zona espositiva. Non è nell'intenzioni dell'amministrazione inasprire la polemica, anzi D'Angelo ha espresso stima per il presidente della Regione, Gianni Chiodi, con il quale si è prefisso di «voler risolvere i problemi e non crearli».
Il vicesindaco ha assicurato che il problema di “vicinato” tra il Ponte e l'area ex-Cofa potrà essere risolto con la collaborazione dei due enti, comunale e regionale. Non è mancata la frecciatina all'opposizione: «come fa non volere il ponte del mare a Pescara, proprio la coalizione che vuole realizzare il ponte di Messina?».
Ad intervenire sulla questione dei rapporti con la Regione è il capogruppo del Pd, Moreno Di Pietrantonio che ha approfittato per la lanciare una “provocazione” a Chiodi, invitandolo a sfatare «il mito della penalizzazione di Pescara e a contribuire fattivamente a risolvere questo problema che non c'è». Un'altra provocazione l'ha lanciata ai colleghi dell'opposizione che «non dovrebbero fare campagna elettorale in questo modo».



D'ANGELO: «ABBIAMO TUTTE LE DELIBERE E LE SPESE IN BILANCIO»

Sul tavolo con i giornalisti, D'Angelo ha tirato fuori alcuni documenti che potrebbero saziare la sete di conoscenza dell'opposizione. Innanzitutto ha dimostrato che la modifica al progetto del ponte è stata approvata con delibera del consiglio comunale (n.121 del 26.07.07).
E che quindi il progetto sarebbe in regola da questo punto di vista.
La questione finanziaria potrebbe essere messa a tacere con l'avvenuta lettura di un elenco di stanziamenti già erogati dai privati e che sarebbero transitati anche nei bilanci comunali, come aveva rivendicato l'opposizione.
I finanziamenti già effettuati sarebbero quelli della Fondazione Abruzzo (750 mila euro), della ditta Di Properzio (250 mila), della Fater (240mila), della Almacis (120 mila euro) e del Gruppo Ferri (120 mila euro).
Il vicesindaco ha assicurato che queste somme di denaro sono passate attraverso il bilancio, diversamente da come accadde per la Fontana di Toyo Ito. E a proposito del “calice rosso” ha dichiarato con tono scherzoso: «ci hanno fatto il malocchio, ma ora i cittadini hanno aperto gli occhi su chi strumentalizza le questioni».

DI BIASE: «IL PILASTRO NON E' NELLA VASCA DI RACCOLTA DELLE ACQUE NERE»

Le questioni prettamente tecniche vengono lasciate all'ingegner Luciano Di Biase, direttore Settore Lavori Pubblici. Come vuole la concretezza dell'ingegnere, Luciano Di Biase ha parlato con una copia del progetto del ponte tra le mani. Il tutto per dimostrare che il pilastro, che l'opposizione diceva stesse nella vasca di raccolta delle acque nere, non è nella vasca ma solo vicino ad essa. (guarda foto sotto). La vicinanza del pilastro non impedirebbe la manutenzione della vasca di raccolta delle acque nere. Inoltre l'ingegnere ha assicurato l'esistenza di un complesso congegno di carrelli che permetterebbe la pulizia delle vasche in modo tranquillo. Secondo il direttore tecnico del Comune l'opposizione sarebbe «semplicemente malinformata, anche se Antonelli è un consigliere attento», perché il problema dello sversamento dei rifiuti in mare non sarebbe verosimile.

piantinaponte

Nell'immagine sopra la zona evidenziata in giallo è il pilastro, la zona rosa è la vasca di raccolta acque nere

Manuela Rosa 10/03/2009 16.58
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MASCIA: «AL PEGGIO NON C'E' FINE»

«Al peggio non c'è mai fine: oggi la giunta comunale, che per regola dovrebbe tutelare la città dagli abusi, chiede e pretende dalla Regione Abruzzo che lo stesso Ente consenta un evidente abuso urbanistico, il Ponte del Mare, che sta pregiudicando una proprietà immobiliare regionale, l'ex Cofa».
Lo ha ribadito il capogruppo del Popolo della Libertà al Comune di Pescara Luigi Albore Mascia replicando alla conferenza stampa odierna della maggioranza di governo comunale.
«Non solo», ha proseguito Mascia, «oggi scopriamo che la giunta ben conosceva i problemi sollevati nel merito addirittura nel maggio 2008 dall'ex giunta regionale Del Turco che in due occasioni, prima il 29 maggio, poi l'11 novembre, ha chiesto al Comune di sospendere la costruzione del ponte stesso, in attesa di individuare le soluzioni più adeguate per garantire il mantenimento del valore dell'area. Due richieste che però l'esecutivo, con la propria politica arrogante, ha semplicemente ignorato, aprendo la strada a un contenzioso che ricadrà sulle spalle dei pescaresi».
«Ci aspettavamo ben altro oggi dalla giunta di centro-sinistra – ha affermato Albore Mascia -: ci aspettavamo uno scatto d'orgoglio, una presa di distanza nei confronti di chi, anche sul ‘caso' del Ponte, ha evidentemente sbagliato con una gestione ‘border line' della vicenda. E invece, ancora una volta, ostinatamente, quella giunta ha addirittura difeso un abuso urbanistico ed edilizio che ha pregiudicato per sempre il futuro di un'area preziosa per la città».
«Ormai siamo al teatrino: la triste realtà è che la politica ‘fuori dalle regole' che da sei anni continuiamo a denunciare si sta rivelando un boomerang per la giunta comunale che arriva anche a smentire le carte scritte», ha chiuso Mascia.

10/03/2009 17.03