«Stato di calamità naturale per il colle di Santa Barbara»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Massimo Mastracci, presidente di “Alta Velocità” ha presentato una domanda per la proclamazione dello Stato di Calamità Naturale.


Sotto osservazione, si legge nella richiesta, dovrebbero finirci le aree interessate dai fenomeni di subsidenza per l'abbassamento della falda acquifera a seguito dei lavori di costruzione del Traforo del Gran Sasso d'Italia.
Mastracci già nel settembre del 2002 aveva inviato il libretto delle misure del rilievo planoaltimetrico del colle di Santa Barbara di Aragno (AQ), soggetto ad abbassamento di 1,50 metri dal 1988 al 2000.
Aveva anche richiesto di procedere a degli accertamenti sul territorio interessato al fenomeno.
«Il Servizio di Protezione Civile della Regione Abruzzo», racconta Mastracci, «aveva dato mandato a Telespazio di interpolare le strisciate satellitari degli ultimi anni per verificare con precisione centimetrica, eventuali fenomeni di abbassamento del suolo ma a tutt'oggi non è stata data divulgazione dei risultati».
Mastracci ricorda anche che nel mese di febbraio sono avvenuti numerosi fenomeni sismici, con epicentro nella zona di Lucoli-Tornimparte, e che analoghi fenomeni si erano verificati negli anni scorsi nelle zone dell'Altopiano di Navelli, della Valle Subequana e nell'Alta Valle Aterno.
«Serve una mappatura del sottosuolo», insiste il presidente, «con metodi di prospezione geosismica, per verificare se le cavità soggette a crollo abbiano una estensione ampia e continua, come nel caso di quanto avvenne per il terremoto del 1915 di Avezzano successivo all'abbassamento della falda acquifera, per il prosciugamento del lago Fucino realizzato dal 1862 al 1878, oppure se le cavità siano discontinue e localizzate solo nei punti interessati dagli eventi sismici, con conseguenti minori rischi».

10/03/2009 9.35