Piano regolatore portuale, tutti i dubbi dei balneatori

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il Consorzio Imprese Balneari dell’Adriatico (Ciba) valuterà nei prossimi giorni l’opportunità di presentare eventuali osservazioni al Piano regolatore portuale illustrato dai tecnici durante un incontro in Comune.


«Sicuramente condividiamo la scelta di allungare verso il largo la foce del fiume», ha detto il presidente del Consiglio Direttivo del Ciba Stefano Cardelli, all'indomani della presentazione ufficiale del progetto il Ciba, «prolungando le banchine del porto canale».
Ma restano le perplessità per l'impatto ambientale generato dalla realizzazione della nuova darsena pescherecci.
Per tale ragione il Ciba oltre a chiedere un ulteriore approfondimento degli interventi previsti, propone anche che venga prevista a priori una somma ad hoc da utilizzare per tamponare gli eventuali effetti negativi di quelle opere sul litorale.
Attualmente i tecnici, come hanno confermato durante la fase di illustrazione del Piano, non dispongono della Valutazione di impatto ambientale, troppo onerosa dal punto di vista economico.
C'è solo uno Studio di Impatto ambientale (Sia) condotto dai tecnici che ha già rivelato due elementi importanti. «Innanzitutto l'inquinamento del mare a nord non scomparirà completamente», ha detto Cardelli, «semplicemente le acque del fiume spinte verso est si diluiranno maggiormente abbattendo del 50 per cento la presenza di inquinanti, che comunque sarebbe già un primo risultato. Resta però che tale progetto dovrebbe essere affiancato da un'opera complementare, ossia il disinquinamento del Pescara».
E poi: anche la nuova darsena pescherecci, comunque, subirebbe il fenomeno dell'insabbiamento dei fondali, richiedendo una costante opera di dragaggio.
«Nulla invece sappiamo di certo in merito all'eventuale ulteriore erosione della costa», ha aggiunto il presidente Ciba. «E' però sicuro che il previsto prolungamento della testata della diga foranea verso sud, amplierà la zona di influenza della stessa per almeno altri 500 metri lineari verso Francavilla, influenza che, secondo i tecnici, potrebbe essere mitigata dalle opere di protezione della costa, che però anch'esse sono ancora da realizzare e prevedere».
E poi la ricettività: «Se è vero – ha ribadito Cardelli - che il nuovo Piano serve per dotare Pescara di un punto di approdo all'avanguardia e attrezzato, se veramente lo scalo serve per far venire in città navi da crociera e creare un indotto, l'amministrazione deve anche pensare alla costruzione di alberghi, campeggi, ostelli, strutture di accoglienza distribuite in città, progetti che però, sino a questo momento, non abbiamo visto, con il rischio concreto dunque di costruire solo un ‘punto di passaggio' per utenze che poi andranno a dormire, mangiare e fare acquisti altrove».

09/03/2009 10.19