Mostra del Fiore, Matricardi replica a Venzo ma i dubbi restano

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Remo Matricardi – che come presidente dell'Arfa, associazione regionale del florovivaismo abruzzese, gestisce la Mostra del fiore di Francavilla al mare - replica risentito ai rilievi formulati da Goffredo Venzo (inventore della mostra negli anni 70) sulla gestione della manifestazione.
«La Mostra del Fiore è un patrimonio culturale della città, un momento di crescita non un terreno per una squallida diatriba politica», esordisce Matricardi, «organizziamo questa grande kermesse florovivaistica da 30 anni con tanto impegno e dedizione. Ecco perchè sono davvero dispiaciuto per questa situazione surreale, in cui, da un lato, da circa sei mesi aspettiamo una risposta dall'amministrazione che non è mai arrivata e dall'altro, con il passare del tempo, aumentano a livello esponenziale le defezioni da parte dei maestri fioristi esteri… E non si confonda una mostra espositiva di arte floreale di livello internazionale con una semplice fiera – spiega il presidente dell'A.r.f.a.. Perchè dalla mostra del crisantemo ad oggi è cambiato il contesto culturale della nostra società, le esigenze e le attese e quindi la Mostra del Fiore si è dovuta aggiornare e sarebbe grave se non lo avesse fatto. Ciò non toglie che si possa e si debba fare di più».

ARFA NON RISPONDE ALLE ACCUSE

Matricardi sembra conferma proprio le critiche che voleva smentire, senza aggiungere notizie importanti sui bilanci, sulle spese e sui ricavi della Mostra stessa. Goffredo Venzo, dal canto suo, preannuncia una lettera «molto lunga sulle fesserie (in effetti ha usato un altro termine ndc) di Roberto Angelucci e dello stesso Matricardi. E molte sono le polemiche ed i commenti sollevati dai documenti sulle spese e dal rendiconto dell'edizione 2008 della Mostra che abbiamo pubblicato.
Rimaniamo fuorio dalle querelle politiche che spesso inquinano i fatti e limitiamoci ai documenti.
In sostanza le accuse di Venzo sono almeno due: 1) lo snaturamento dell'esposizione e la sua trasformazione in una sagra enogastronomica abruzzese; 2) la scarsa trasparenza dei bilanci.
Per il primo punto, Matricardi è eloquente: non è più una mostra del fiore, ma una gara tra fioristi, cioè tra commercianti del fiore che sono i naturali concorrenti dei produttori.
Fatte le dovute proporzioni, è come se la mostra delle razze suine o bovine di Verona, invece di far parlare gli allevatori ed i veterinari, si fosse trasformata in una manifestazione dei macellai.
Questa trasformazione (Venzo la chiama «snaturamento») fa venir meno il ruolo trainante della Mostra per l'economia floricola locale, come era nelle intenzioni di chi l'aveva fondata. Insomma una iniziativa nata per risollevare le sorti dei coltivatori mentre oggi sarebbero stati messi da parte.

«LA MOSTRA DEL FIORE È OGGI UNA FIERA DEL MADE IN ABRUZZO»

Su questo punto Matricardi è stato ancora più eloquente nella sua relazione accompagnatoria al consuntivo della manifestazione del 24-27 aprile 2008, dove si legge che «la Mostra del fiore rappresenta oggi più che mai un'eccellente vetrina internazionale per il made in Abruzzo e non solo pensando al settore florovivaistico. Agroalimentare, enogastronomia, artigianato, arte e attività produttive in genere continuano a rivestire un ruolo di primissimo piano all'interno della manifestazione». Nella quale – si legge - si è parlato anche di «funghi e di intossicazioni», di «erbe aromatiche», di «sviluppo ecosostenibile del territorio», di «Bed and breakfast», con l'aggiunta di «un Concorso internazionale di arte floreale», pagato 16.500 euro all'organizzatore, oltre le spese per l'accoglienza (13 mila euro -vedi il documento-) presso l'Hotel Mara di Ortona. Si diceva poi delle polemiche sui conti consuntivi.

DA SEMPRE LA MOSTRA È FINANZIATA DAL COMUNE E DAGLI ENTI

Il documento già pubblicato nei giorni scorsi chiarisce che l'edizione 2008 è costata 40 mila euro alle casse comunali, cioè quasi 80 milioni delle vecchie lire.
E in passato?
Nel 2001, ad esempio, la mostra (vedi documento) costò in totale 116 milioni, ma ben 50 furono finanziati dal Comune (30 milioni) e dalla Camera di commercio (20 milioni).
Su questi finanziamenti punta la critica annosa del fondatore della mostra: «i soldi pubblici – dice e scrive Venzo in moltissime lettere - vanno spesi con trasparenza e senza ombre, pubblicando bilanci chiari ed attendibili. E gli Enti finanziatori dovrebbero controllare bene, mentre non controllano oggi e non hanno controllato affatto in passato».
Su questo punto Matricardi non chiarisce nulla, per ora, mentre aggiunge la critica al Comune che non avrebbe risposto alle sue richieste per la prossima edizione. L'assessore Nuccio Campli, contattato, ha ammesso i ritardi nell'organizzazione, ma ha anche aggiunto che «se sono riuscito a fare il Carnevale in 20 giorni, riuscirò lo stesso a realizzare la mostra».

NEL 2001 MATRICARDI DIFENDEVA LA MOSTRA DEI FLORICOLTORI

Per tornare alla natura tradita della manifestazione, a proposito dell'edizione 2001, il presidente dell'Arfa ha dimenticato di aver scritto - in risposta ad una mozione del 23 maggio del 2001 (le polemiche c'erano anche allora....) - che l'obiettivo della mostra era «portare a conoscenza del piccolo pubblico le potenzialità di un settore ricco di fascino... per stimolare l'intero settore del florovivaismo locale. A tale scopo grande importanza rivestirà il gemellaggio con Sanremo che avvantaggerà il florovivaismo abruzzese.... l'esposizione e le composizioni floreali sono costituite prevalentemente da fiori acquistai da produttori locali».
Proprio come sostiene Venzo.
E a sorpresa, in un trasporto di sincerità, Matricardi aggiungeva: «è pur vero che l'Arfa annovera tra i suoi soci pochi produttori (qualcuno sostiene che proprio non ci sono ndc), ma il comitato esecutivo è a contatto con enti del settore» e questo dovrebbe bastare.

CHE FINE HANNO FATTO I FLORICOLTORI?

Che fine hanno fatto i floricoltori?
Che fine ha fatto il gemellaggio con Sanremo?
Come abbiamo scritto, si è preferito scegliere un'organizzazione di Bugnara, che è certamente uno splendido borgo montano della provincia dell'Aquila (fa parte dei Borghi più belli d'Italia), ma che poco ci azzecca con i fiori, visto che la sua manifestazione più importante è una famosa Sagra del pecorino e non sembra avere tradizioni floreali.
Forse l'Arfa si è fatta abbagliare dal nome inglese dell'Ateneo di arte floreale che ha sede in quel comune.
Ma sul sito (www.athe.it) dell'Athenaeum of Floral Art (pagato profumatamente – e non poteva essere diversamente, trattandosi di fiori – con un rimborso spese generico di ben 16.500 euro) non ci sono grosse referenze e si pubblicizzano soprattutto i corsi per fioristi.
Insomma ad oggi non riusciamo ancora a capire e documentare cosa la Mostra del fiore ha portato a Francavilla, oltre le spese certe c'è anche un ritorno?
Vista l'imminente nuova edizione sarà il caso di valutare bene tutti gli aspetti e di calcolare esattamente il rapporto: costi/benefici.

Sebastiano Calella 07/03/2009 9.51