Sanità, Caporale (Verdi): «Chiodi garantisca il diritto alle giuste cure»

Alessandro Biancardi

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LA STORIA. PESCARA. Il consigliere regionale Walter Caporale (La Sinistra,Verdi-Sd) ha presentato un’interrogazione a Chiodi e all’assessore alla sanità, raccogliendo il disperato appello della madre di un bimbo malato al quale sono state interrotte le cure a causa dei tagli.
Il capogruppo Walter Caporale ha tradotto, in un'interrogazione a risposta immediata, le richieste di una madre che non accetta di vedere il proprio figlio, affetto da tetraparesi spastica, peggiorare di giorno in giorno, quando invece una cura c'è.
Si è chiesto l'intervento immediato del presidente della regione Gianni Chiodi per garantire le giuste cure.
In questo caso l'unica cura, che ha già dati buoni risultati sul bimbo, è la riabilitazione motoria costante.
Ma la costanza, in tempi di tagli, pare essere un lusso per pochi. Le sedute riabilitative alle quali il bambino si sottopone dall'età di sei mesi, sono state ridotte di anno in anno a causa dei frequenti tagli alla sanità con gravi conseguenze motorie.
Eppure i medici avevano detto alla madre che quella della riabilitazione costante è l'unica via percorribile e che il bimbo risponderebbe davvero bene alle terapie. La terapia motoria costante e quotidiana avrebbe quindi la stessa importanza e rilevanza di un intervento chirurgico “salva-vita”. Ma le cure sono state ridotte a un'ora e mezza a settimana, anziché quattro volte al giorno.

LA MADRE: «PERCHE' MIO FIGLIO DEVE PAGARE GLI SBAGLI DELLA POLITICA?»

Nelle dichiarazioni della madre si legge tutta la disperazione di un genitore che le sta provando tutte. Con il ridursi delle cure il bimbo è vittima di un grave regressione motoria con forti dolori che lui lamenta con pianti continui. La madre non si è arresa e ha girato tanti uffici e centri riabilitativi per trovare una soluzione ma la risposta è stata sempre la stessa : «stanno tagliano il budget».
Le strutture che garantiscono queste cure sono tutte private ma in convenzione con il servizio sanitario pubblico. Tagliare su queste strutture significa eliminare alcuni tipi di cure non presenti nelle strutture pubbliche. Ma la riduzione delle cure sarebbe solo uno dei problemi che incombono sulla sua famiglia. Il bambino è il primo di tre figli minorenni e, per far fronte alle sole spese quotidiane, la madre ha dovuto operare tanti tagli anche su alcune terapie (ippoterapia e idrochinesi) a causa dei costi esosi. Non usufruirebbe nemmeno del trasporto gratuito per i disabili. Alle poche terapie che riceve il bimbo viene accompagnato dalla madre e di tanto in tanto il Comune rimborsa una parte del carburante. «Create delle fasce protette», ha chiesto a gran voce la madre del bambino «perché questi bambini abbiano una vita più normale». La madre si è detta consapevole della situazione disastrosa della sanità abruzzese ma ha anche lamentato i vistosi sprechi di denaro pubblico. Oltre al danno si aggiungerebbe anche la beffa: la madre dovrebbe scegliere tra istruzione o cure. Anche se la Costituzione Italiana prevede che un genitore debba provvedere sia all'uno che all'altro aspetto, in questo caso la madre è messa al bivio. Se volesse aumentare le terapie del bimbo, dovrebbe recarcisi di mattina, costringendo il bimbo a rinunciare alla scuola.

CAPORALE: «CHIODI GARANTISCA IL DIRITTO ALLE GIUSTE CURE»


Il consigliere Walter Caporale ha chiesto al presidente Chiodi di intervenire sul caso specifico per trovare una soluzione concreta che garantisca il diritto alle giuste cure per questo bimbo. Inoltre, si chiede nell'interrogazione, di redarre un censimento presso le strutture sanitarie per verificare l'esistenza di situazioni analoghe sul territorio abruzzese. Il consigliere ha posto all'attenzione di Chiodi anche il fatto che strutture socio-sanitarie che offrono un servizio esclusivo non possono essere sottoposte a tagli indiscriminati. «L'auspicio è che il presidente Chiodi trovi una soluzione immediata per garantire tutti i diritti sociali, sanitari ed economici ad un bambino che rischia gravi e definitive conseguenze motorie se non addirittura di peggio», ha concluso Walter Caporale.

Manuela Rosa 07/03/2009 9.13