A Pescara scatta l’ordinanza anti alcol: movida ko?

Alessandro Biancardi

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A Pescara scatta l’ordinanza anti alcol: movida ko?
PESCARA. E’ stata firmata questa mattina l’ordinanza ‘anti-alcool’ che sarà esecutiva dal prossimo 20 marzo. Regole precise per cercare di tamponare disagi e malumori dei cittadini. Insoddisfatta la minoranza. CAMILLO D’ANGELO:«REGOLE SIMILI A QUELLE DI ALTRE CITTA’, ROMA PER ESEMPIO…»
Nella nuova ordinanza si stabilisce che fino al 30 maggio sarà vietato vendere alcolici da asporto nei locali pubblici dalle 22 fino alla chiusura.
Ci sarà inoltre il divieto di somministrazione nei locali di bibite alcoliche, invece, dopo le 2 di notte.
Sarà inoltre vietato consumare bevande alcoliche durante l'intera giornata in luoghi aperti (vie, piazze, sagrati di chiese e parchi pubblici) qualora non si beva in bicchieri di carta e di plastica. Resta invariata, invece, la possibilità di consumare bevande nelle aree concesse ai proprietari delle attività.
I locali pubblici e i circoli privati dovranno chiudere entro le 2.30. Alle 3 se si tratta di venerdì e giorni prefestivi. La violazione delle norme sarà punita con una multa di 300 euro.
Come si legge nell'ordinanza queste nuove misure «sono state necessarie dopo le ripetute sollecitazioni rappresentate dal prefetto e dalle forze dell'ordine».
Ma la minoranza in consiglio comunale si dice insoddisfatta: «si pensa di riportare ordine e sicurezza in città limitandosi alla serrata dei locali e vietando la vendita da asporto di bevande alcoliche», ha commentato il capogruppo del Pdl Luigi Albore Mascia.
«Non una parola sulle telecamere di videosorveglianza, né tanto meno sull'adozione di provvedimenti che aiutino gli operatori commerciali a superare quest'ennesima mannaia».
«Non comprendiamo l'utilità», ha proseguito Mascia, «del vietare a bar e ristoranti di vendere una bottiglia di birra da asporto o del costringere tutti i locali alla serrata alle 2 e mezzo di notte. E lo sa bene anche il vicesindaco che, evidentemente per arginare un minimo gli effetti del provvedimento, ha fatto slittare il divieto di vendere alcolici da asporto alle 22, posticipandolo di un'ora rispetto a quanto annunciato. In realtà nulla però vieterà a qualunque cittadino di bere litri di vino a casa per poi andare in strada e creare disturbo».
«Forse il Comitato si sarebbe aspettato ben altri provvedimenti», ha commentato Lorenzo Sospiri, «come l'installazione delle famose telecamere nelle vie del centro storico: il vicesindaco aveva assunto tale impegno lo scorso autunno, poi ha continuato a rinviare la loro sistemazione di settimana in settimana, di mese in mese. Oggi scopriamo che probabilmente il Comune non dispone delle economie necessarie per tale investimento, tanto da voler riciclare le vecchie telecamere oggi esistenti all'interno dello Stadio Adriatico che, una volta montati i nuovi impianti, dovrebbero essere finalmente trasferite nelle vie di Pescara Vecchia».

06/03/2009 16.40


CAMILLO D'ANGELO:«REGOLE SIMILI A QUELLE DI ALTRE CITTA', ROMA PER ESEMPIO…»

«L'amministrazione ha agito seguendo gli indirizzi costruiti in piena condivisione con il Comitato di Ordine e Sicurezza pubblica. Inoltre l'ordinanza spazia all'interno di una casistica ben nota a chi si occupa del controllo del territorio e che quindi non nasce dalla fantasia dell'amministrazione o di quanti fanno parte del suddetto Comitato».
Risponde così il vice sindaco Camillo D'Angelo alle critiche della minoranza.
«Ci sorprende poi il fatto», ha commentato, «di ricevere accuse da una parte politica che a livello nazionale cavalca la tigre della sicurezza cittadina a suon di ronde e slogan e che, invece, a livello locale reagisce di fronte a misure concrete con superficialità e qualunquismo. I rischi connessi all'abuso di alcolici sono tristemente noti a tutti, limitarne la vendita a notte inoltrata ci è sembrato un modo innanzitutto per ridurli e non per ipotecare la libertà di ognuno o sottrarre introiti ad una categoria che da una maggiore sicurezza propria e dei propri clienti ha solo da guadagnare. Questione di punti di vista. Il nostro è in linea con quello sposato anche con altre città nazionali, non ultima Roma».
Quanto alla videosorveglianza, entro la fine del mese il centro storico, come detto in sede di Comitato, dovrebbe essere dotato di telecamere.
«Non si tratta, dunque di una promessa vana, o di difficoltà economiche, visto che il progetto è già stato finanziato», ha aggiunto D'Angelo, «le sole difficoltà sono state di natura tecnica, legate alla conformazione dell'area da coprire. Un problema ora risolto, mi auguro che questo possa tranquillizzare chi pensa che per assicurare l'ordine pubblico sia necessario l'esercito! Certo, nulla possiamo contro chi, come paventa Mascia, “è pronto a bere litri di vino a casa propria per poi andare in strada e creare disturbo”, ma è anche vero che da parte sua negli anni, non abbiamo mai ricevuto proposte, o critiche costruttive: solo bocciature a priori, come anche in questo caso. L'ordinanza, invece, pone regole certe. Se non l'avessimo prodotta, oggi avremmo sicuramente addosso l'ira funesta dei benpensanti di turno alla prima rissa o al primo fatto capace di minare la sicurezza cittadina, pronti piuttosto ad invocare lo stato di polizia, com'è è già successo e neanche molto tempo fa, più che preoccuparsi di fare prevenzione».

06/03/2009 19.31