Villa Pini: al Gruppo San Stef tre giorni di sciopero

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Si è svolta ieri l’assemblea dei lavoratori dei Centri San Stef A.R. dell'Abruzzo e del Molise alla luce del fallito tentativo di conciliazione avvenuto presso la Prefettura dell'Aquila nei giorni scorsi.3 MLN DALLA ASL LANCIANO-VASTO PER PAGARE I DIPENDENTI
Erano presenti il segretario regionale Cgil Fp, Carmine Ranieri, e il segretario regionale Biagio Celi di Cisl Fps, l'imprenditore Vincenzo Maria Angelini e il Commissario ad acta Gino Redigolo.
Nell'assemblea i lavoratori hanno dato mandato alle due associazioni sindacali di procedere alle iniziative di lotta, «vista la mancata corresponsione degli stipendi arretrati di dicembre, tredicesima mensilità e gennaio, e tra qualche giorno anche quello relativo al mese di febbraio».
«Nel tentativo di conciliazione del 26 febbraio», ricordano Ranieri e Celi, «l'imprenditore Angelini si è impegnato a versare entro il prossimo 9 marzo la sola tredicesima mensilità. E' da oltre un anno che i lavoratori del Gruppo Villa Pini (circa 1.400 persone) si trovano a dover elemosinare quanto loro dovuto dalle leggi e dai contratti ed ora hanno superato il limite della sopportazione».
I lavoratori dei Centri San Stef A.R. hanno quindi dato mandato ai sindacati di proclamare tre giornate di sciopero, la prima delle quali dovrà tenersi il 23 marzo prossimo e le due successive il 7 e l'8 aprile.
Ieri intanto l'annuncio del cambio al vertice del gruppo delle cliniche private con il subentro della figlia Di Vincenzo Angelini, Chiara, nuovo amministratore delegato, sarà ora lei a dover sbrogliare le questioni sindacali legate al personale che si trascinano da mesi.
I lavoratori si rendono conto del disagio che arrecheranno agli utenti delle strutture sanitarie «ma purtroppo questo è l'unico modo per far sentire la loro voce e per pretendere che l'imprenditore rispetti le leggi».
«Oggi in Regione tutti parlano di rispetto delle regole per la sanità privata ma nessuno si preoccupa di farle rispettare», continuano Ranieri e Celi. «Dunque i lavoratori protestano contro Angelini che non paga gli stipendi, ma anche la Regione deve stare al fianco dei lavoratori e pretendere che l'imprenditore paghi. D'altronde è la Regione che convenziona le cliniche private e dunque può pretendere ciò, pena la revoca dell'accreditamento».

06/03/2009 11.47

3 MLN DALLA ASL LANCIANO-VASTO PER PAGARE I DIPENDENTI

Oltre 3 milioni di euro di acconto alle case di cura del gruppo Angelini per le prestazioni erogate nel 2008, ma solo relativamente a quelle già controllate.
E la società, da parte sua, si è impegnata a praticare uno sconto del 5% sulla cifra da incassare e a destinarla alla retribuzione dei dipendenti, che lamentano di non percepire lo stipendio da diversi mesi.
Questo, in sintesi, il senso del provvedimento adottato dalla Direzione Aziendale questa mattina, che ha disposto il pagamento immediato di 2 milioni 851 mila euro al gruppo, relativamente a una parte di prestazioni di riabilitazione, assistenza ospedaliera e psico-riabilitativa acquistate lo scorso anno; la cifra è al netto dello sconto, praticato sull'importo da liquidare pari a 3 milioni di euro. Nell'occasione l'Azienda ha anche provveduto a corrispondere alla stessa società altri 500 mila euro per attività pregresse, svolte diversi anni fa e mai pagate.
Sempre relativamente al 2008, la società resta in credito nei confronti della Asl Lanciano-Vasto, che potrà corrispondere il saldo quando saranno state completate le verifiche sulle fatture emesse e sulle prestazioni rese, e compatibilmente con la disponibilità di cassa, fatta salva la cosiddetta “ par condicio creditorum”, vale a dire la volontà di soddisfare in maniera egualitaria i crediti di tutti i partners privati .
«Abbiamo erogato l'anticipo di somme realmente dovute – sottolinea il Direttore Generale Michele Caporossi – e quindi onorato un debito certificato, una procedura che sarà seguita anche con gli altri privati da cui abbiamo acquistato prestazioni. Per il Gruppo Angelini abbiamo ricevuto accorate sollecitazioni a pagare da parte dei sindacati, preoccupati dalle gravi difficoltà in cui versano i dipendenti, senza stipendio da mesi per mancanza di liquidità. Per questo abbiamo preteso e ottenuto l'impegno della società a impiegare la nostra somma per soddisfare le mensilità arretrate del personale».
Proprio in virtù di questa
necessità la Direzione ha chiesto ai vertici della Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, a cui è affidato il servizio di tesoreria, di rendere immediatamente disponibile la somma accreditata ad Angelini.

06/03/2009 12.58