Rinviata ad aprile la battaglia al Tar sulle chiusure domenicali

Alessandro Biancardi

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SAN GIOVANNI TEATINO. Il Tar Abruzzo non ha concesso la sospensiva sui provvedimenti adottati dal Sindaco di San Giovanni Teatino, Verino Caldarelli, per gli orari di apertura delle attività commerciali per l’anno 2009.

In pratica la domenica chiudono anche i Centri commerciali, salvo che nel periodo dall'11 ottobre al 27 dicembre.
Se ne riparlerà nel merito il 23 aprile 2009.
Come noto, a differenza di quanto accade per le attività commerciali dei comuni limitrofi, San Giovanni Teatino ha previsto solo 16 aperture festive nel corso del 2009, intendendo con questo salvaguardare il diritto al riposo festivo dei lavoratori.
A sostegno di tale scelta, il Comune ha invitato la cittadinanza ad esprimere la propria opinione sull'argomento, promuovendo un sondaggio sul sito dell'ente: il risultato è di 5.211 voti contrari all'apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi, su 9.374 voti complessivi.
Parallelamente l'amministrazione comunale ha comunque organizzato incontri con le parti interessate per trovare una soluzione al problema determinato dalla disomogeneità dei comportamenti.
La proposta è quella di una “turnazione” per le aperture straordinarie per zona, tale da garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori, di quelli dei consumatori ai quali assicurare la possibilità di provvedere agli acquisti anche nei giorni festivi e di quelli delle aziende di vedersi tutelate in termini di concorrenza leale.
Per illustrare questa ipotesi, che ha già trovato il consenso di diverse parti interessate, il sindaco di San Giovanni Teatino ha chiesto da tempo un incontro al nuovo Assessore regionale alle attività produttive, Alfredo Castiglione.
«Dopo anni di permissivismo sfrenato, giustificato con la promessa di nuovi posti di lavoro nei centri commerciali – spiega Caldarelli – si è visto che non c'è stata nessuna occupazione aggiuntiva e soprattutto nessuna stabilizzazione dei precari. Per questo abbiamo deciso di scendere in campo a difesa dei lavoratori sfruttati e costretti a lavorare anche la domenica».
Ma è stata una vostra iniziativa autonoma o siete stati in qualche modo sensibilizzati al problema?
«Diciamo che le famiglie degli addetti subivano il disagio del lavoro domenicale e festivo – conclude Caldarelli – allora ci siamo incontrati con i sindacati e con le aziende per trovare un'intesa, anche al di la dei nostri confini territoriali. Sarebbe ridicolo infatti che San Giovanni Teatino chiude e Pescara no. La proposta che è uscita fuori prevede la chiusura nei giorni festivi, eccetto che a fine anno, e la turnazione di eventuali aperture, proprio come le farmacie, per venire incontro alle esigenze dei cittadini consumatori».

s. c. 06/03/2009 10.18