Venzo:«La mostra del fiore? Uno strumento per strappare soldi alla Regione»

Alessandro Biancardi

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Venzo:«La mostra del fiore? Uno strumento per strappare soldi alla Regione»
FRANCAVILLA. «No, non ci sto. Da anni si cerca di contrabbandare la Mostra del fiore come manifestazione a sostegno dei floricoltori locali, mentre in realtà è uno specchietto strumentale per strappare soldi alla Regione e al Comune di Francavilla».
Goffredo Venzo, che della Mostra del fiore è stato l'inventore a metà anni settanta, quando dirigeva la Coldiretti provinciale («avevo come modello Sanremo»), reagisce sdegnato alle dichiarazioni di Remo Matricardi, presidente dell'Arfa (associazione regionale florovivaismo abruzzese) pubblicate da PrimaDaNoi.it. Come noto, l'Arfa da anni gestisce la Mostra del fiore e nei giorni scorsi lo stesso Matricardi ha accusato il Comune di voler «perdere la manifestazione che non costa niente alle casse comunali».
«Io mi auguro che la Mostra si faccia», ha aggiunto Venzo, «e che ritorni quella che era: un aiuto ai produttori locali e comunque ai floricoltori, non una manifestazione tra la sagra paesana e il mercatino, gestita a vantaggio di altre categorie».

«ANNI DI DENUNCE INASCOLTATE»

«Sarebbe stato meglio non parlare di soldi e di bilanci della Mostra – continua Venzo – io per anni ho denunciato la gestione disinvolta di questa manifestazione, ma non mi ha risposto nessuno: Regione, Provincia, Camera di Commercio, Arssa e Comune sono stati messi al corrente di quello che succedeva, ma se ne sono disinteressati, anche se minacciavo ricorsi alla magistratura. Ed ora mi tocca sentire queste lamentele da Matricardi, che ritengo uno dei maggiori responsabili del disastro insieme a Roberto Angelucci. Persone normali si vergognerebbero, questi signori invece presentano una faccia rispettabile, ma coprono gestioni fallimentari e sono responsabili della morte della Mostra. Dicono pure che al Comune non costa niente: è falso, basta leggere i consuntivi».

ANGELUCCI: «LA MOSTRA L'HO RESUSCITATA IO»

«Sì, la mostra è cambiata – spiega Roberto Angelucci – e conosco da anni le critiche di Venzo, che io ritengo ingiuste. In realtà quando nel 1981 sono diventato per la prima volta assessore, ho resuscitato sia la Mostra del Fiore che il Carnevale, che erano in stato comatoso. Dopo le prime manifestazioni per il Crisantemo e all'Asterope, la manifestazione era in crisi perché i fiori locali erano bruttini e decidemmo di farla diventare mostra d'arte, chiamando i fioristi da tutto il mondo. Anche allora c'erano debiti ed il materiale giaceva al Consorzio agrario di Pescara, compresi i box da esposizione finanziati dalla Regione e che io ho recuperato. Sarà un danno per la città annullare la manifestazione che offre a Francavilla più di quanto riceve».



VENZO:«LI HO ACCUSATI, PERCHÉ NON MI HANNO DENUNCIATO?»

«Chiacchiere, le solite chiacchiere dell'ex sindaco, sempre molto bravo a non rispondere con i fatti – rincara Venzo – basti dire che dell'Arfa non fa parte nessun floricoltore e che viene gestita solo da Matricardi. Ma io queste cose le ho ripetute fino alla nausea. Ad Angelucci ed ai suoi coppieri gliene ho dette tante, anche da codice penale, ma non mi hanno mai denunciato. Lui l'ho anche diffidato a salutarmi, faccio finta di non vederlo se lo incontro».
E' lLo sfogo di un signore ottantenne o c'è qualcosa di più nella passione con cui Goffredo Venzo difende la sua creatura?
Mentre si accalora, sfoglia decine di ritagli stampa conservati per anni, altrettante lettere di denuncia, veri e propri esposti, ricordi e foto di quando la Mostra è stata inventata e di quando l'ha abbandonata: “Una rassegna tradita”, “Il fiore mangiasoldi”, “Fuori la verità: in 20 anni debiti e decadenza”.

«GLI ENTI FINANZIATORI NON HANNO CONTROLLATO COME SI SPENDEVA»

Ci sono poi accorati appelli agli enti che hanno elargito finanziamenti: «trattandosi di soldi pubblici, debbono essere spesi con trasparenza».
E spunta anche una lettera del 1990 al Presidente della Mostra dove si legge: «chi ti scrive è nipote di uno dei Mille di Marsala, figlio di un confinato politico del passato regime; e lui stesso ex partigiano e sindacalista puro, che ha consacrato la vita al servizio della giustizia, senza mai macchiarsi di compromessi ed infamie. Perciò ti prego di riflettere e meditare: non farò più parte del Comitato per la Mostra se presidente e direttore saranno ancora Roberto Angelucci e Francesco Rapino.... vedo che le regole democratiche non ti appartengono... però prima di allontanarmi dalla Mostra ti chiedo: esiste il registro dei verbali? E quello delle entrate e delle uscite? Esistono i bilanci? Come vengono fatte le assunzioni?».
Insomma – e siamo nel 1990 – un atto di accusa violento e circostanziato che non sortì effetto alcuno, forse per la disattenzione di chi doveva controllare.
Disattenzione che, secondo Venzo, ha portato alle recenti esperienze fallimentari.
Le carte ci sono e verificare dov'è la verità sarebbe facile.

«MOSTRA A COSTO ZERO? MACCHÉ, AL COMUNE COSTA 40 MILA EURO SENZA RITORNO»

Nell'ultimo bilancio consuntivo scopriamo che la Mostra 2008 è costata 73 mila euro, coperti con i contributi pubblici: Regione: 25 mila euro, Comune: 40 mila euro («chi ha detto che non costava alle casse comunali?»), pubblicità (6 mila euro). Disavanzo: 2.640 euro.
Più interessante è lo specchietto dei costi, dove si trovano accorpate spese di incerta interpretazione.
Vedi in particolare i 20 mila euro per l'allestimento, i 17 mila per i servizi resi da terzi e i 15 mila per rappresentanza ed accoglienza. Fattura di 13 mila euro per i pernottamenti ed i pranzi dell'Hotel Mara di Ortona («gli alberghi a Francavilla non ci sono?») e ricevute senza Iva di 16.500 euro totali per “rimborso spese” non meglio specificate a Mauro Margiotti e al suo European Athenaeum of Floral Art, di Bugnara (L'Aquila).
Dunque niente soldi per l'economia di Francavilla, che pure è – secondo Matricardi - uno dei motivi per cui la Mostra si «deve» fare per aiutare il commercio ed i servizi locali. A meno che per i dirigenti dell'Arfa non siano più importanti gli spiccioli dati ai collaboratori scelti (come?) e che vanno dai 70 ai 1.300 euro ciascuno, con 34 ricevute rilasciate tutte il 10 maggio 2008. Ricordate il “modello Sanremo” città dei fiori?
Oggi meglio la Sagra del pecorino di Bugnara.

Sebastiano Calella 06/03/2009 8.31