Arrestato latitante condannato a 24 anni di carcere. «Pronto ad espatriare»

Alessandro Biancardi

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Arrestato latitante condannato a 24 anni di carcere. «Pronto ad espatriare»
PESCARA. I Carabinieri del Comando Provinciale di Pescara, coordinati dal comandante Giovanni Esposito Alaia, dopo circa un mese di ricerche hanno arrestato un latitante, condannato a 24 anni di carcere per omicidio. Era a Terni dalla figlia, pronto a fuggire all’estero.
Si tratta di Nevio Porreca, 55 anni di Miglianico. Le manette al noto pregiudicato pescarese, sono scattate ieri sera. L'uomo si era reso latitante dopo la sentenza di rigetto per inammissibilità del ricorso da parte della Suprema Corte di Cassazione emessa il 21 gennaio del 2009, che rendeva eseguibile l'ordine di esecuzione emesso dalla Procura della Repubblica di Chieti.
Porreca era stato infatti condannato a 23 anni, 11 mesi, 6 giorni di reclusione, perché ritenuto il mandante dell'omicidio di Domenico Trivellone, avvenuto a Montesilvano il 19 luglio del 1994. L'omicidio era stato commesso materialmente da Franco Patacca e Enrico Chiavaroli, anch'essi noti pregiudicati pescaresi.
Tutto era stato ricondotto all'ambiente della tossicodipendenza e dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Il 19 luglio di 15 anni fa il corpo esanime di Trivellone, colpito da arma da fuoco, era stato ritrovato all'interno della sua abitazione di Montesilvano.
Le indagini all'epoca dirette dal sostituto Procuratore Aldo Aceto avevano consentito di acclarare che l'omicidio era stato commesso da Patacca, con una pistola calibro 7,65.
L'episodio fin da subito era apparso come un regolamento di conti, e riconducibile a Porreca che in quegli anni era considerato uno dei più potenti corrieri di droga della città.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pescara, coadiuvati dai colleghi dell'omonimo Nucleo di Terni, hanno sospettato che il latitante potesse trovarsi all'interno dell'abitazione della figlia.
Così è scattato il blitz: l'uomo è stato trovato in possesso della sua carta di identità contraffatta nella parte dove veniva indicata l'inibizione all'espatrio e a quanto pare era in procinto di abbandonare il territorio italiano per sottrarsi alla cattura.

04/03/2009 12.38