La guerra del maresciallo della Croce Rossa trasferito due volte

Alessandro Biancardi

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IL CASO. ABRUZZO. Nel comitato regionale della Croce Rossa Italiana succederebbero cose strane, strane come presunte «irregolarità amministrative e contabili». A denunciarle è il maresciallo capo Vincenzo Lo Zito, dipendente della Croce Rossa.
A compierle sarebbe la Presidente del comitato regionale Abruzzo de L'Aquila, la professoressa Maria Teresa Letta la quale avrebbe anche provveduto ad un trasferimento per «incompatibilità ambientale» dello stesso maresciallo Lo Zito.
E' una vicenda che sta crescendo per l'iperattivismo dello stesso denunciante che sta contattando tutti gli organi di informazione nazionale per divulgare la sua verità.
I fatti contestati dal maresciallo, in servizio alla croce rossa da 20 anni, toccano diverse sfere dell'agire nella pubblica amministrazione ma attengono sempre alla stessa persona che sembrerebbe volere «tutto sotto il suo controllo e la sua direzione».
La professoressa Letta, contattata telefonicamente, sceglie la “strada del silenzio” e, preferisce per ora non dare la sua versione dei fatti. Il maresciallo Lo Zito ha denunciato che la presidente del comitato regionale firmava, scavalcando il direttore regionale, mandati di pagamento, determine, gare di appalto e assegni.
Tutto ciò sarebbe accaduto contrariamente allo statuto della croce rossa italiana, che prevede che tali compiti non spettino al presidente (“organo politico”) ma esclusivamente al direttore regionale in quanto funzionario dell'amministrazione.
A sua volta, anche il direttore regionale, Sorride Ioffredi, denunciò le «irregolarità procedurali» rivendicando l'esclusiva validità della sua firma per gli adempimenti contrattuali. E fu trasferito. Stessa sorte per la direttrice regionale, Maria Rita Salvetti, succeduta a Ioffredi. Le lettere di denuncia, con la sua firma, contro il modus operandi della presidente Letta sarebbero state tante. E anche lei fu trasferita a Roma.
Il caso ha trovato ampia eco sul web, dove è facile reperire interviste al maresciallo Lo Zito ad opera per esempio di Stefano Salvi.



La stessa eco non è stata assicurata in televisione, nemmeno da quella che viene considerata la “controinformazione” televisiva nazionale. I due programmi in questione sono “Striscia la notizia” (Canale 5) e “Le Iene” (Italia 1). In un primo momento questi due programmi si interessarono al caso del maresciallo, assicura lo stesso interessato, «ma poi pare che abbandonarono il campo non appena venne fuori il cognome importante della presidente del comitato regionale», dice Lo Zito. Ma i motivi per cui certe notizie destano interesse e poi vengono tralasciate possono essere molteplici per un programma che come Striscia riceve centinaia di segnalazioni al giorno.
La professoressa Maria Teresa Letta è la sorella di Gianni Letta, nonchè zia di Enrico Letta. Forse uno spiraglio mediatico resta ancora aperto perché in questa settimana, la trasmissione “Mi manda Rai3” avrebbe acquisito la documentazione della vicenda, come ci ha riferito il maresciallo Lo Zito.

LA PRESIDENTE LETTA: «PREFERISCO LA STRADA DEL SILENZIO»

Il tassello mancante al lettore, per comprendere appieno questa vicenda, è la posizione della presidente del comitato regionale Abruzzo. La presidente Letta è stata contattata telefonicamente da PrimaDaNoi.it per avere la sua versione dei fatti e, in caso acquisire documentazione utile.
La professoressa Letta ha subito ringraziato per «la disponibilità» ma ha preferito non scendere sul piano della polemica.
Ma qualche particolare in più alla vicenda è comunque emerso.
Il maresciallo Lo Zito sarebbe stato denunciato dai revisori dei conti e il 18 marzo 2008 si sarebbe tenuto, ad Avezzano, un processo contro di lui ha raccontato la professoressa senza aggiungere dettagli.
A detta della presidente Letta ci sarebbe anche una lettera del Presidente della Repubblica che si sarebbe espresso in merito alla vicenda del maresciallo.
Abbiamo richiesto più volte la documentazione per poter fornire informazioni ufficiali ed inconfutabili ma per ora non è stato possibile.
Della faccenda si starebbe interessando anche il Commissario nazionale della Croce rossa, l'avvocato Francesco Rocca che abbiamo provato a contattare senza esito.

IL MARESCIALLO:«UNA GUERRA CONTRO DI ME»

Il maresciallo Lo Zito denunciò con un esposto alla Corte dei Conti de L'Aquila tutte le presunte irregolarità da lui riscontrate. Da L'Aquila non sarebbe arrivata nessuna risposta. Quindi Lo Zito presentò una seconda denuncia alla Procura di Campobasso che ha, poi, provveduto a sollecitare la Procura de L'Aquila. Le denunce per questi presunti abusi sarebbero costate caro al maresciallo.«Una vera e propria guerra è stata attuata ai miei danni» ha dichiarato il maresciallo Lo Zito, «per aver più volte denunciato i fatti e aver tentato di garantire una corretta amministrazione dei soldi pubblici». Numerose e di diversa natura sarebbero le irregolarità denunciate dal maresciallo e dai direttori regionali che si sono succeduti.

«IL PRESIDENTE E' CONTROLLORE DI SE STESSA»

Non è solo il maresciallo Lo Zito ad accendere i riflettori sulla figura della presidente Maria Teresa Letta, ma anche il capo del dipartimento. In questo caso la presunta “colpa” del presidente regionale sarebbe quella di essere al contempo “controllore”, in quanto presidente del comitato regionale, e “controllato” in quanto responsabile amministrativo del comitato locale di Avezzano.
In tal caso gli atti sottoscritti dalla professoressa Letta in qualità di responsabile amministrativo di Avezzano sarebbero poi sottoposti al controllo del comitato regionale, ovvero della stessa Maria Teresa Letta. Al capo del dipartimento i conti non tornano, e in una lettera ha chiesto che «la prassi venisse dimessa senza indugi» perché «inconciliabile con il principio del buon andamento e dell'imparzialità».


MARESCIALLO TRASFERITO DUE VOLTE:«40.000 EURO DI SPESE IN PIU' PER LO STATO»


Lo Zito è stato trasferito due volte. Sarebbero previsti anche dei risarcimenti per i trasferimenti “subiti” di un valore di circa 40 mila euro in totale. Anche la storia e le carte dei trasferimenti del maresciallo evidenzierebbero delle irregolarità procedurali, secondo lo stesso interessato.
«Il trasferimento del maresciallo è stato chiesto dagli organi competenti ma su proposta della presidente Maria Teresa Letta che non avrebbe titolo per farlo», come ha detto il legale del maresciallo Lo Zito. In un primo momento il maresciallo chiede il trasferimento da Avezzano a Carsoli per incompatibilità con la professoressa Letta, poi però è stato di nuovo trasferito a L'Aquila a distanza di poco tempo. Poi ad Assisi con decorrenza dalla metà di agosto 2008. Però il maresciallo effettivamente non si è ancora trasferito perché il collegio medico ha stabilito che «resti in malattia per tre mesi dopo aver subito un delicato intervento chirurgico al cuore». Il maresciallo, nei giorni scorsi, si è recato al Consiglio di Stato con il suo legale per chiedere la sospensiva del trasferimento.
Una battaglia tutta da chiarire nella quale mancano ancora troppe risposte

03/03/2009 11.08