Contenzioso sul villino:«non era in zona vincolata e non aveva valore storico»

Alessandro Biancardi

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Contenzioso sul villino:«non era in zona vincolata e non aveva valore storico»
PESCARA. Manuel Del Monte e Marcello Russo, legali di Mario Farina, replicano alle dichiarazioni dell’architetto Anita Boccuccia sul villino demolito in viale Primo Vere, e danno la loro versione dei fatti: «il villino non era vincolato e nemmeno di valore storico».
La questione riguarda un villino degli anni trenta, in viale Primo Vere (lato spiaggia), che fu demolito nel 2003.
Il cantiere fu posto sotto sequestro nel 2004 su segnalazione della vicina di casa, l'architetto Anita Boccuccia, in quanto la zona della Pineta e gli edifici storici presenti sarebbero oggetto di vincolo di “conservazione” (B1).
I presunti reati di abuso edilizio contestati ai sei indagati, tra cui il proprietario Mario Farina, rischierebbero ora, a causa dei numerosi rinvii, di andare in prescrizione.

«INESATTEZZE NELLE DICHIARAZIONI DELLA BOCCUCCIA»

I legali della difesa ribattono punto per punto alle dichiarazioni fatte dalla Boccuccia. Vincolo sì, o vincolo no? Sarebbe questo il centro della questione.
Secondo la difesa di Farina, l'area in cui sorgeva il villino demolito non è nella zona della Pineta Dannunziana sottoposta a vincolo.
La zona di cui parlano i legali, Manuel De Monte e Marcello Russo, sarebbe stata individuata dalla legge regionale (L.R. 19/2000 e 96/2000).
E quest'area non comprenderebbe viale Primo Vere e nemmeno le vie parallele interne.
In secondo luogo, il fabbricato demolito non sarebbe stato ad un piano bensì «a due piani oltre il sottotetto di 2,70 metri».
Per quanto riguarda il progetto del nuovo fabbricato, non esisterebbe, anche secondo il consulente delle Procura , l'aumento dell'altezza, del volume e della superficie, come invece aveva prospettato l'architetto Anita Boccuccia.
Il progetto, quindi, manterrebbe la stessa grandezza del villino abbattuto.



«NON SONO STATE VIOLATE NORME PAESAGGISTICHE»

I legali della difesa schivano i colpi della Boccuccia, facendosi scudo con le sentenze del Tar di Pescara, confermate dal Consiglio di Stato.
Le sentenze dichiarerebbero espressamente che non ci furono violazioni di norme paesaggistiche da parte di Mario Farina nel demolire e ricostruire il villino.
Non ci sarebbero stati abusi perché il litorale dove si trova il villino di Farina era già edificato anche con costruzioni moderne. Mentre «pochi sono quelli (gli edifici, ndr) risalenti agli anni venti e ancora esistenti» come si legge nella sentenza n.207 del Consiglio di Stato del 2006.
Secondo la stessa sentenza, la costruzione del nuovo edificio non andrebbe a minare la salvaguardia «dei valori paesistici protetti dal vincolo, che non sono gli edifici degli anni venti».
Il vincolo di “conservazione” si applicherebbe, secondo il parere del Consiglio di Stato, solo al “paesaggio” e non agli edifici d'epoca.

IL SOPRINTENDENTE: «VILLINO DI NESSUN INTERESSE STORICO»

Anche secondo la relazione del soprintendente, del settembre 2005, la demolizione del villino «non può considerarsi degradante» per il contesto paesaggistico.
Ed aggiunge che il fabbricato demolito «non presentava alcun interesse storico, artistico e architettonico». La costruzione del nuovo edificio troverebbe la sua “ratio”, secondo il soprintendente, nel fatto che «il mantenimento del vuoto non fa acquistare valore» al paesaggio.

«LA DEMOLIZIONE NON HA PROVOCATO NESSUN DANNO AL VILLINO DELLA BOCCUCCIA»

Dopo la demolizione del villino in questione, l'architetto Anita Boccuccia aveva chiesto al Tribunale Civile di Pescara di svolgere un accertamento tecnico per verificare eventuali danni al villino di sua proprietà, attiguo a quello demolito.
Dagli accertamenti effettuati da un collegio di tre esperti nominati dal Tribunale di Pescara, si evincerebbe che non ci furono danni al villino dell'architetto Boccuccia, se «non danni derivanti dalla mancanza di ordinaria e straordinaria manutenzione» da parte della proprietaria stessa.
La difesa di Farina non riesce a spiegarsi perché il forte accanimento dell'architetto Anita Boccuccia sia limitato solo all'edificio del loro assistito, Mario Farina.
«Ci sono altri 11 edifici costruiti e ristrutturati nel contempo nella stessa fascia costiera», dice la difesa, che potrebbero essere facili bersagli della battaglia ambientalista dell'architetto Boccuccia, perché «se fosse illecito il fabbricato di Farina, lo sarebbero anche gli altri».

Manuela Rosa 03/03/2009 9.41

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