Sei modelle marsicane per salvare il futuro della Micron

Alessandro Biancardi

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Sei modelle marsicane per salvare il futuro della Micron
AVEZZANO. Cartoline raffiguranti sei modelle marsicane in ambienti di lavoro saranno inviate al ministro delle Attività Produttive, Claudio Scajola, e all'amministratore delegato della Micron, Sergio Galbiati.

L'obiettivo è quello di sostenere la vertenza occupazionale dello stabilimento di Avezzano (L'Aquila): sul retro delle cartoline c'é una sorta di petizione a favore dei 1.800 dipendenti dell'insediamento e del suo indotto.
L'iniziativa è del fotografo Antonio Oddi. «La Marsica - recita una parte del testo della cartolina - guarda con trepidazione alle sorti dello stabilimento Micron Technology, che sin dal suo insediamento ha svolto il ruolo di motore trainante delle attività produttive, radicandosi in un territorio per tradizione a vocazione agricola e determinandone un sensibile sviluppo in termini economici, sociali e culturali, di prosperità e benessere diffusi».



Alla realizzazione delle cartoline hanno partecipato sei modelle del posto, raffigurate secondo Oddi «in pose che però danno onore, in modo delicato ed al tempo stesso ambiguo, alla loro spontanea sensualità di ragazze acqua e sapone».
Si tratta di partecipanti a concorsi di bellezza e sfilate di moda.
La distribuzione delle cartoline sarà sostenuta dai volontari dell'Associazione Faro, che le proporranno ad offerta durante alcuni eventi: il denaro raccolto sarà impiegato per aiutare il progetto 'Passegiocando', un'attività di animazione itinerante di clown ed educatori di strada in programma ad Avezzano nella prossima estate.
Alla realizzazione delle cartoline hanno partecipato delle modelle, volti noti ed affermati nel comprensorio marsicano in virtù della partecipazione a concorsi di bellezza e sfilate di moda: Giulia Capodacqua, Lucia Bucciarelli, Mery Manna, Francesca Ridolfi, Silvia Capitanio e Antonella Morellato.



«Le ragazze», racconta Oddi, «sono state immortalate in un contesto che richiama ad ambienti di lavoro, con arnesi che costituiscono gli strumenti di tanti operai, in pose che però danno onore, in modo delicato ed al tempo stesso ambiguo, alla loro spontanea sensualità di ragazze acqua e sapone, ed alla loro vena autoironica».
Immagini che non mancheranno di suscitare curiosità e coinvolgimento, forse scalpore, in quanti favoriranno la circolazione delle cartoline.
02/03/2009 16.15