Assolto Tarek Aziz, esulta il legale ortonese del vice di Saddam Hussein

Alessandro Biancardi

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Assolto Tarek Aziz, esulta il legale ortonese del vice di Saddam Hussein
BAGDAD. È stato assolto e successivamente liberato dal Tribunale speciale iracheno (Tsi) l'ex vice primo ministro Tareq Aziz.
Aziz è stato assolto insieme ad altri tre imputati nel processo conosciuto come «Fatti della preghiera del venerdì».
Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa irachena Voci dell'Iraq, Aziz è stato giudicato innocente rispetto alla morte di 42 persone, uccise dalla polizia irachena nel 1999. Si tratta di militanti sciiti scesi in strada dopo la preghiera islamica del venerdì per protestare contro la morte dell'imam sciita Muhammad al-Sadiq al-Sadr e di suo figlio, uccisi il 10 febbraio di quell'anno.
Nello stesso processo la corte ha emesso tre condanne a morte per altrettanti uomini di Saddam, tra i quali Ali Hassan al Majid, meglio conosciuto come "Ali il chimico" e altri due ex gerarchi iracheni Mahmud al Azza e Aziz al Numan.
Ergastolo per due alti funzionari del disciolto partito Baath, Latif Jasem e Muhammad Zimam, e per Abd Humud Hamid, allora primo segretario del deposto presidente Saddam Hussein.
Assolti, oltre a Tarek Aziz, tre importanti dirigenti baatisti: Ugla Abd Saqer, Ibrahim Saheb e Sayf al Din al Mashhadani.
«Anche un tribunale che applica una giustizia sommaria», è stato il commento del difensore italiano di Tarek Aziz, Remo Di Martino di Ortona, a PrimaDaNoi.it, «non è riuscito a condannare il vice di Saddam. Le accuse mosse contro di lui erano infatti palesemente infondate, prive di riscontri di qualunque genere. Aziz infatti non ha mai avuto alcun ruolo politico nel partito di Saddam e nemmeno nell'uccisione delle 42 persone, fatto per il quale si procedeva. Tra le cose più eclatanti di questo processo rimarrà l'assoluta mancanza di un fascicolo, di documentazione e di verbali, tutte cose necessarie affinchè si possa svolgere un processo degno di questo nome. Ora», ha aggiunto Di Martino, «sono momenti importanti e delicati per Aziz poiché per assurdo in carcere era al sicuro ed invece da oggi potrebbe correre molti pericoli. In molti temono per la sua vita».
Di Martino, legale ortonese, uno dei difensori italiani ha voluto strenuamente la difesa di Tarek Aziz poiché questi è cristiano e devotissimo di San Tommaso Apostolo che predicò proprio nei territori dove oggi sorge l'Iraq e le cui spoglie sono custodite nella cattedrale di Ortona.
E' troppo presto per parlare di asilo politico del vecchio statista in Itali ma Di Martino non esclude che Aziz possa arrivare in Abruzzo molto presto.
Del resto la scorsa estate grazie all'intercessione di Tusio De Julis dell'associazione “Aiutiamoli a vivere” era venuto il figlio di Aziz a Spoltore per portare la sua testimonianza e raccontare la sua atroce esperienza. In quella occasione si parlò ripetutamente di «violazione dei diritti fondamentali dell'uomo».
Su Aziz pendono comunque altre imputazioni che potrebbero cadere in seguito all'assoluzione di oggi.

02/03/2009 12.47