Il documento si perde, anzi no: cittadino trasformato in evasore

Alessandro Biancardi

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IL CASO. CHIETI. Può un Comune trasformare d'ufficio un cittadino onesto in un evasore? A Bucchianico succede.
La storia ce la racconta Eraldo Marusco, figlio di Carmine (il presunto evasore), incappato in una controversia con l'Ufficio tecnico del suo comune.
La vicenda inizia il 17 novembre 2003, con il ritiro della concessione edilizia per la casa di proprietà e con il conseguente inizio dei lavori.
Pagati subito gli oneri di urbanizzazione, ci sono da versare i costi di costruzione in due rate: la prima entro il 18° mese dall'inizio lavori (cioè entro il 17 maggio 2005) e la seconda a fine lavori.
Però nel novembre 2004, cioè l'anno dopo il ritiro della concessione edilizia, il Comune di Bucchianico informa l'architetto Piero Tucci, tecnico di Marusco, che è necessario presentare un'altra domanda di inizio lavori, perché la precedente si era persa. Marusco presenta quest'altra domanda che viene acquisita con prot. 13537 del 6 novembre 2004.
E da questa data si riconteggiano i 18 mesi per pagare la prima rata dei costi di costruzione.
Stranamente, pochi giorni dopo questo nuovo inizio lavori, a Marusco arrivano prima la richiesta di ottemperare alla legge sul risparmio energetico, riferita alla prima domanda del 2003 (prot. 12963), e poi la sollecitazione per pagare la prima rata dei costi di costruzione (quella dopo i 18 mesi) riferita però alla domanda “ripresentata” nel 2004.
Ma quale delle due comunicazioni di inizio lavori è valida, chiede Marusco?
Mentre attende risposte, gli arriva una multa di 764 euro per ritardato pagamento, riferita alla prima comunicazione di inizio lavori, quella che si era persa e che evidentemente era stata ritrovata ( risulta che l'Ufficio tecnico aveva annotato sulla domanda del 2004: “già comunicato”): ma di questo ritrovamento nessuno aveva informato Marusco.
Le proteste non sortiscono effetto: addirittura l'architetto Eliodoro Mucilli, responsabile del Servizio tecnico, comunica all'interessato (ma solo nel 2007) che «questo Ente ha ritenuto valida la prima domanda, quindi è stata disposta la riscossione coattiva della sanzione».
Arriva anche la cartella della Soget, con le solite ingiunzioni e le more del caso.
La richiesta al sindaco di sbrogliare questo contenzioso non sortisce effetti, ma intanto Marusco riesce ad avere un documento interno del Comune che sembra dargli ragione.
Si tratta di uno specchietto riassuntivo dei costi di costruzione (riferiti a diverse ditte) dove si legge: Marusco Carmine, comunicazione inizio lavori, 6 novembre 2004. E dove però si legge anche che la prima rata scadeva il 17 maggio 2005 (cioè i 18 mesi dal 2003) e che per ritardato pagamento c'è la sanzione di 764 euro. Ma se i 18 mesi partono dal novembre 2004, siamo in anticipo sul ritardo o in ritardo sull'anticipo? C'è sicuramente un po' di confusione nell'Ufficio tecnico di Bucchianico e certo non per colpa di Marusco.

Sebastiano Calella 02/03/2009 8.30