I debiti del Comune. Di Quinzio porta tutte le carte alla Corte dei Conti

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Ieri pomeriggio, con protocollo 7104, un voluminoso dossier è stato spedito dal Comune di Francavilla al mare al Procuratore della Corte dei Conti: dentro tutta la documentazione delle operazioni di factoring con Ifis Banca a suo tempo attivate dalla Giunta Angelucci. *DI QUINZIO:«PELLEGRINO NON PARLI: HANNO GIOCATO D’AZZARDO CON SWAP E CONSULENZE»
Si tratta di tre delibere: la numero 694 del 21 luglio 2006 (fino a 2.500.000 di euro), la numero 100 del 15 febbraio 2007 (fino a 5 milioni) e la terza numero 359 dell'8 maggio 2007 (fino a 7 milioni) aventi per oggetto: Smobilizzo 80% dei crediti vantati nei confronti della Soget.
In pratica la Giunta in carica dava in pegno i tributi Ici, Tarsu, Tosap e Cosap che avrebbe dovuto riscuotere attraverso la Soget per ottenere liquidità in occasione di “momentanee esigenze di cassa”.
Dunque detto fatto: il sindaco di Francavilla, Nicolino Di Quinzio, aveva più volte minacciato l'invio alla Corte dei conti della documentazione sulle anticipazioni per 7 milioni operate dalla Giunta Angelucci, una specie di scoperto bancario che aveva raggiunto proporzioni insopportabili.
E lo aveva ribadito anche ieri in mattinata durante l'acceso diverbio con l'ex assessore alle Finanze, Giuseppe Pellegrino, di cui siamo stati involontari spettatori.

LA BOCCIATURA DEL FACTORING DA PARTE DEI REVISORI DEI CONTI

Nella documentazione spedita, c'è anche la relazione del Collegio dei revisori dei conti del Comune (Angelo Lucio Russo, Piergiuseppe Mammarella e Francesco Di Maio) i quali, in data 7 ottobre 2008, si esprimono così sul contratto di cessione di crediti con la Ifis Banca, dopo aver fatto un'ampia disamina delle tre delibere: pur essendo le condizioni di normale mercato (tasso Euribor 3 mesi + 0,90/1,25 bps, con una commissione factoring dello 0,10%), «in mancanza di un regolamento non sono state comunque rispettate le regole a tutela del patrimonio dell'Ente».
Inoltre «i crediti ceduti non sembrano avere i requisiti per l'incasso ordinario» e «non è stata rispettata la norma per l'individuazione della figura del cessionario con la valutazione dei requisiti che deve possedere, nonché delle regole per la sua ricerca».
In sintesi, concludono i Revisori, «questo Collegio ritiene che l'operazione posta in essere sia stata condotta in palese contrasto con quelli che sono i presupposti per la cessione dei crediti tributari».

QUASI 5 MILIONI DI DEBITI DA PAGARE

Allegata anche la successiva relazione positiva sul piano di rientro dal debito concordato dall'amministrazione Di Quinzio con Ifis Banca, alla quale si debbono restituire 4.770.313 euro con 24 rate da 180 mila euro mensili ed una rata finale da 1.863.211 euro. Insomma i debiti c'erano: la situazione lasciata dalla Giunta Angelucci al successore Di Quinzio sembra frutto di una gestione che merita l'attenzione della Corte dei conti la quale dovrà stabilire – al di là delle polemiche politiche locali - se c'è stato un danno per le casse comunali di Francavilla.
Più che la fine questo sembra essere il vero inizio.

Sebastiano Calella 26/02/2009 8.36



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DI QUINZIO:«PELLEGRINO NON PARLI HANNO GIOCATO D'AZZARDO CON SWAP E CONSULENZE»

FRANCAVILLA. L'ex assessore alle Finanze della Giunta Angelucci in una intervista a PrimaDaNoi.it aveva detto che il Comune di Francavilla al Mare è stato, sotto la loro gestione, «tra i più virtuosi».
Apriti cielo. Ieri un duro scontro tra il sindaco Di Quinzio e appunto Giuseppe Pellegrino scaturito proprio dalle parole rilasciate al nostro quotidiano. Oggi il primo cittadino replica a quelle che giudica delle «falsità».
«Sicuramente», dice il sindaco, «il periodo carnevalesco ha ispirato non poco l'ex assessore che continua ad inscenare la solita pantomima come ha fatto nella precedente amministrazione dove, non solo ha contribuito con azioni scellerate a far cadere in rovina la situazione economico-finanziaria dell'ente, con operazioni discutibilissime che hanno determinato una vera e propria situazione di dissesto finanziario, di cui presto, ne sono sicuro, dovrà renderne conto. Dimostra in maniera irritante il suo scarso senso istituzionale in quanto, dopo aver prodotto uno scempio di tale rilevanza, dovrebbe avere almeno il coraggio di tacere e non cercare, in maniera così pedante, di attribuire ad altri le pesanti responsabilità che hanno caratterizzato la sua censurabile gestione politica».
Secondo Di Quinzio gli atti amministrativi e i documenti contabili detenuti dall'amministrazione «rappresentano ben altra situazione», e poi la conferma alla notizia che avevamo anticipato ieri: «in ogni caso questi documenti faranno parte del nutrito dossier che mi accingo a trasmettere alla Procura della Corte dei Conti, soltanto dai quali emergerà la verità, riservandomi di farlo per la Procura della Repubblica».
Dunque sarà la magistratura a fare chiarezza, chiamata per l'ennesima volta a pronunciarsi dopo decine di esposti caduti nel vuoto negli anni scorsi.
«Dalla faticosissima e laboriosissima analisi della documentazione che è stata sviluppata in questo periodo, che, a dire dell'ex assessore, è stato caratterizzato da un immobilismo assoluto», spiega Di Quinzio, « dopo aver constatato e verificato una situazione di caos e confusione organizzativa e dopo aver dispiegato prioritariamente la nostra azione ad inquadrare “realisticamente”, è emersa la necessità di avviare, al fine di scongiurare il fallimento dell'Ente e quindi il dissesto finanziario, un piano di risanamento straordinario per evitare ogni futura, pesantissima ricaduta negativa sulla cittadinanza».
Gran parte delle irregolarità contabili, secondo il sindaco, sarebbe stato generato dall' «irregolare ricorso alle anticipazioni di cassa con il proprio tesoriere nonché una fortissima tensione sulla liquidità causata dall'impossibilità di far fronte agli impegni presi tanto da far ritenere altamente a rischio, nel breve termine, la possibilità di estinguere la citata esposizione debitoria; bilanci poco chiari con previsioni di entrate fittizie, vale a dire somme che non entreranno mai nelle casse dell'ente che però sono servite a giustificare e far fronte a spese invece certe; le poste delle entrate mai riscosse non sono state poi annullate ma sono state riportate impropriamente negli anni successivi per evitare artificiosamente negli anni i disavanzi di amministrazione».
Ma moltissime incongruenze sarebbero emerse anche dalla voce “consulenze” alcune delle quali non sono passate inosservate per il loro grado di parentela con personaggi influenti della vita dell'area chietina.
«Quale utilità all'ente hanno prodotto?», si è domandato il primo cittadino, «e le articolate manovre di ingegneria finanziaria come gli swap che sono drammaticamente in perdita, così come il cennato contratto di factoring, così come i contratti di servizio con le società esterne fortemente penalizzanti per l'ente. L'elenco delle operazioni criticabili è lungo. Questo è il virtuosismo dell'operato della precedente Amministrazione, ma chiaramente di questo se ne dovrà occupare chi è preposto all'accertamento delle responsabilità amministrativo-contabili ed eventualmente penali. Il linguaggio di questa amministrazione è evidentemente diverso da quello della precedente amministrazione caratterizzato dall'uso del politichese che paradossalmente arrampicandosi sugli specchi cerca di effettuare una speculazione politica sui disastri prodotti».
«Questa compagine governativa», ha concluso Di Quinzio, «ritiene invece con umiltà e serenità attraverso una operazione trasparente di dar effettivamente conto ai cittadini della difficilissima situazione finanziaria in cui versa il comune di Francavilla e in ogni caso garantire tutto il proprio impegno per esperire ogni tentativo nel pieno rispetto della legge per fare uscire il comune di Francavilla dal guado della gravissima crisi finanziaria determinata dalla precedente amministrazione».

26/02/2009 8.23