Mezzogiorno di fuoco in Comune: "duello" tra Di Quinzio e Pellegrino

Alessandro Biancardi

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Mezzogiorno di fuoco in Comune: "duello" tra Di Quinzio e Pellegrino
FRANCAVILLA AL MARE. Nicolino Di Quinzio, sindaco di Francavilla:«Ci fai pure il commercialista ed hai scritto una serie di cazzate, che i soldi ci sono, ma dove sono? Portami in ragioneria e fammeli dare». Giuseppe Pellegrino, ex assessore alle Finanze della Giunta Angelucci: «Tu non amministri, sei immobile, perciò Francavilla non ha soldi in cassa». DE FELICE:«NON MI ABBASSO A TALI LIVELLI»
C'è mancato poco che venissero alle mani stamattina in Comune, i due esponenti della maggioranza e dell'opposizione di fronte ad altri consiglieri allibiti per la violenza dello scontro verbale.
C'erano Carlo Matricardi, Daniele D'Amario, Valerio Baldassarre ed alla fine anche Rocco Cappelletti.
La lite è iniziata nel corridoio verso le 12,30 ed è proseguita violentissima nella stanza del sindaco, quando Di Quinzio, indispettito perché Pellegrino non dava peso alle sue argomentazioni, è entrato nel suo studio e come una furia ha tirato fuori uno scatolone pieno di fatture e di documenti che la vecchia amministrazione non aveva nemmeno aperto.



Alento Gas, Aca, Soget e chi più ne ha più ne metta, tutte in ordine e tutte con un verbale di apertura delle buste.
Insomma le fatture arrivavano, ma nessuno le apriva e quindi nessuno le pagava. E il battibecco è andato avanti per una mezz'ora buona.
«Immobilismo è non aprire le fatture, adesso solo abbiamo scoperto che ci sono 680 mila euro da pagare all'Alento gas».
«Questo è sterile terrorismo verbale, la devi smettere di piangere miseria e cominciare ad operare».
«Ma se i soldi non ci sono, come faccio a lavorare? Oggi mi hanno comunicato dalla Ragioneria che c'è una bolletta Enel da pagare per 300 mila euro. Con che la pago?»



DI QUINZIO:«MANDO TUTTO ALLA PROCURA ED ALLA CORTE DEI CONTI»

Di Quinzio:«Sai che ti dico? Mi avete rotto le palle. Adesso mando tutto alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti così vediamo chi ha ragione. Ecco i documenti sono già pronti: relazioni, fatture, delibere, verbali di apertura, verifiche contabili. Non basta uno scatolone».
E dallo scatolone in effetti sono usciti pacchi di documenti, mentre il sindaco si toglieva la giacca, quasi pronto per esplodere.
Ma per fortuna nessuno ha usato le mani, anche se il clima era surriscaldato, mentre Matricardi invitava alla calma.
Pellegrino: «Ma che ti aspettavi? Di trovare 5 milioni di euro nel cassetto? Devi produrre per trovare i soldi».
Di Quinzio:«Hai capito? Dovevo buttare cemento su Francavilla per incassare. No e poi no. Parli tu che hai fatto operazioni per oltre 7 milioni di anticipazioni. Io non ho la valvola di sfogo dell'Ifis Banca, al massimo c'è la Risco».
Pellegrino:«Ma tu la Ifis non l'hai nemmeno contattata. Svegliati ed amministra».



FINANZA CREATIVA RISCHIOSA PER LE CASSE COMUNALI

Di Quinzio:«Ammettilo: qualche cazzata l'avete fatta, non puoi darmi lezioni proprio tu che sei uno dei massimi responsabili del dissesto. Io mi trovo da pagare ancora le vostre feste e voi andate dicendo che siete stati bravi e che io non so amministrare. Io sarei un coglione e voi i furbi? Mando tutto alla Procura, così la finiamo. E non prendo lezione da chi, come te, ha fatto quelle operazioni di factoring che hanno indebitato il Comune fino ai capelli».
Pellegrino:«Ed io ti mando l'elenco di come avete speso i soldi che c'erano».



Poi Matricardi è riuscito a tirar via Pellegrino e Di Quinzio si è rimesso la giacca, visto che incombeva la Giunta alle ore 13.
Ma le grida erano giunte fino alla Polizia Urbana, che non è intervenuta «perché non è la prima volta che si discute animatamente».
E per fortuna che tutto era cominciato con la lettera di precisazioni che il sindaco Di Quinzio aveva preparato dopo l'intervista di Pellegrino pubblicata da PrimaDaNoi.it . Accuse nemmeno tanto velate (alla vecchia giunta ed all'assessore alle Finanze in particolare) di aver amministrato male il Comune e di aver praticato una finanza creativa rischiosa per le casse comunali.
Pellegrino non ha gradito ed ha replicato accusando di immobilismo Di Quinzio. Il che ha fatto esplodere il sindaco, giunto al limite di sopportazione. Tanto che alla fine si è capito che entro pochi giorni, al massimo entro la prossima settimana, tutte le carte partiranno per la Procura e per la Corte dei Conti.
Il fatto è che la tensione è alle stelle.
Ma due sono le possibilità: o Di Quinzio mente spudoratamente o la vecchia giunta Angelucci deve coprire qualcosa.

Sebastiano Calella 25/02/2009 16.59

DE FELICE:«NON MI ABBASSO A TALI LIVELLI»

«Leggendo l'articolo pensavo: qual è l'immagine che comunica di sé la politica francavillese? Aggressiva, spesso arrogante, volgare. Sempre in contraddittorio con l'avversario o meglio il nemico. Un nemico da offendere, intellettualmente, personalmente, senza inibizioni, senza pudori, senza buon gusto».
E' il parere del presidente del consiglio Carlo De Felice che non ci sta ad assistere a scontro «privi di contenuto», «sulla negazione dell'altro, non perché diverso o portatore di idee, di bisogni e di interessi opposti (già sarebbe un buon motivo), ma semplicemente perché è l'altro».
«Ecco allora che il livello inesorabilmente si abbassa», dice De Felice, «tanto quanto non mi permette di partecipare, perché grazie alla educazione datami dalla mia famiglia, su quel livello così basso non ho abitudine a confrontarmi. Ingiurie, turpiloqui. Basta grazie. Consiglio un sistema di autoregolamentazione. Un bel codice deontologico del politico francavillese da scrivere insieme e poi da applicare. Perché il politico che nella pre-sala del consiglio comunale o nel suo studio urla, utilizza termini non consoni a quelli che l'avversario politico di turno merita, dovrebbe essere costretto a dimettersi e lasciar spazio ad un collega più educato, più rispettoso ad un collega che con più eleganza ed operosità saprebbe ricoprire meglio quel ruolo».
Aspettando il codice deontologico, «visto che siamo alla emergenza educativa», aggiunge il presidente del consiglio, «non potrò mai essere un attore che si esibisce sul palcoscenico quotidiano della politica francavillese fatta oggi di azioni e parole che sono tutt'altro che memorabili se non per il buon gusto offeso».

26/02/2009 8.30