Francavilla, inchiesta della procura sulle licenze di noleggio auto

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA AL MARE. E a sorpresa -ma non tanto- a Francavilla si riparla di licenze per il noleggio auto con conducente, le famose Ncc rilasciate dalla Giunta Angelucci.
Questa volta ad interessarsene sembra essere la polizia giudiziaria che avrebbe proceduto a numerosi sequestri della documentazione per le domande accolte e per quelle rimaste sospese.
Ma all'interno degli uffici comunali non se ne parla volentieri ed un dirigente del settore, contattato telefonicamente, ha accampato impegni arretrati che non consentivano di «perdere tempo» per rispondere alle domande di un giornalista alla ricerca di una fonte “attendibile”. Meglio tacere.
Le sollecitazioni però vengono dalla procura di Roma, dove sono stati presentati numerosi esposti contro questo rilascio -che si presume non regolare- delle autorizzazioni Ncc e a dirigere l'inchiesta c'è la procura di Chieti competente per territorio.
Una inchiesta di cui per ora si sa molto poco cominciata da alcuni mesi e che probabilmente andrà avanti ancora per un po'. Gli inquirenti vogliono capire se siano stati rispettati tutti i principi ed i divieti delle leggi oppure sia stata forzata la mano.
«Sì, conosco anch'io queste indagini», racconta l'ex sindaco Roberto Angelucci contattato da PrimaDaNoi.it, « ma non credo che siano riferite alle nostre delibere. Noi all'epoca abbiamo fatto una scelta politica su cui si può essere d'accordo o no. Qui si parla di firme false per le domande o di altre irregolarità formali».
Le indagini sarebbero andate avanti con una serie di sopralluoghi per acquisire la documentazione probatoria, ma anche per rintracciare i parcheggi delle auto con licenza: operazione un po' difficile perché sembra che non ci sia traccia delle strisce riservate.
Se sono state rilasciate le licenze perché a Francavilla non vi è traccia dei parcheggi riservati alle auto a noleggio?
Sotto controllo anche quante auto da noleggio rientrano a fine servizio a Francavilla, sia di sera che durante il giorno, il che è uno dei requisiti richiesti per ottenere il noleggio con conducente.
Sembrerebbe, infatti, che il tutto nasca da alcuni esposti fatti dai taxisti romani che hanno chiesto alla procura di Roma di indagare sui permessi rilasciati dal Comune di Francavilla a loro concorrenti che con quella licenza operano nel territorio romano. Una sorta di concorrenza “scorretta” ai loro danni poiché quelle licenze non abiliterebbero il servizio di noleggio con conducente in territori diversi da quello ove il permesso è stato rilasciato.
Secondo le norme la macchina noleggiata deve fare base fissa nel comune (in questo caso Francavilla) una volta partita può ovviamente sconfinare ma al termine della corsa deve ritornare alla base. Le norme infatti vietano che quelle auto lavorino in maniera stabile per esempio nel territorio romano.
Come si ricorderà, queste licenze balzarono all'attenzione della cronaca nazionale, quando la nuova amministrazione Di Quinzio mise mano alle delibere che avevano consentito alla giunta Angelucci di praticare una liberalizzazione che non era riuscita né a Bersani né a Veltroni.
Il tutto su indicazione della Regione che aveva segnalato l'irregolarità di queste procedure. In poco tempo a Francavilla era arrivate infatti circa 600 domande e di queste circa 80 si erano concluse con il sospirato permesso, che in altre zone d'Italia, Roma in particolare, vale centinaia di migliaia di euro ed è alla base di un fiorente mercato di cessioni e di affitto.
Ma poi si scoprì che probabilmente l'iter burocratico accelerato di Francavilla poteva essere illegittimo, in quanto il Comune aveva deliberato sul presupposto della sua completa autonomia. Il che non era poiché, pur avendo la Regione delegato le competenze ai Comuni, per rilasciare le licenze si doveva applicare un regolamento che prima doveva essere approvato dai competenti uffici regionali.
Cosa che Francavilla non aveva fatto, rilasciando licenze senza questo ok della Regione. Nel Consiglio comunale che mise un freno a questa deregulation passò la linea del blocco in autotutela: la giunta Di Quinzio si impegnò a riportare la pratica delle licenze nell'alveo della legalità, ponendo vincoli e paletti che di fatto sterilizzarono le pratiche veloci e spregiudicate attivate dalla precedente Giunta. Ora, dopo mesi di silenzio, la storia sta riacquistando visibilità e non sono escluse sorprese clamorose.

Sebastiano Calella 25/02/2009 8.53

CHE COSA DICE LA LEGGE


LEGGE n.21 del 15 gennaio 1992 art.
- Obblighi dei titolari di licenza per l'esercizio del servizio di taxi e di autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente.
1. I veicoli o natanti adibiti al servizio di taxi possono circolare e sostare liberamente secondo quanto stabilito dai regolamenti comunali.
2. Il prelevamento dell'utente ovvero l'inizio del servizio sono effettuati con partenza dal territorio del comune che ha rilasciato la licenza per qualunque destinazione, previo assenso del conducente per le destinazioni oltre il limite comunale o comprensoriale, fatto salvo quanto disposto dal comma 5 dell'articolo 4.
3. Nel servizio di noleggio con conducente, esercìto a mezzo di autovetture, è vietata la sosta in posteggio di stazionamento su suolo pubblico nei comuni ove sia esercìt o il servizio di taxi. E' tuttavia consentito l'uso delle corsie preferenziali e delle altre facilitazioni alla circolazione previste per i taxi e altri servizi pubblici.
4. Le prenotazioni di trasporto per il servizio di noleggio con conducente sono effettuate presso le rispettive rimesse.
5. I comuni in cui non è esercìto il servizio di taxi possono autorizzare i veicoli immatricolati per il servizio di noleggio con conducente allo stazionamento su aree pubbliche destinate al servizio di taxi.
6. I comuni, ferme restando le attribuzioni delle autorità competenti in materia di circolazione negli ambiti portuali, aeroportuali e ferroviari, ed in accordo con le organizzazioni sindacali di categoria dei comparti del trasporto di persone, possono, nei suddetti ambiti, derogare a quanto previsto dal comma 3, purché la sosta avvenga in aree diverse da quelle destinate al servizio di taxi e comunque da esse chiaramente distinte, delimitate e individuate come rimessa.
7. Il servizio di taxi, ove esercìto, ha comunque la precedenza nei varchi prospicienti il transito dei passeggeri.



[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=16622]IL CONSIGLIO SULLE LICENZE[/url]