Bilancio. L’esperto contabile:«bilancio non buono, indici in negativo»

Alessandro Biancardi

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L’INTERVENTO. FRANCAVILLA. Dopo gli articoli dei giorni scorsi pubblicati da PrimaDaNoi.itsulla situazione dei bilanci al Comune di Francavilla interviene Raffaele Landolfo, funzionario della Ragioneria Generale dello Stato, Revisore Contabile, un esperto in materia.

Giuseppe Pellegrino, assessore alle Finanze della Giunta Angelucci,
aveva detto qualche giorno fa che la situazione dei conti del Comune
era tutt'altro che dissestata, che il bilancio era stato certificato positivamente dai Revisori dei Conti i cui questionari sono stati inoltrati alla Corte dei Conti- sezione Giurisdizionali de L'Aquila.
«Il cittadino», spiega Landolfo, «dovrebbe concludere che, passato il vaglio dell'Organo di Controllo interno e del controllo della Sezione giurisdizionale, le situazioni contabili sono in regola con la conseguenza che non rimane altro che “dormire sonni tranquilli”».
Ma non è proprio così.
Landolfo, tecnico che da anni si occupa del controllo di legittimità e di merito dei Bilanci pubblici spiega: «devo, con immediatezza, affermare che la situazione contabile di un qualsiasi Ente non si può in alcun modo valutare dalla situazione di cassa che rappresenta soltanto il quadro generale delle entrate e delle uscite verificate in qualsiasi momento. Per essere molto semplici e comprendere ciò si deve far presente che la stragrande maggioranza delle amministrazioni comunali, a norma del proprio Regolamento di Contabilità autorizzano il servizio Bilancio a richiede al tesoriere le anticipazioni, proprio perché il più delle volte vi è un deficit di cassa che deve essere coperto,specialmente ad inizio anno».
Quindi l'affermazione dell'ex assessore al Bilancio della giunta Angelucci, secondo il tecnico «non ha alcun significato sotto il profilo della situazione dei conti, in quanto per l'analisi complessiva dell'intero documento contabile nonché dalla situazione di deficit vanno analizzati altri elementi ».
Quali?
«Per esempio l'analisi di legittimità dei residui attivi e passivi, l'utilizzo di somme a destinazione vincolata, le spese pluriennali, l'indebitamento globale dell'Ente, l'analisi di eventuali derivati, gli eventuali debiti fuori bilancio, le spese del personale con particolare riferimento alla comparazione quinquennale dei costi. Per quanto concerne le Entrate occorre una analisi seria e laboriosa delle entrate per ICI e Tarsu nonché una comparazione pluriennale della copertura dei servizi».
Solo con questi dati, spiega Landolfo, «è possibile concludere se il Comune di Francavilla al Mare si trova in stato di deficit strutturale che, come conseguenza, conduce al dissesto finanziario dello stesso e, quindi, all'applicazione della normativa sugli Enti locali che concernano il ripiano delle situazioni debitorie ovvero l'Ente si trova in un momento particolarissimo della sua esistenza per cui occorrono operazione contabili, anche dure ed impopolari. Questa ultima situazione non concerne allo stato il Bilancio di Francavilla al Mare con la conseguenza che lo stesso non ha i parametri del dissesto».
Il tecnico sottolinea anche «alcuni indici non sono positivi, di conseguenza, sarebbe opportuno che l'amministrazione comunale assumesse tutte le iniziative per il ripiano dei debiti pregressi nonché operasse una seria e ponderata valutazione della sua situazione debitoria rivedendo –senza alcuna preoccupazione-tutta la politica delle spese. E' un atto di coraggio cui nessuno può tirarsi indietro».

Landolfo spiega poi che il bilancio sociale dell'Ente «non è affatto buono e gli indici sono in negativo come erano in negativo anche quelli delle passate amministrazioni. Qui si gioca il futuro di una qualsivoglia amministrazione comunale seria Un consiglio agli amministratori: uscite dalle piccole progettualità ed operate con coerenza, anche con i pochi fondi a disposizione, specialmente in questo anno. Qui si sta giocando il futuro delle nostre generazioni. In breve occorre da parte di tutti operare un “ giro di boa” uscendo fuori dal politichese che è solo fastidioso, inutile e per di più
dannoso».

24/02/2009 9.29

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