Centro per clandestini a Vasto, Lapenna: «non si farà»

Alessandro Biancardi

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VASTO. «Il centro di prima accoglienza per clandestini e immigrati a Vasto non si farà»
Un'ordinanza del presidente del Consiglio ha affidato al capo del
Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del ministero
dell'Interno il compito di provvedere all' istituzione di nuovi
Centri, nonché al miglioramento, ampliamento e manutenzione di quelli
esistenti.
Domani il Ministero degli Interni dovrebbe ufficializzare i nuovi
centri dislocati in tutta Italia e nei giorni scorsi era corsa voce
che uno di questi dovesse sorgere proprio a Vasto.
Precisamente in via Sisto, dove c'è una nuova costruzione composta da
18 palazzine che potrebbe ospitare fino ad 80 persone tra clandestini
e rifugiati politici.
Sono insorti i residenti della zona, spaventati da questa eventualità
e pronti a costituire un comitato per scongiurare quello che oggi
ritengono sia un grave pericolo.
Il sindaco di Vasto Luciano Lapenna ha però rassicurato tutti: «il
centro non si farà».
Anche perché, come ha spiegato il primo cittadino, nelle scorse
settimane c'era effettivamente stato un sopralluogo delle autorità
competenti ma la pratica trasmessa al Ministero era stata poi chiusa
con parere negativo da parte di tutti gli intervenuti.
Anche il prefetto Greco ha esposto i suoi dubbi e le perplessità per
l'apertura di un centro per rifugiati.
Sebbene la struttura sarebbe idonea, ha spiegato Greco, lascia
perplessi la collocazione.
Nei prossimi giorni giunta e consiglio si riuniranno per dire il loro
fermo no all'insediamento e trasmettere il tutto al Ministero.
Domani dovrebbe arrivare l'ufficializzazione da parte del ministro
Maroni che ha specificato che «la costruzione delle nuove strutture,
una per regione era prevista nel disegno di legge approvato a maggio e in esame ora al Senato».
Ieri il segretario Provinciale di Rifondazione Comunista, Riccardo Di Gregorio, e il Coordinatore dell'Associazione “oltreAbruzzi”, Isidoro Malandra, hanno chiesto un incontro urgente al Prefetto di Chieti per avere ulteriori informazioni sulla questione.
«L'Abruzzo è terra di accoglienza e di convivenza pacifica», hanno detto i due, «essendo da secoli ospite di popolazioni straniere ed anche regione di forte emigrazione. Per questo ci opporremo con forza non solo alla realizzazione di un Centro di Identificazione ed Espulsione in Abruzzo ma anche alle politiche regressive che questo Governo sta elaborando per nascondere la pesantissima crisi economica in atto e governarla restringendo sempre più le libertà individuali e collettive».
La Prefettura di Chieti ha pubblicamente dichiarato di non aver alcuna notizia in merito e tuttavia Di Gregorio e Malandra hanno annunciato una prossima mobilitazione che coinvolgerà associazioni, partiti, sindacati e tutti i cittadini «che vorranno opporsi alla deriva populista e reazionaria del Governo Berlusconi».

24/02/2009 9.08

PICCIRILLI: ««SIAMO CONTRARI AL CIE»

«Non vogliamo una nuova Lampedusa nella città di Vasto», ha detto anche Francesco Piccirilli, segretario provinciale Giovani Democratici. «Siamo fermamente contrari al Centro di identificazione ed espulsione per stranieri irregolari, proprio perché mancano le condizioni ambientali e per timore che si possano verificare in futuro fenomeni incontrollabili. Siamo vicini ai numerosi cittadini che hanno espresso perplessità e sgomento rispetto alla notizia».
Piccirilli assicura che i Giovani Democratici sono pronti «a sferrare una dura battaglia, raccogliendo delle firme e mettendo in piedi una dura protesta democratica, contro l'incapacità del governo e delle sue politiche fallimentari di gestione dei flussi migratori. Chiediamo inoltre al presidente della Giunta Regionale, Gianni Chiodi, cosa pensa della decisione del Ministero e se condivide in generale la politica del Governo in tema». 24/02/2009 13.58