Le pratiche di abusivismo edilizio dimenticate: riscatta l’interrogazione

Alessandro Biancardi

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Le pratiche di abusivismo edilizio dimenticate: riscatta l’interrogazione
MONTESILVANO. Dopo l'articolo pubblicato qualche giorni fa da Pdn sull'emergenza abusivismo mai terminata al Comune di Montesilvano il consigliere Gabriele Di Stefano (Pd) ricorda di aver avanzato richiesta di spiegazioni al primo cittadino.
Era ottobre del 2008, il consigliere chiese chiarimenti in merito alle denunce di abusi edilizi che dormivano (e dormono tutt'ora) nei cassetti del Comune.
Una montagna di denunce, in parte anche anonimi, che negli anni sono cresciuti in maniera esponenziale. Più di 350 denunce arrivate a destinazione non sono mai state prese in considerazione, lette o verificate nel corso degli ultimi vent'anni, qualsiasi sia stato il colore politico delle amministrazioni che si sono succedute nel tempo.
Una situazione che desta in qualcuno particolare allarme visti anche i recenti trascorsi e gli scandali giudiziari che hanno martoriato la quinta città d'Abruzzo.
La priorità per una vera e propria emergenza che ha segnato anche visivamente la città è stata sempre tenuta da parte.
«Il sindaco», ricorda oggi Di Stefano, « alla mia interrogazione dell'ottobre scorso rispose dicendo che avrebbe provveduto alla verifica».
Gabriele Di Stefano chiese proprio se presso l'amministrazione comunale fosse stato istituito un apposito ufficio per occuparsi direttamente dell'accertamento e della repressione dell'abusivismo nel campo della
edilizia privata.
Così come chiese se «le segnalazioni dei singoli cittadini e degli organi della stessa Amministrazione vengono catalogate e istruite secondo un criterio cronologico e di urgenza».
Negli ultimi vent'anni pare che non ci siano stati criteri, né cronologici né di urgenza per smaltire il vasto numero di carte che probabilmente continueranno ad accumularsi.
Lo conferma anche la relazione tecnica consegnata al dirigente, Costantino Di Donato, dal geometra Dante Verziere che definisce la situazione cristallizzatasi nel tempo «devastante».
Verziere, che si occupa di questa situazione ormai da 16 anni, parla di «assoluta apatia», «totale indifferenza di tutti i sindaci, le giunte, gli assessori e gli amministratori comunali che si sono
succeduti dal 1993 ad oggi».
I numeri dicono questo, la verità è che di risultati in questo campo non ce ne sono, né prima né oggi.
In più è stato costituito un apposito settore, il decimo, dove vi lavorano 4 persone di cui un usciere ed un part time che dovrebbero smaltire l'ingente mole di lavoro.
«Di fronte a questo quadro a dir poco sconcertante», ha scritto in una nota al sindaco Pasquale Cordoma, Costantino Di Donato, dirigente del settore, «occorre urgentemente ed in defettibilmente assegnare a questo settore al solo servizio abusivismo almeno altri 2 tecnici ed un istruttore direttivo amministrativo».
Questa sarebbe la dotazione minima per poter far funzionare l'ufficio.
Una situazione venutasi a creare dopo la riorganizzazione voluta dalla giunta Cordoma sul finire del 2008. Una riorganizzazione più volta difesa a spada tratta dall'intera giunta.
Sullo sfondo il contenzioso amministrativo e penale che vede coinvolti proprio l'attuale dirigente Di Donato e il sindaco Cordoma. Il primo ha presentato alcuni ricorsi al giudice del lavoro (vinti) ed ha ottenuto la reintegra alle sue mansioni di dirigente per cui l'amministrazione è stata costretta a nominarlo nuovamente dirigente di un settore nuovo.
Vi è poi un procedimento penale che vede come singolo indagato lo stesso Cordoma. 

23/02/2009 10.03

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