A Montesilvano vent'anni di abusivismi edilizi mai sanzionati

Alessandro Biancardi

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A Montesilvano vent'anni di abusivismi edilizi mai sanzionati
MONTESILVANO. Ci sono gli ampliamenti di immobili, le ristrutturazioni, le recinzioni, le sopraelevazioni, addirittura interi complessi edilizi, i porticati, le aree di parcheggio, i garage, i capannoni industriali, manufatti vari. Tutto probabilmente abusivo, tutto probabilmente illegale.
È un elenco lunghissimo di segnalazioni ed esposti -qualche volta anche anonimi- giunti all'ufficio tecnico del Comune di Montesilvano dal lontano 1993 fino al 2009.
Un elenco che contiene la geografia dettagliata del principale cancro della città: l'abusivismo edilizio.
Ma sono solo segnalazioni -direttamente giunte spesso anche dai vigili urbani, qualche altra dai cittadini- che andrebbero studiate, analizzate, verificate da parte del Comune per poi eventualmente procedere con l'irrogazione della multa e nei casi più gravi con la demolizione del manufatto abusivo.
Ed i numeri non mettono affatto il buon umore: per esempio nell'anno 2004 sono pervenuti all'ufficio abusivismo edilizio ben 108 esposti di cui 5 anonimi, le pratiche istruite sono state 54, quelle definite solo 16, mentre quelle nemmeno iniziate 33.
Nel 2005 gli esposti pervenuti sono stati 71, di cui sette esposti anonimi, le pratiche istruite ma non ultimate sono state 35, quelle definite soltanto 11, mentre restano ancora 40 da iniziare.
Nel 2006 non si brilla per risultati e così le segnalazioni e denunce pervenute sono 88, di cui 3 esposti anonimi, le pratiche istruite sono 51, quelle definite però sono solo 18, 33 quelle da cominciare.
Negli ultimi due anni, in gran parte caratterizzata dalla nuova giunta di centrodestra guidata dal sindaco Pasquale Cordoma, non si nota quella inversione di tendenza che in molti si attendevano e così nel 2007 sono 90 le segnalazioni pervenute a fronte di 41 le pratiche iniziate ma solo otto sono quelle terminate.
Nel 2008 su 64 segnalazioni, soltanto 18 sono state terminate.
Irrilevanti per ora i dati del 2009: in 60 giorni sono però giunti già due esposti soltanto depositati negli archivi.
In definitiva con la nuova amministrazione sono giunte 136 segnalazioni di abusi non verificati mentre sono 90 le pratiche non ancora definite a fronte di 26 ultimate.
Ma che non ci sia un'attenzione particolare a questo fenomeno così radicato si capisce andando indietro nel tempo.
Cosa pensare quando si scopre che vi sono esposti abbandonati praticamente da oltre 17 anni?
Solo per fare qualche esempio: vi sono 50 esposti del 2000 che non sono stati nemmeno presi in considerazione, 49 del 1999 oppure ci sono 40 esposti del 1996 che sono impolverati e dimenticati. Ve ne sono 27 del 1994 e 17 persino del 1993 che non sono stati mai neppure aperti.
Anche su questi aspetti i cittadini avrebbero diritto ad avere risposte e giustizia.
Una situazione del genere invece non fa che penalizzare chi vuole percorrere le strade tracciate dalle norme mentre avvantaggia chi si muove con la velocità di chi è abituato a violare le leggi.

«VENT'ANNI DI ABUSI»

Abusi e ancora abusi, da vent'anni a questa parte, Montesilvano è cambiata completamente, è diventata «la terra di nessuno» disegnata dall'inchiesta Ciclone, «la bandiera ammainata della legalità» non sembra essere stata ancora issata.
I numeri, in maniera impietosa, gridano una sola verità: non è mai cambiato nulla. Peggio non solo non ci sono i risultati ma manca addirittura la volontà. Come spiegare altrimenti questa insostenibile apatia?
Qualcosa però è cambiato con il sindaco Cordoma: mentre per il passato la responsabilità politica può ricadere sulle giunte che facevano capo ad Enzo Cantagallo e a Gallerati ed ancora più indietro, per l'oggi ci si può fregiare di un riordino della pianta organica comunale che ha fatto sì che l'ufficio che si occupa di queste pratiche (il settore X –"x" come "dieci" anche se è davvero una bella incognita…) può contare su ben 4 persone di cui un dirigente, un usciere, un part time.
Una riorganizzazione che se voleva dare lo sprint e risolvere l'annoso problema dell'abusivismo quanto meno è venuta male.
Così in queste condizioni il nuovo settore X (spostato addirittura in uno spogliatoio solo in seguito adattato ad ufficio) costituito da pochi mesi dovrà occuparsi in totale di 759 pratiche da cominciare.
Ce la faranno i nostri eroi?
Sul problema è stata stilata una relazione tecnica consegnata al dirigente, Costantino Di Donato, dal geometra Dante Verziere il quale definisce la situazione cristallizzatasi nel tempo «devastante».
Ma quali sono le ragioni per cui una così mole ingente di segnalazioni di abusi edilizi non è stata mai presa in considerazione e dunque non sono mai stati sanzionati gli abusi?
Verziere, che si occupa di queste problematiche dal lontano 1993, parla di «assoluta apatia», «totale indifferenza di tutti i sindaci, le giunte, gli assessori e gli amministratori comunali che si sono succeduti dal 1993 ad oggi».
Poi vi sono anche ragioni di endemica complessità e delicatezza dell'iter tecnico burocratico ed amministrativo, la paralisi generata dai ricorsi al Tar e molto altro.
Il problema vero però è che se, le pratiche continueranno a giacere, gli abusi non potranno mai essere sanzionati e le ammende mai pagate dai responsabili e mai incassate dal Comune.
Quanto si potrebbe incassare: circa 40mila euro.
Molto poco in confronto ai risultati che si potrebbero ottenere se solo si mandassero segnali forti. Segnali di legalità…

a.b. 20/02/2009 12.34