Inchiesta D'Alfonso, il consulente del Comune non risponde

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Si è avvalso della facoltà di non rispondere in attesa di conoscere gli atti, Francesco Ferragina, uno dei consulenti nominati nell'ambito del project financing dei cimiteri relativi all'inchiesta su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara.

L'inchiesta che lo scorso 15 dicembre ha portato all'arresto del sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, del suo braccio destro Guido Dezio e dell'imprenditore Massimo De Cesaris va avanti.
Ferragina, difeso dall'avvocato Federico Squatecchia, è indagato per corruzione ed è stato convocato stamani in Procura dal pm Gennaro Varone.
Lui, insieme a Marco Mariani (che è stato convocato per lunedì prossimo) faceva parte della commissione, oltre al dirigente dell'area tecnica Giampiero Leombroni, per i project fìnancing relativi ai cimiteri.
Ma risposte stamattina non ne sono arrivate. Nessuna collaborazione, almeno per il momento da parte dell'indagato.
Eppure le accuse mosse dal pm, e confermate anche dal Gip Luca De Ninis nell'ordinanza di custodia cautelare, sono precise e ben circostanziate.
Perché Farragina e Mariani approvassero il progetto «chiudendo un occhio sulla non conformità urbanistica», scrisse il gip nell'ordinanza, «gli vennero assegnati una serie di incarichi gemelli», «senza alcuna giustificazione», alcuni dei quali pagati proprio da De Cesaris, ma solo nel caso in cui i due avessero approvato il progect financing della ditta che voleva appropriarsi dei cimiteri.
Otto in totale ai due per 340 mila euro (230 dei quali saldati dall'imprenditore vincitore).
«Il risultato di tale incredibile anomalia», scrisse De Ninis, portò «all'approvazione dell'offerta dell'ATI (così ricevendo, in contropartita della predetta istruttoria, ben € 235.000) pur non essendo la stessa conforme al bando, in vantaggio del privato».
Come si ricorda nell'ordinanza, infatti, era evidente «la non conformità urbanistica della proposta relativamente al Cimitero di San Silvestro in particolare per ciò che concerne la previsione del parcheggio, che ricadeva in zona agricola».
L'obiettivo della Procura, oggi, è di chiudere al più presto le indagini per arrivare al processo in tempi rapidi.
Mentre ieri nuovi sequestri di documenti hanno interessato la procedura di affidamento dei lavori del wine glass di Toyo Ito. La procura ha deciso di vederci chiaro anche su questa faccenda.
Non vi sono ancora indagati.
Il Pm Paolo Pompa ha aperto un fascicolo intestato "Attivi relativi", senza cioé, per il momento, notizie di reato e indagati.
Si tratta dunque non di un filone nell'ambito dell'inchiesta per tangenti ma di una diversa e separata.
Gli inquirenti, che ieri pomeriggio hanno acquisito a Palazzo di città tutta la documentazione relativa al monumento, vogliono verificare i vari aspetti finanziari sulla realizzazione dell'opera, quanto è stato speso e come sono state gestite le stesse spese.
Le indagini, al vaglio della squadra mobile coordinata da Nicola Zupo, hanno preso il via da una segnalazione.


20/02/2009 12.55

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=18362]TUTTI I DUBBI DEL GIP[/url]