Ikea, la Regione frena e vuole vederci chiaro

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

4301

SAN GIOVANNI TEATINO. Stop all'Ikea? Il rischio c'è, anche se il sindaco di San Giovanni Teatino minimizza.


SAN GIOVANNI TEATINO. Stop all'Ikea? Il rischio c'è, anche se il sindaco di San Giovanni Teatino minimizza.
«E' vero che la conferenza dei servizi della scorsa settimana è stata aggiornata su richiesta dell'assessore regionale Alfredo Castiglione – dichiara Verino Caldarelli – ma credo si sia trattato di una normale richiesta di tempo per leggere i documenti. Non dimentichiamo che il nuovo assessore è in carica da poco e quindi prima di decidere è giusto che legga le carte. Ma spero di vederlo o di sentirlo presto per far ripartire l'iter di questo insediamento che per Sambuceto è molto importante». L'ottimismo del sindaco non sembra però fare i conti con quello che si dice negli ambienti della segreteria dell'assessore regionale al Commercio.
«Intanto – spiega Angelo D'Ottavio, segretario di Castiglone – sia la conferenza dei servizi che quella per la valutazione di impatto ambientale sono state rinviate non per un capriccio di Castiglione – che comunque deve pur avere il tempo per approfondire il problema - ma per carenza di documentazione. Appena sarà integrata si potrà ripartire con l'iter. Il problema però è di natura politica generale del commercio. L'assessore non è favorevole a nuovi insediamenti commerciali che non lascino il segno nel tessuto economico e sociale abruzzese. Quindi si tratterà di valutare bene il tutto».
Una doccia fredda per i tifosi dell'Ikea?
Non proprio, nel senso che il rinvio della conferenza dei servizi – almeno stando ai verbali della riunione - sembra essere stato motivato con la necessità di un contatto diretto dell'assessore con la multinazionale svedese.
Come noto, il progetto prevede l'insediamento a monte del casello autostradale di Dragonara.
Certo è comunque che Castiglione vuole far sentire la voce della Regione nella vicenda delle aperture dei nuovi centri commerciali, anche attraverso un intervento legislativo.
Ad esempio, in questi giorni, proprio per l'ampliamento di un centro commerciale l'assessore si è chiesto se è accettabile l'acquisto tout court di licenze dai privati per aumentare l'offerta del centro, senza che questo abbia una ricaduta nell'economia locale.
In pratica si vorrebbe che chi vende la licenza possa impiegare all'interno della nuova struttura un suo familiare, in riconoscimento dell'impegno e del lavoro profusi per anni nella gestione dei singoli negozi ancora sopravvissuti.
Ma il caso Ikea è diverso: questa catena nota in tutto il mondo per il design dei suoi mobili non nasce per l'acquisto di licenze locali, ma ottiene l'autorizzazione per legge regionale. Di qui la necessità di un incontro Regione-proprietà.

Sebastiano Calella 18/02/2009 9.04