Il Pdl: «rimuovere il Wine glass, chiarezza sulle carte e indagine subito»

Alessandro Biancardi

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L’OPERA D’ARTE IN FRANTUMI. PESCARA. Si è trasformato in un vero e proprio caso internazionale che è finito sui giornali nazionali e sulle tv ed in un attimo è arrivato in Giappone ed in Australia, dove si trova Toyo Ito. L'OPERA TORNA A POMEZIA E SARA' RICOSTRUITA

L'OPERA D'ARTE IN FRANTUMI. PESCARA. Si è trasformato in un vero e proprio caso internazionale che è finito sui giornali nazionali e sulle tv ed in un attimo è arrivato in Giappone ed in Australia, dove si trova Toyo Ito.

L'OPERA TORNA A POMEZIA E SARA' RICOSTRUITAIl Wine glass di Toyo Ito che si rompe è una bella “rottura” un po' per tutti. Per la ditta costruttrice, per il Comune, per la maggioranza di centrosinistra che dovrà risolvere questa nuova grana, per la città. Non sappiamo se l'opera porti davvero sfortuna come qualcuno dice ma certo sono molte le zone d'ombra ancora da chiarire.
Intanto la minoranza chiede di assumere provvedimenti urgenti e al vicesindaco di chiarire tutti gli aspetti legati al pagamento dell'artista e dell'azienda che ha realizzato l'opera d'arte, rendendo pubbliche le fatture.
Una operazione trasparenza che dovrebbe essere una cosa più che normale e che invece si trasformerà nell'ennesima battaglia politica.
Intanto sarebbe già in moto la macchina delle associazioni che starebbero studiando il caso per alcune azioni da proporre al Comune e non solo.
«Purtroppo sono costernato dalle ultime dichiarazioni della giunta comunale che continua a nascondersi dietro futili chiacchiere per non ammettere le proprie responsabilità in una vicenda gravissima», ha ribadito Albore Mascia (Pdl), «ieri ha ceduto un parallelepipedo alto 5 metri (non crollato per pura fortuna) voluto dal sindaco D'Alfonso e costato alla città 1 milione 100 mila euro, fondi in teoria erogati da privati, come sostiene l'assessore Marchegiani. Ma l'assessore forse dimentica che in cambio dei 770 mila euro sborsati dagli ex proprietari del cementificio, il Comune ha dovuto accettare la permanenza della stessa fabbrica a Pescara per altri 15 anni, cancellando ogni ipotesi di delocalizzazione, e questa condizione rappresenta il più pesante obolo pagato dalla città».
Secondo il Pdl ancora una volta l'atteggiamento della giunta sarebbe «grave» e non adeguato all'accaduto.
«Oggi l'assessore – ha ancora detto Albore Mascia – ha annunciato che la ditta si è impegnata a realizzare ex novo l'opera: ma non sappiamo chi pagherà la seconda scultura e soprattutto quali garanzie avremo circa la sua tenuta. Ma c'è del peggio: per ricostruire il ‘calice' occorreranno più dei 18 mesi impiegati per il primo modello, e fino ad allora piazza della Rinascita resterà un cantiere, con una vasca a terra ora svuotata anche dai vigili del fuoco, un buco in mezzo al ‘salotto' buono di Pescara».
Ora però è tempo di passare alle carte e Mascia dice di volere andare fino in fondo e vedere tutti i documenti compresi quelli dei mecenate che hanno finanziato l'opera.
Domenica prossima, intanto, piazza Salotto ospiterà come da tradizione la classica sfilata dei carri di Carnevale con relativa festa di centinaia di bambini.
La scultura sarà ancora là?
Una posizione originale è assunta da Sfl-innovazione europea che propone di lasciare lì com'è l'opera a futura memoria.
«Quest'opera deve rimanere li dov'è, così com'è, a monito per le future amministrazioni», si legge in una nota, «i ruderi della “Wine Glass” devono rappresentare metaforicamente un pezzo della nostra storia cittadina che si è conclusa malamente. Infondo la vera storia è fatta di luci ed ombre e non possiamo tenerci solo la parte che più ci aggrada escludendo tutto il resto».
Anche il maestro Toyo Ito, intanto, potrebbe arrivare a breve in città. Al momento si trova in Australia ed è proprio lì che è stato raggiunto dalla spiacevole telefonata.
L'artista ha garantito la sua piena disponibilità per risolvere il problema e avrebbe annunciato un suo prossimo viaggio in città per vedere l'opera e parlare con i tecnici.

17/02/2009 15.51

D'ANGELO:«CHI AMA PESCARA NON PUO' GIOIRE»

«I tecnici della Clax Italia hanno fatto un sopralluogo nella giornata di ieri e sono al lavoro anche oggi in piazza della Rinascita. Stanno procedendo sia alla messa in sicurezza dell'opera che ad ulteriori perizie tecniche per chiarire le cause del cedimento, prima della rimozione dell'opera d'arte che entro breve tornerà a Pomezia dove la ditta, la ricostruirà integralmente e a costo zero per non privare la città di un monumento tanto importante».
E' quanto ha ribadito oggi il vice sindaco Camillo D'Angelo.
Già domani sarà a Pescara uno stretto collaboratore di Toyo Ito e entro la settimana dovrebbe arrivare anche l'architetto giapponese, per rendersi conto di persona dell'accaduto.
«In merito ai polemici quesiti dell'opposizione circa i costi economici e “sociali” dello Huge Wineglass, alle fantasiose iniziative legate a veglie funebri e ai “consigli” su più opportuni investimenti del proprio capitale dati ai privati che hanno finanziato lo Huge Wineglass», D'Angelo ha continuato:«ci rattrista dover constatare l'assoluta mancanza di sensibilità nei confronti di un'opera d'arte, che a prescindere da ciò che è accaduto, riassume l'idea di pace e libertà pensata da uno degli architetti più famosi e stimati al mondo. Il cedimento di ieri ha colpito pur sempre di un'opera pubblica, una parte integrante del patrimonio artistico cittadino, un “pezzo” della nostra città, non capisco come, chi sostiene di amare Pescara possa gioire di un evento tanto spiacevole. Non solo: irriderla o esultare oggi per quanto successo, significa mancare di rispetto verso il lavoro delle centinaia di persone che hanno dato impegno e passione per realizzare quella che, a prescindere da gusti e preferenze estetiche personali, è e resta una scultura d'arte contemporanea inedita per materiali, dimensioni e struttura. In merito infine ai costi di realizzazione e quelli di manutenzione, sono, come ripetuto in più di una occasione, di totale appannaggio dei soggetti finanziatori».

17/02/2009 18.55