Falegnameria di via degli Equi: «tutti i documenti in regola»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Io sono un artigiano serio e il mio capannone è in regola. Ecco i documenti».



Più che ad una polemica politica, vista l'interrogazione del consigliere Marco D'Ingiullo di AN, Nicola Miscia, titolare della falegnameria di via degli Equi pensa che dietro la richiesta di intervento dell'Ufficio urbanistico ci siano dissapori di vicinato
Miscia risponde pacato alle contestazioni di chi ha parlato della sua vicenda come della dimostrazione – parole dell'interrogazione di Alleanza nazionale – che in città ognuno può fare il proprio comodo, visto che nessuno controlla.
In pratica la polemica è nata perché la falegnameria è attiva, mentre l'agibilità della struttura doveva esserci dopo il completamento e la cessione delle opere (parcheggio, verde e strada) a favore del Comune, in cambio dell'autorizzazione a costruire in zona agricola.
«Non è vero che non ci sono controlli, io ne ho avuti e molti – spiega nel suo ufficio il signor Miscia – ma anche di contrasti con la signora che con me ha sottoscritto il contratto di programma con il Comune. Intanto diciamo una cosa: se io non ho potuto ancora completare le opere che insieme ci eravamo impegnati a realizzare, ciò dipende esclusivamente dal fatto che su una striscia di terreno lei ci ha piantato la vigna. Al di la di questo, il cronoprogramma che è allegato al progetto prevede che io debbo finire i lavori entro il 20 febbraio 2010. Quindi sono nei tempi».
D'accordo, ma nell'atto notarile sottoscritto per l'accordo di programma si legge che l'agibilità è prevista solo dopo la cessione al Comune di quanto promesso.
«Ripeto che c'è stato ostruzionismo della confinante – continua – ma questo è un problema marginale. Quando io ho finito i lavori, ho chiesto l'agibilità parziale allo Sportello unico in data 16 ottobre 2007, anche perché debbo lavorare e non mi posso fermare. Ma non voglio passare per un abusivo».
In Comune, all'Ufficio urbanistico, la pratica è in evidenza perché l'assessore De Cesare deve rispondere all'interrogazione di Marco D'Ingiullo.
Ma l'interpretazione che sembra più accreditata è che non ci può essere agibilità parziale dove c'è interesse pubblico.
Cioè vengono prima la realizzazione e soprattutto la cessione di quello che dev'essere dato al Comune e solo dopo arriverà l'agibilità, che non esiste in forma parziale.
Come se ne esce, visto che lo Sportello unico non ha informato l'Ufficio urbanistico? Completando rapidamente il parcheggio, la strada ed il verde, cedendoli al Comune e ottenendo l'agibilità completa.
S. C. 17/02/2009 10.06