Penne, almeno tre inchieste sull'amministrazione Di Marcoberardino

Alessandro Biancardi

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PENNE. Momentaccio per la giunta di Donato Di Marcoberardino (centrosinistra) che deve districarsi tra una crisi politica che sembra ancora irrisolta ed il fronte giudiziario con alcune inchieste che potrebbero essere ad un punto di snodo.

Da mesi in città circolavano voci di indagini e presunti indagati. C'erano state alcune perquisizioni, i carabinieri erano stati negli uffici del Comune e non solo.
Si conosceva l'inchiesta sull'urbanistica anche se con un obiettivo ancora molto vago. Solo qualche giorno fa si è avuta la certezza che la procura di Pescara sta indagando anche su un concorso pubblico bandito dal Comune di Penne e sulla assegnazione di alloggi popolari.
Le inchieste sarebbero nate da esposti di cittadini, pare molto informati, i quali avrebbero preso carta e penna e denunciato presunte irregolarità e legami tra i vincitori del concorso e componenti dell'amministrazione.
Si procede per il reato di corruzione, abuso d'ufficio e associazione a delinquere.
Per quanto riguarda l'inchiesta sull'urbanistica si ipotizzano una serie di violazioni su una decina di autorizzazioni rilasciate dall'ufficio urbanistica per i sottotetti. Le volumetrie non sarebbero conformi ai progetti e non sarebbero stati rispettati gli standard che le norme prevedono.
Ma all'attenzione dei carabinieri coordinati dal capitano Di Pietro ci sarebbero anche altre autorizzazioni rilasciate per costruire in zone a rischio idrogeologico. La procura ipotizza dunque alcuni vantaggi resi ai proprietari e costruttori, vantaggi a cui non avrebbero avuto diritto se si fossero rispettate le norme.
Risultano indagati l'ex vicesindaco e assessore all'Urbanistica, Alberto Giancaterino che ha lasciato l'incarico il 30 dicembre 2008 e il dirigente esterno dell'ufficio Urbanistica, Antonio Mergiotti, nominato dall'assessore Giancaterino per riordinare l'ufficio. Ma vi sarebbero altri nomi iscritti nel registro degli indagati.
C'è poi l'inchiesta sui concorsi per la formazione di una graduatoria pubblica del 12 luglio 2007. Ci furono 20 candidati. L'indagine sarebbe scattata nel gennaio 2008. A dirigere le indagini anche questa volta c'è il pm Gennaro Varone che ha inviato due avvisi di garanzia per abuso d'ufficio a due componenti della commissione esaminatrice. Si tratta di Anna Maria Melideo (presidente) e Arturo Brindisi (componente), dirigenti comunali. Anche in questo caso ci sarebbero stati esposti firmati da persone non risultate idonee.
I guai non finiscono e si ha la conferma che la procura indaga anche su un altro aspetto.
Al centro sempre l'operato dell'amministrazione comunale con l'assegnazione di alloggi popolari.
L'inchiesta vede indagato in prima persona il sindaco Donato Di Marcobeardino insieme con l'ex sindaco Alberto Giancaterino e Femio Di Norscia , ex assessore comunale alle Politiche Sociali. I reati contestati dalla Procura sono l'abuso d'ufficio, la corruzione e l'associazione a delinquere.
Ad essere contestata c'è ancora una graduatoria pubblica per l'assegnazione di alloggi popolari. Pare che anche qui alcuni cittadini abbiano preso carta e penna e denunciato irregolarità e molto di più. La procura ha voluto vederci chiaro ed ha iniziato ad indagare, poi sono arrivate le perquisizioni ed i primi riscontri documentali. Pare tuttavia che la documentazione non sia stata ritenuta "a prova di bomba" e per questo lo steso pm ha richiesto una proroga delle indagini di altri sei mesi. La notifica giunta agli indagati ha dato loro la ufficialità di essere indagati e la notizia è divenuta di dominio pubblico.
Si tratta di una indagine delicata che ha bisogno di riscontri chiari ed incontrovertibili, ci sarebbero anche testimonianze ritenute valide ma la procura vuole andare a fondo e per questo starebbe cercando una serie di documenti precisi che chiuderebbero il cerchio.
Il sindaco si dice comunque tranquillo e precisa: «ho sempre agito nel pieno rispetto della legge -dichiara Di Marcoberardino- e nella massima trasparenza amministrativa. Voglio esprimere piena fiducia nell'operato della magistratura, sono a completa disposizione per essere ascoltato e fornire tutti i chiarimenti utili alla materia di indagine»

16/02/2009 11.01