Comune in rosso. Debiti per pagare debiti: le operazioni di factoring nel mirino

Alessandro Biancardi

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Comune in rosso. Debiti per pagare debiti: le operazioni di factoring nel mirino
FRANCAVILLA. Tre delibere della passata amministrazione Angelucci sono l'incubo della Giunta in carica a Francavilla. Da qui scaturirebbero una serie di debiti che rischiano di accelerare il dissesto.
Si tratta delle richieste di anticipazione inoltrate alla Banca Ifis per un totale di 7 milioni di euro (garantite dai tributi che sarebbero dovuti entrare) che oggi il Comune è chiamato a restituire con grande difficoltà: diminuiscono infatti le rimesse dallo Stato, l'Ici non c'è più e le risorse sono insufficienti anche a pagare gli stipendi. Un'operazione di factoring che ha messo in ginocchio le case del Comune.

IL PIANO DI RIENTRO DAI VECCHI DEBITI

«A novembre scorso abbiamo sottoscritto e votato un piano di rientro che ci dovrebbe tirar fuori dai problemi in due anni– spiega il sindaco Nicolino Di Quinzio – ma le perplessità su quelle operazioni di anticipazione sono tante. Il nostro consulente prof. Federico Pica è stato chiaro: quelle operazioni di factoring sono state del tutto anomale».
E' successo che il Comune di Francavilla, in data 21 luglio 2006, 15 febbraio 2007 ed 8 maggio 2007 ha deliberato «lo smobilizzo dell'80% dei crediti vantati prima verso la Soget e poi verso la Risco», offrendo in garanzia i tributi che dovevano essere riscossi (Ici, Tarsu ecc.) e richiedendo un fido alla Banca Ifis «per far fronte alle momentanee esigenze di cassa».
Che tanto momentanee non erano se in 10 mesi sono serviti 7 milioni di euro.
In pratica è come se un normale cittadino chiede un fido alla sua banca. Poi non potendo pagare i suoi debiti, chiede l'aumento del fido una volta ancora e poi un'altra.
E arriva il momento che con le sue risorse non riesce più a coprire lo scoperto e a rientrare nel rosso del suo conto corrente.
Cosa che è capitata a Francavilla e che sta provocando grossi problemi alla gestione del sindaco Di Quinzio.
«Per correttezza e precisione – commenta Paolo Galasso, che segue direttamente la vicenda – queste tre delibere non sono ancora partite per la Corte dei Conti, anche se molti dicono che quello è l'indirizzo giusto. Ma il problema, come più volte evidenziato, è la massa debitoria complessiva che fa paura».

LE DISATTENZIONI DEI REVISORI

Ma i sindaci revisori dei conti, chiamati a vigilare e controllare non hanno mai mosso rilievi.
C'è una nota in proposito, firmata dai revisori e dal dirigente dimissionario della Ripartizione finanziaria del Comune che, secondo l'avvocato Vincenzo Di Lorenzo ( nella foto), capogruppo del Pd in Consiglio, non è molto convincente.
Infatti, i revisori, dopo essersi lamentati del fatto che più volte siano stati chiamati in causa per una loro «presunta scarsa attenzione» ai problemi che affliggono il Comune, sottolineano che oggi appare ingiusta la critica di «non aver visto». «Premetto che il compito dei revisori è quello di vigilare sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica del Comune, compresa l'attività amministrativa contrattuale con obbligo di verifica – spiega l'avvocato Di Lorenzo – e aggiungo che all'esito di questi controlli, in caso di mala gestio cioè di cattiva amministrazione, i revisori debbono comunicare il tutto alle autorità per eventuali responsabilità di chi ha male amministrato».

I DUBBI DI DI LORENZO SUI BILANCI PASSATI

«Ciò premesso – chiarisce Di Lorenzo - meraviglia il candore con il quale oggi i revisori affrontano la ormai tristemente famosa operazione di factoring della passata amministrazione».
Ma i revisori lamentano di non essere stati messi in condizione di lavorare e di essere ascoltati, come nel caso della cessione dei crediti, cioè nel factoring.
«Peggio – sottolinea Di Lorenzo – se è così, è ancora più grave. O il collegio dei revisori non è stato sufficientemente critico nella valutazione della spregiudicata operazione di factoring, e quindi ora non può lamentarsi, oppure è stato critico ed allora non si capisce perché non ha reagito alla decisione di quella Giunta comunale, omettendo di informare compiutamente il Consiglio e comunque le Autorità di controllo».
Ma solo in questo caso i Revisori sono stati “distratti”?
«Identico ragionamento si può fare, con i dovuti adeguamenti, per i Bilanci consuntivi e di previsione, in particolare dal 2004 al 2007, dell'allora amministrazione comunale – conclude Di Lorenzo – non si è levata nessuna voce critica dal punto di vista contabile, nessuna iniziativa di controllo o di verifica. Un comportamento che, come riconosce lo stesso Collegio, ha condotto il Comune in una difficile situazione finanziaria».

Sebastiano Calella 14/02/2009 11.29