Parrucchiera d'oro. I revisori dei conti chiedono le carte, la Provincia tace

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il collegio dei revisori dei Conti della Provincia di Pescara vorrebbero vederci chiaro sulla storia della "parrucchiera d'oro", Rosanna Paolini, che dal 2004 incassa annualmente 160mila euro l'anno per l'affitto dei locali di Corso Umberto dove si trova il suo negozio di parrucchiere.
I revisori, infatti, dopo un nostro primo articolo del luglio 2008 hanno inoltrato un richiesta al presidente della Provincia, Giuseppe De Dominicis. La richiesta era breve e concisa: avere informazioni sui contratti di locazione per formazione professionale per parrucchiere ed estetiste.
«Facendo riferimento alle notizie apparse su PrimaDaNoi.it», si legge, il collegio ha chiesto «di vedere la documentazione giustificativa del contratto di locazione e dei relativi contratti di collaborazione per l'espletamento dell'attività formativa».
La richiesta, però, datata 9 luglio 2008 (il giorno dopo la pubblicazione dell'articolo), firmata dal presidente del collegio dei Revisori Carlo Garofalo, non ha mai avuto risposta.
Tanto che a sette mesi di distanza Garofalo ha preso di nuovo carta e penna e ha scritto una nuova lettera.
«Facendo seguito alla nota del 9 luglio» si legge, «e non avendo avuto a tutt'oggi ancora nessun riscontro si torna a sollecitare quanto chiesto entro 20 giorni dal ricevimento della presente».
Insomma, i revisori dei Conti non mollano e vogliono vederci chiaro. Loro infatti è il compito di vigilare sulle spese dell'ente.
Nei giorni scorsi l'associazione dei consumatori Codici ha presentato anche un esposto alla Procura e alla Corte dei conti per chiedere alla magistratura di verificare la regolarità di tutta l'operazione.
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14/02/2009 9.50