Francavilla, inviate alla Corte dei Conti le delibere per i debiti bancari

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA AL MARE. Consorzio rifiuti: Francavilla ha 696 mila euro di debito. Alento gas: 650 mila euro da pagare. Profondo rosso anche per le due società di servizi, partecipate dal Comune al 51%: per il Cosvega ci sono 1.800.000 da pagare e per Cosmeg 100.000.
Sul tavolo del sindaco anche le tre famose delibere con cui la giunta Angelucci ha chiesto le anticipazioni milionarie alla banca Ifis «per momentanee esigenze di cassa»: gli originali partono per la Corte dei Conti all'Aquila.
«Sconfortante – commenta il sindaco Nicolino Di Quinzio – ogni giorno esce una cattiva notizia. Ieri sera c'è stata la riunione del Consorzio rifiuti, oggi sappiamo che anche lì ci sono debiti corposi e che a fine marzo chiuderà la discarica di Lanciano. E' allarmante quello che mi stanno illustrando i miei collaboratori».
Con lui in stanza gli assessori Massimo Grumelli e Massimiliano Di Pillo ed i consiglieri Paolo Galasso ed Enrico Bruno.
Fuori, a battere i pugni sulla porta per entrare, un ubriaco che pretende un aiuto da Grumelli e dal sindaco. Debbono intervenire tre Vigili urbani per ridurlo alla ragione e portarlo via, proprio mentre arriva Valerio Baldassarre.

UN COMUNE ASSEDIATO

«Questa è la pesante eredità del vecchio modo di amministrare alla “volemose bene” - commenta l'assessore Grumelli – il Comune trasformato in una specie di suk da parte dei cittadini più scorretti che pretendono la spesa gratis o altro, a fronte di tanti onesti cittadini che - pure in difficoltà - hanno compreso il momento difficile che stiamo attraversando come Comune: non ci sono i soldi, altro che assistenza».
La sensazione netta che si prova entrando a Palazzo di città è quella di un Comune assediato. E la stanza del sindaco è come quell'avamposto in territorio nemico, circondato dagli Indiani. Nicolino Di Quinzio come il colonnello Custer del 7° Cavalleggeri?
«Ma non sono interessato a fare la stessa fine», spiega il sindaco, sorpreso in un momento di scoramento, tra le relazioni sui debiti e i resoconti degli assessori sulle criticità dei loro settori. Sul tavolo l'ennesima lettera anonima: «Ecco l'ultima: qui mi accusano di essere attaccato alla poltrona e di approfittare dell'indennità di sindaco – commenta Di Quinzio – niente di più falso. In dieci mesi io ed i miei assessori avremo preso si e no tre mesi di indennità. Lavorando 10-12 ore al giorno, trascurando le nostre professioni e le nostre famiglie per cercare di venire a capo della situazione fallimentare del Comune. La situazione reale è un'altra: prima ero contento di venire in Comune, oggi mi sento disamorato. Mi dicono: non mollare. Ma costa troppo in termini di sopportazione reggere il fronte delle contestazioni perché vogliamo fare pulizia, così come ancora più pesante è il boicottaggio di una parte dei dipendenti. Non vedo l'ora di tornarmene a casa, qui ci sono solo amarezze quotidiane».

I RITARDI E LE AMNESIE DELL'AMMINISTRAZIONE ANGELUCCI

Nell'atrio dell'edificio comunale Carlo Matricardi, Daniele D'Amario, Giuseppe Pellegrino e Rocco Cappelletti commentano le notizie di stampa . A tenere banco è soprattutto quella sui “poteri forti” che avrebbero interesse a cacciare l'amministrazione Di Quinzio. A seguire vengono il “licenziamento” di Francesco Todisco ed i suoi legami con Roberto Angelucci. Ma Paolo Galasso svela perché questi consiglieri di minoranza sono in Municipio: «Sono venuti a contestare i nostri accertamenti Ici e a chiedere di annullare la delibera: contestano i nostri criteri di calcolo. Ammesso che abbiano ragione, perché invece di contestare oggi, questi consiglieri della ex maggioranza non hanno fatto pagare l'Ici a suo tempo? Troppo comodo. La verità è che l'amministrazione Angelucci è stata bravissima a pagare rapidamente i fornitori e meno brava a riscuotere i tributi – continua Galasso – poi si sono fatti prestare i soldi dalla banca, soldi che si sono persi in mille rivoli della spesa corrente fuori controllo. Poi sono cominciati i debiti anche verso i fornitori e noi ci siamo ritrovati una marea di fatture da pagare senza soldi in cassa».

DEBITI SCONOSCIUTI E FUORI CONTROLLO

Ma al Comune di Francavilla i debiti sono come le ciliegie: una tira l'altra e si scopre che anche per l'acqua il Comune non se la passa proprio bene. L'Aca infatti si è fatta viva per bussare a denari, ma non ha ancora fatto conoscere l'importo. Pare di capire che il Comune non sa quanto ha consumato e quale è l'importo del debito. Cosa credibilissima, se si pensa che le bollette del gas emesse dalla Società sono state trovate in busta chiusa, così come pervenute, nella stanza del direttore finanziario del Comune. «Sono stati stilati verbali di apertura delle buste contenenti le vecchie fatture – conferma Galasso - anche se in questo caso Alento gas aveva preannunciato l'importo del debito di circa 650 mila euro».
La vicenda delle fatture inevase si intreccia con l'assetto societario di questa società: il 51% è del Comune, ma i poteri veri di fare e disfare sono dell'amministratore delegato che è di nomina privata (ci pensa l'Italcogim): «Insomma – conclude Galasso – pur avendo il 51% il Comune non conta nulla. In pratica hanno regalato tutto al privato».

LE DELIBERE PER I DEBITI BANCARI ALLA CORTE DEI CONTI

«Basta, sono nauseato – conclude Di Quinzio – le lettere anonime che arrivano a casa le straccio, qui le debbo protocollare. Che ci siano lamentele per gli stipendi non riscossi è normale, ma è grottesco che la responsabilità sia addossata a noi. Chiamano banditi noi che non abbiamo toccato un euro e che facciamo i salti mortali per pagare i debiti degli altri: come definire quelli che sono responsabili di questo disastro? Sai che ti dico: per il momento non mollo, prima debbo rendere pubblica la situazione debitoria. Poi ognuno si assuma le proprie responsabilità».
In arrivo un paio di relazioni tecnico-contabili del dottor Paolo Consalvi, consulente del sindaco per un solo mese e poi dimissionario. Sembra che non ce l'abbia fatta a “digerire” quel poco che ha trovato. Ma Di Quinzio vuole andare fino in fondo e cerca un altro tecnico con lo stomaco d'acciaio.

Sebastiano Calella 13/02/2009 9.25