Orsogna, tra antenne e Prg le acque non si calmano

Alessandro Biancardi

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ORSOGNA. La storia infinita delle antenne per la telefonia mobile di Orsogna è per il sindaco Alessandro D'Alessandro una vicenda «strumentalizzata» in vista delle prossime elezioni comunali.
Per il primo cittadino il comitato di cittadini che nei giorni scorsi ha affisso un manifesto funebre per le vie della città («è una trovata scontata, trita e ritrita, di dubbio gusto») serve esclusivamente a danneggiare l'immagine del paese. «Il 6 novembre scorso», ricorda il primo cittadino, «il Comune di Orsogna ha avuto ragione davanti al Tar contro il ricorso di Telecom Italia che voleva installare un'antenna a proprio piacimento. E' l'ennesima sentenza che ci vede vincere il braccio di ferro con diversi operatori di telefonia mobile che in questi anni hanno cercato di piazzare gli impianti in maniera più o meno selvaggia. Abbiamo difeso in tutte le sedi il diritto della nostra comunità a far rispettare le proprie norme, a consentire l'installazione di nuove tecnologie, ma secondo le regole che ci siamo posti – supportate da dati scientifici e analisi tecniche – e che stiamo inserendo in un apposito regolamento».
D'Alessandro ricorda anche che il Comune che lui amministra «è stato uno dei primi Comuni in Italia a porsi l'esigenza di regolamentare l'installazione delle antenne di telefonia mobile» e che i tecnici incaricati, «dopo una lunga fase di verifiche e misurazioni (oltre 300), hanno redatto una bozza di piano, individuando i siti idonei per l'installazione di antenne di telefonia mobile nel centro abitato. Si tratta di siti di proprietà comunale: il Centro polivalente e il Palazzo di Giustizia».
L'alternativa "rivoluzionaria", per D'Alessandro potrebbe essere solo quella di «rinunciare tutti al telefonino. Allora, effettivamente, non ci sarebbe bisogno delle antenne. In realtà, spesso coloro che tanto si agitano e parlano di inquinamento elettromagnetico sono i primi a passare le giornate con l'orecchio attaccato al telefono cellulare».

POLEMICHE DOPO L'APPROVAZIONE DEL PRG

Nei giorni scorsi il consiglio comunale ha approvato il nuovo Prg della città. Ma per il capogruppo di opposizione "Insieme per Orsogna", Gianfranco Angelini, Orsogna «ha perso».
«Oltre all'attuale zona commerciale», piega Angelini, «ne è stata individuata un'altra dove sarà ora possibile aprire attività commerciali di grande distribuzione a discapito delle poche piccole botteghe sopravvissute che, non potendo reggere il confronto, saranno costrette alla chiusura rendendo Orsogna un paese dormitorio. Oltre a questo, i cittadini di Orsogna sono stati tenuti all'oscuro anche del fatto che in un'altra area è stata permessa la ulteriore sopraelevazione dei fabbricati».
La città, secondo il consigliere di minoranza «piuttosto che di una dissennata espansione, avrebbe avuto bisogno di un piano particolareggiato, mirato al recupero del centro storico con la possibilità da parte dei cittadini di attingere ai finanziamenti regionali che per anni sono andati persi. Ricordo che l'espansione prevista dall'attuale variante necessiterà di ulteriori costi di urbanizzazione e di servizi che affliggeranno non poco le casse della collettività».
«E' assurdo», continua, « che eventuali variazioni vengano apportate dagli stessi amministratori che hanno realizzato l'opera soli quattro anni fa.
«La netta sensazione», aggiunge Angelini, «che, grazie all'abile regia del vicesindaco Fabrizio Montepara, che ha manipolato come fossero burattini gli esponenti del Pd, il tema antenne è servito per sviare l'attenzione rispetto a questioni di gran lunga più determinanti per la comunità orsognese. Se fosse stato per il sindaco», chiude il consigliere comunale, « probabilmente il confronto non avrebbe avuto neppure inizio. In ogni modo sarebbe opportuno andare a fondo nella vicenda, verificando se i membri del PD siano stati vittime di una diabolica opera di persuasione o, piuttosto, se abbiano agito in questo modo a causa della loro incompetenza politica»

«Chi ha partecipato al Consiglio Comunale di lunedì scorso (e finalmente c'era abbastanza pubblico) si è reso conto di prima persona chi fa proposte e considerazioni costruttive e di merito anche dai banchi dell'opposizione per lo sviluppo e la crescita del nostro paese e chi sta li solo a fare demagogia e battaglie personali non proponendo nulla per la collettività tranne poi scrivere, o farsi scrivere, comunicati stampa».
E' quanto dice il capogruppo Pd, Tommaso Valerio, che attacca Angelini («fa compassione il consigliere Angelini, capogruppo di un gruppo formato da se stesso, che si arrampica sugli specchi e attacca solo ed esclusivamente il Partito Democratico»).
«Per questo», ha aggiunto Valerio, «stiamo coinvolgendo, assieme agli altri partiti di centrosinistra, persone fresche, le varie associazioni e comitati perché ognuno si faccia portatore di un particolare interesse che sia il sociale, l'ambiente, lo sport, l'economia od altro, ognuno che abbia a cuore il nostro paese e che è disponibile a discutere per il bene del Paese».

12/02/2009 12.58