Servizi alle donne, la denuncia della Commissione Pari Opportunità

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un grido d'allarme per la situazione dei servizi alle donne. Un appello ai decisori e agli amministratori pubblici per arginare un fenomeno che rischia di compromettere la qualità della vita delle persone più deboli, non solo delle donne.


La Commissione Pari Opportunità della Provincia di Pescara ha puntato l'indice sulla situazione dei servizi alle donne, che stanno subendo, da un anno a questa parte, un pericoloso ridimensionamento.
Nell'occasione la CPO ha distribuito un sintetico dossier, risultato di un'indagine effettuata nei mesi scorsi sullo "stato dell'arte" dei servizi socio-sanitari rivolti alle donne della provincia di Pescara (dagli asili nido ai centri menopausa).

Asili Nido: in Abruzzo i posti coprono il 6 - 7% della popolazione avente diritto. I consultori sono praticamente svuotati: sui 16 consultori pubblici esistenti sul territorio nessuno ha l'equipe al completo - in alcuni manca il Ginecologo – nessuna possibilità, quindi, di lavoro in equipe, né di un'attività organica di prevenzione. Difficoltà di prevenzione accentuata anche dal fatto che i risultati dei pap-test arrivano dopo 3 mesi. Compromessa anche la possibilità di svolgere i Corsi di educazione alla sessualità ed affettività nelle scuole.
Centri menopausa: attesa per la prima visita: a Penne 7 mesi di attesa, con tempi biblici di attesa per la Mammografia.
A Pescara, nel centro diretto dalla dottoressa Carmelina Santilli, i tempi di attesa sono, ad oggi, di 12/13 mesi, come effetto della riduzione dei giorni di apertura del centro, passati da 4 a 3 settimanali. Problema che si è aggiunto a quella della insufficienza del personale paramedico distaccato presso il centro stesso.
Centro Di Riferimento Regionale di Senologia: Tempi di attesa per una visita: 10 mesi (23 gennaio per 19 novembre) Nel centro attualmente lavorano 2 soli medici – non rinnovata neanche la borsa di studio ad un medico borsista. Si tenga conto che al centro si rivolgono donne con sospetto tumore al seno o bisognose di controllo durante la cura chemioterapica in seguito ad accertato tumore alla mammella.
Parto indolore: potrebbe sembrare un problema "minore", ma sarebbe una conquista di civiltà. Nonostante sia stato inserito nelle linee programmatiche dei LEA dell'ex Ministro Livia Turco, nella provincia non viene applicato in nessuno dei tre Ospedali.
Legge 194 (Legge di interruzione volontaria di gravidanza) : nel 2007 c'è stato un decremento del servizio sui 3 presidi che la praticano del 7% rispetto al 2006. Nel presidio di Penne il decremento ha toccato un picco di quasi il 33% (32,58%)e il centro- giudicato negli anni scorsi uno dei migliori in campo nazionale - è stato chiuso definitivamente il 23.02.2008. La diminuzione di casi di interruzione di gravidanza negli ospedali, contemporaneamente allo smantellamento dei Consultori (servizi di prevenzione delle gravidanze indesiderate con la contraccezione) non significa però una diminuzione in assoluto dei casi. Tale casistica, al contrario, ripropone drammaticamente il rischio di aborti clandestini.
Legge Reg.Le 31 del 20.10.2006 di M.R. La Morgia – Disposizioni per finanziamenti ai Centri antiviolenza ed alle case di accoglienza per le donne maltrattate: non rifinanziata nel 2007 e nel 2008 (già i finanziamenti in Abruzzo erano inferiori alle altre Regioni dove c'è la legge: 200.000 €, contro i 600.000 € di altre regioni). Ciò ha comportato per il Centro antiviolenza di Pescara una diminuzione di ore che non consente più, ad oggi, l'ingresso in terapia psicologica di nuovi casi, a fronte di un aumento della violenza.
«I risultati di detta indagine sono alquanto desolanti e dimostrano un progressivo smantellamento dei servizi che sta avvenendo in un clima di generale e pericoloso disinteresse – ha dichiarato tra le altre cose Tecla Rosa, Presidente della Commissione ari Opportunità. "La consapevolezza che tutto ciò provochi un arretramento complessivo della società tutta e il declino di uno stato sociale faticosamente conquistato grazie soprattutto alle battaglie di tante donne, ha spinto la CPO a denunciare tale situazione per cercare un terreno comune di azioni che portino ad invertire questa "tendenza».
All'incontro hanno partecipato anche Roberta Pellegrino, componente dell'organismo provinciale e responsabile dello sportello antiviolenza ANANKE e Gemma Andreini, vicepresidente della Commissione Regionale P.O.

12/02/2009 8.46