Multe annullate, assolto ex comandante vigili urbani

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L 'ex comandante della polizia municipale di Pescara Gabriele Cespa, l'ex vice comandante Giuseppe Chingoli, e l'ex responsabile dell'ufficio gestione atti, Italo Di Credico, sono stati assolti dal gup del tribunale del capoluogo adriatico Maria Michela Di Fine.
Per loro l'accusa era di falso materiale in concorso e di truffa in concorso. Sono stati assolti perchè il fatto non sussiste.
Il pm Paolo Pompa aveva chiesto tre anni per Cespa, due anni e sei mesi per Chingoli e due anni per Di Credico. Cespa e Di Credico sono in pensione, mentre Chingoli e' ancora in servizio come agente semplice. Ma oggi il gip li ha assolti tutti e tre.
Per l'accusa c'erano le prove di un legame tra le violazioni accertate sulle multe ed i vertici degli uffici della polizia municipale che non hanno impedito il reiterarsi dei reati .
Gli indagati erano infatti chiamati a rispondere di concorso nel reato e non della commissione materiale dello stesso, un capo di imputazione dunque diverso rispetto a quello contestato ai 70 agenti, molti dei quali hanno già patteggiato la pena.
Proprio tale concorso invece è stato ritenuto insussistente o non sufficientemente provato dal gup che ha così prosciolto gli indagati dalle accuse contestate.
Il provvedimento di oggi basandosi su fatti e contestazioni diverse non contraddice l'impianto generale della indagine.
L'inchiesta era partita nel giugno del 2006 quando il nuovo comandante dei vigili urbani Ernesto Grippo (ancora in carica), arrivato quattro mesi prima, si accorse di una mole enorme di multe annullate. Scattò la denuncia e si aprì l'inchiesta coordinata dal Pm Paolo Pompa.
Impressionanti i numeri che saltarono fuori: 9.000 multe strappate come nulla fosse successo, 238 "corrette" e falsificate a volte anche in modo evidente, con penne di diverso colore.
Questo dal 2004 al 2006 periodo in cui prendere una multa, nella maggior parte dei casi, equivaleva a passarla liscia.
Nel corso delle indagini si scoprì che per annullare le multe venivano usate sempre le stesse scuse: "disabile a bordo", "malore del conducente" o "avaria al motore", tutte giustificazioni ritenute valide per chiudere un occhio ma palesemente false.
Per l'accusa non era da sottovalutare il danno erariale che gli agenti di polizia avrebbero causato alle casse comunali: 500 mila euro il totale mai versato.
Parallelamente è stata aperta anche una inchiesta della Corte dei Conti che valuterà e potrebbe sanzionare l'eventuale danno erariale. Una trentina di agenti hanno già patteggiato la pena.

10/02/2009 15.14