Ato e polemiche. Sindacati chiedono incontro con Regione su rifoma

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sindacati sul piede di guerra per la “riforma dell’Ato”. Le sigle Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil hanno inviato una nota all'assessorato ai Lavori Pubblici e all'assessorato al Bilancio, Riforme e rapporti con gli enti locali per richiedere un incontro urgente.
I segretario Croce, Primante e Salvi chiedono di poter discutere «sui temi delle riforme attinenti al servizio idrico integrato, con particolare riferimento ad una eventuale applicazione di altro contratto di lavoro per i dipendenti degli Ato Abruzzesi».
Nella nota non si fa cenno ad altro ma ci sarebbero anche altri malumori che starebbero di fatto bloccando il settore della gestione idrca nel pescarese.
Intanto sarebbe stato riconfermato il commissario dell'Ato 4. Una riconferma che per molti ha esclusivamente valenza politica poiché i risultati ottenuti dalla gestione commissariale sarebbero scarsi.
Tutto questo contando anche che la riforma del servizio idrico integrato avviato dalla Regione Abruzzo con la legge regionale 37/07 rischia di subire una pesante battuta d'arresto.
L'ultimo episodio che ha fatto storcere il naso è avvenuto nella seduta del consiglio regionale del 7 novembre (prima dell'arrivo di Chiodi) quando con un emendamento sono stati nuovamente modificati gli ambiti territoriali col trasferimento del Comune di Pineto dall'Ato pescarese a quello teramano.
I sindaci si sarebbero così sentiti delegittimati del loro ruolo istituzionale di protagonisti della gestione e del controllo del servizio idrico integrato.
Non è da sottovalutare, inoltre un aggravio dei costi congiunturali: l'azzeramento dei lavori compiuti, infatti, potrebbe incidere sulle casse della Regione annullando le risorse finanziarie per attuare una riforma che appare sempre più incerta e lontana.

06/02/2009 16.42