E' scontro sull'inceneritore di Cerratina

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. L'associazione Culturale Frentania Provincia contro l'auto candidatura del presidente del Consorzio di Cerratina ad ospitare un inceneritore nel nostro territorio. * AD ORTONA ANCHE LA GRANA DELLA DISCARICA D'AMIANTO
«E' una notizia che ci lascia perplessi», commenta Pino Valente dell'associazione, «anche alla luce del fatto che l'attuale Cda del Consorzio è in scadenza e da quanto ci risulta non abbia avuto nessuna delega in questo senso da parte dell'assemblea dei Sindaci».
L'ingegnere Riccardo La Morgia, nei giorni scorsi aveva presentato la candidatura, sostenendo che «Cerratina è l'unica in Abruzzo a poter ospitare un termovalorizzatore».
Una fuga in avanti del presidente che per Valente non ha ragion d'essere «viste sia le autorevoli disponibilità offerte da altri territori in particolare dal teramano sia per il fatto che in nome della solidarietà a senso unico abbiamo ricevuto immondizia da tutta l'Italia».
Il presidente dice anche un netto no alla proposta avanzata da altre associazioni di commissioni provinciali che avrebbero lo scopo di redigere le migliori tecnologie di gestione e smaltimento rifiuti «ma che si trasformeranno come sempre accade in Italia nell'ennesimo piatto ricco per politici voraci in cerca di compensi lautamente retribuiti».
L'Associazione Culturale Frentania Provincia punta ancora una volta il dito «sui costi della politica e nota con piacere che finalmente anche i sindaci si accorgono degli emolumenti d'oro percepiti dal Cda del Consorzio Smaltimento Rifiuti di Lanciano».
«Infatti i 5 golden boys del Consorzio si sono divisi nel 2007 circa 185.000 euro (questa la cifra iscritta nel bilancio 2007) potendo continuare a svolgere tranquillamente le proprie attività ed alla faccia dei cittadini che non riescono ad arrivare alla fine del mese».
Valente vuole sapere adesso sia se il cda si è autoridotto nel 2008 gli emolumenti percepiti così come previsto dalla finanziaria 2007 sia se il cda del Consorzio rientra nella norma taglia consiglieri (inserita sempre nella finanziaria 2007) che si doveva ridurre, in caso affermativo, a tre componenti compreso il Presidente già ad inizio 2008.
Contro l'inceneritore di Cerratina anche l'associazione Frentania Libera: «i termovalorizzatori sono oramai delle tecnologie obsolete sia riguardo ai costi sia sotto il profilo della sostenibilità ambientale», sostiene il presidente Walter D'Amario.
«Non capiamo il perché ci si ostini tanto a promuovere queste tecnologie quando nel resto del mondo, ma anche in altre regioni italiane, vengo per il trattamento termico utilizzate altre innovative tecnologie che di certo il Presidente conosce bene».

05/02/2009 9.42
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AD ORTONA ANCHE LA GRANA DELLA DISCARICA D'AMIANTO

ORTONA. Il coordinamento per la Tutela della Costa Teatina ha organizzato per venerdì prossimo (ore 11 Sala Rotary) un incontro per illustrare le ragioni del no per la discarica d'amianto.
Le motivazioni del netto dissenso sono nate «dopo lo studio del progetto inerente la discarica della società proponitrice Smi», assicura il coordinamento, «in cui appunto previa ricopertura di un altra discarica esistente-sempre della stessa società-, nascerà una nuova discarica regionale per lo smaltimento dell'amianto contenuto in matrici cementizie».
La conferenza sarà supportata da materiale video del sito e con approfondimenti prodotti nel merito delle osservazioni che il Coordinamento depositerà all'ufficio Via regionale .
Sono stati invitati il sindaco Nicola Fratino e tutto il Consiglio Comunale, «per generare una condivisione quanto più allargata nel rigettare il suddetto progetto».
Il comitato «non trova congrue le argomentazioni che la ditta proponente allega, poiché è vero che l'Abruzzo è pieno di discariche abusive piccole e grandi, ma questo flagello non sarà fermato da discariche autorizzate, tanto più se queste comportano ulteriore consumo del suolo, ma solo dal potenziamento dei controlli in tutto il territorio, supportando tangibilmente quei corpi che si sono distinti in questo, come la forestale; inoltre ci vuole una rivalutazione profonda dei beni pubblici come collante straordinario di una collettività, e non più come terra di nessuno da dare in pasto al più furbo».
«Bisogna ripensare la pianificazione del territorio», continua il coordinamento, «non si può fare tutto dappertutto, l'Abruzzo è già pieno di poli industriali che per loro frammentazione non permettono controlli adeguati, l'Abruzzo e già pieno di siti industriali dismessi, erodere paesaggi, o territori con vocazioni che potrebbero essere una valida risposta per una economia del futuro sempre più alla ricerca di identità e salubrità, per noi è semplicemente anacronistico».

05/02/2009 9.43