L'Isi contro la Sasi per le quote di ammortamento

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. «Provvedere all'accantonamento delle quote di ammortamento e' un dovere nei confronti dei cittadini, perchè solo in questo modo si potrà garantire nel tempo la funzionalità degli impianti».

Lo ha detto Patrizio D'Ercole, presidente della Isi, la società proprietaria del patrimonio delle reti idriche nei 76 Comuni della provincia di Chieti in cui il servizio è gestito dalla Sasi.
D'Ercole ha contestato la decisione della società di gestione di non iscrivere nel bilancio 2007 le quote di ammortamento per un milione e 724mila euro, sulla base di una legge regionale del 2006 che dispone il trasferimento della proprietà delle infrastrutture al demanio regionale, con la contestuale concessione a titolo gratuito delle stesse al gestore.
«La Isi - ha puntualizzato - è tuttora proprietaria delle reti, perchè una norma del 2006 non può andare a modificare un precedente trasferimento di proprietà che si è concretizzato nel 2003. Del resto al demanio vanno conferiti solo i beni di proprietà dello Stato e delle amministrazioni comunali, quindi le reti interne di distribuzione nei diversi Comuni, e non quelle opere di proprietà della Cassa del Mezzogiorno che furono trasferiti ai vecchi Consorzio Acquedottistici e alle nuove società sorte dopo il loro scioglimento».
Tutta la vicenda è ora al centro di un contenzioso giudiziario su cui la Procura di Lanciano ha aperto un'inchiesta.
Nei giorni scorsi la finanza ha sequestrato i bilanci della società per sciogliere l'intricata matassa.

04/02/2009 11.32