Inferno carcere di Sulmona.Sindacati uniti nella protesta:«problemi mai risolti»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2547

Inferno carcere di Sulmona.Sindacati uniti nella protesta:«problemi mai risolti»
SULMONA. Un documento unitario a firma del comparto sindacale penitenziario per denunciare la gravissima situazione del supercarcere di Sulmona. Sovraffollamento, detenuti con gravi patologie, personale aggredito, medici insufficienti.
Dopo gli ennesimi episodi di violenza, i sindacati puntano il dito contro «l'immobilismo dell'amministrazione penitenziaria» e annunciano battaglia. Intanto il Provveditore Regionale congela le spese per il 2009.
Sigle sindacali a blocco unico contro l'emergenza continua del supercarcere sulmonese.
Emergenza denunciata in una lettera, a firma di Cgil, Cisl, Uil, Sappe, Osapp, Ugl, Sinappe e Cnnpp, ieri inviata al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, al capo dipartimento nazionale dell'amministrazione penitenziaria, al provveditore abruzzese, ai presidenti della Regione e della Provincia dell'Aquila, alle segreterie sindacali nazionali e a tutto il personale dell'istituto penitenziario di Sulmona.
Le aggressioni, subite più volte nell'ultimo mese dagli agenti, hanno rigettato in un vortice di fuoco la struttura di Via Lamaccio e i suoi tanti problemi.

MILLE PROBLEMI SENZA SOLUZIONE

Problemi elencati uno ad uno: violenze ai poliziotti; personale medico insufficiente e non pagato; detenuti con gravi patologie psichiatriche (120) e senza adeguate risorse di intervento; numero complessivo degli agenti al di sotto dei livelli minimi di sicurezza; numero elevato di circuiti detentivi con una propria specificità gestionale; scarsità di operatori nell'area trattamentale; numero eccessivo di detenuti (460); perdita di venti unità del Gruppo Operativo Mobile, mai sostituito.
Richieste rimaste inascoltate da anni e imputate, scrivono i sindacati, «all'immobilismo dell'amministrazione penitenziaria, la quale nonostante abbia convocato numerosi tavoli di contrattazione, a tutt'oggi non ha risolto alcun problema».
Per questo, se non si dovessero trovare soluzioni, si passerebbe a forme di protesta più radicali: autoconsegna, astensione dalla fruizione del servizio mensa, fino ad un sit-in presso la sede del Provveditorato di Pescara e ad una manifestazione davanti al Ministero della Giustizia.

UIL:«BASTA. IL PERSONALE E' ALLO STREMO»

«Il personale non ne può più ed è allo stremo». Mauro Nardella, vice segretario regionale della Uil Penitenziari Abruzzo, esprime soddisfazione per la posizione unitaria dei sindacati sulla casa di reclusione di Sulmona.
«Basta a condizioni di invivibilità per gli agenti di polizia penitenziaria», dice Nardella, che sottolinea come la struttura sia al limite del collasso, come denunciato più volte dal sindacato.
«Mai fatto allarmismo sulla questione carcere», puntualizza ancora, «solo la denuncia di stati di fatto purtroppo drammatici e che rischiano di peggiorare».
Sotto accusa, l'aumento vertiginoso di detenuti psicotici, tossicodipendenti ed internati, con un numero in crescendo anche di quelli stranieri.
«A causa del sovraffollamento», aggiunge il vice segretario, «sono notevolmente aumentati eventi critici, come auto ed etero lesionismo, scioperi della fame e tentativi di autosoppressione. In più, sono molti gli operatori che, per salvare la propria psico-esistenza, sono costretti loro malgrado a ricorrere, a proprie spese, alle cure di psicologi e con tempi di riabilitazione molto lunghi».
Ma per la Uil Penitenziari, il vero colpo di grazia potrebbe venire proprio dalla carenza di personale.
«La situazione non solo è peggiorata», prosegue Nardella, «ma rischia di precipitare se non si farà qualcosa prima della riapertura della casa circondariale di Avezzano, dalla quale molti agenti stanno lavorando nell'istituto sulmonese in regime di distacco, per rientrare poi nell'istituto marsicano».
Il sindacato sottolinea, poi, che quattro dei vari agenti aggrediti, anche loro fuori servizio, sono persone distaccate da altri istituti.

INTANTO IL PROVVEDITORATO… CHIUDE I RUBINETTI

A complicare la situazione, anche le direttive inviate a fine anno dal Provveditorato Regionale sul contenimento delle spese per il 2009.
Conseguenza dei budget assegnati, sui quali c'è un taglio del 30% rispetto al 2007 e del 22% sul 2008.
Gli esigui stanziamenti in bilancio dettano, così, il rigore economico per la gestione della spesa anche per il supercarcere di Sulmona, con precedenza assoluta «per la copertura finanziaria dei costi per le attività operative e servizi essenziali che possano altrimenti subire interruzioni o grave pregiudizio».
Tra le direttive: contenere i consumi idrici, elettrici e di riscaldamento; razionalizzare materiali e prodotti per la pulizia da assegnare ai detenuti e per la pulizia degli ambienti; ridurre le spese per cancelleria e ufficio; diminuire le spese telefoniche; verificare la possibilità di abbattere il tributo dei rifiuti, ricorrendo alla differenziata.
E ci saranno di certo problemi per la casa di reclusione di Via Lamaccio su due fronti: la spesa per “mercedi” (compenso corrisposto alla prestazione dei detenuti nella casa lavoro) e la pulizia dei locali. Nel primo, si prevede la revisione degli elenchi dei posti di lavoro per i detenuti, dando precedenza ai posti per servizi essenziali, e la verifica dell'immissione al lavoro nel rispetto dei limiti di budget.
Una lama a doppio taglio, considerato che potrebbe essere controproducente ridurre posti e mercedi per soggetti come internati che, attraverso la casa lavoro, scontano una misura di sicurezza.
Nel secondo, si dispone che le pulizie dei locali e degli spazi della struttura dovranno essere effettuati utilizzando la mano d'opera di detenuti idonei, opportunamente sorvegliati. Anche qui, operazione difficile, per i detenuti da individuare e per il personale penitenziario, già in sotto organico.

Angela Di Giorgio 03/02/2009 13.26

L'INTERVENTO DELLA PROVINCIA DELL'AQUILA

«Scriveremo immediatamente al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per chiedere un intervento del Governo per risolvere il problema della carenza di personale dell'istituto di pena di Sulmona».
È questo l'impegno della presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, e dell'assessore alle Politiche sociali, Teresa Nannarone.
«C'è un altro problema che va però necessariamente affrontato», ha aggiunto l'assessore, «quello dell'alta percentuale di detenuti con disagi psichici assegnata al carcere di via Lamaccio e che si riflette, quindi, anche sulla condizione di lavoro del personale penitenziario e sanitario in forza all'istituto di pena- proseguono- Un problema, questo, da sempre all'attenzione della Provincia. Nel 2005, infatti, l'Amministrazione provinciale, partecipò e cofinanziò anche la costituzione di un Osservatorio di esperti per studiare il profilo dei detenuti ed individuare il relativo percorso clinico e psicologico. Il carcere rappresenta un'importante realtà, parte integrante di questo territorio, con la quale abbiamo sempre collaborato ininterrottamente e continueremo a collaborare, anche in questo delicato momento».