Nicola D’Ercole: un vice console pescarese a Miami

Alessandro Biancardi

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Nicola D’Ercole: un vice console pescarese a Miami
MIAMI. Il vice Console, Nicola Maria D’Ercole, nato a Pescara il 27 ottobre 1945, è sbarcato da poco a Miami proveniente da Riga, in Lettonia.
Al suo arrivo lo hanno salutato il Console Marco Rocca, Cesare Sassi, Presidente del Comitato Italiani all'Estero di Miami, i colleghi Carlo De Parolis e Carlo Fermi, che si trasferira' da Miami a San Pietroburgo,in Russia.
Prima della Lettonia,D'Ercole e' stato per quattordici anni in missione ad Abu Dhabi negli Emirati arabi.
Un cambio senza dubbio gradito dal nostro rappresentante istituzionale che vede con favore le spiagge della Florida ed alcuni scorci che gli ricordano la magnifica spiaggia abruzzese. Con D'Ercole e' giunta anche la consorte, signora Silvana Di Giovanni e, ospite, la figlia Nicol, accompagnata dal fedele cucciolo bassotto.
La comunita' italiana della Florida e' soddisfatta della presenza del vice console che opera al fianco del Console Marco Rocca, il cui lavoro e' apprezzato, essendo riuscito a creare una “squadra” diplomatica necessaria alla zona, riunificando la comunita' italiana, superando le divisioni e le polemiche degli ultimi anni.

E D'Ercole lo conferma.
«Il lavoro del Console inizia nel Consolato, ma si estende dall'industria alla cultura e dal commercio alle scuole. I colleghi mi confermano», dice D'Ercole, «che in questi ultimi anni del suo mandato, i servizi consolari sono migliorati notevolmente, il commercio e' incrementato e le scuole di lingua italiana hanno sviluppato nuovi corsi e nuovi programmi».

A Miami, la Pescara della Florida, lei si e' subito ambientato? Ha notato l'esistenza di particolari problemi nella zona mista italo-latina?
«Piu' che di problemi semmai si puo' parlare del sistema americano che e' molto diverso da quello europeo, per cui bisogna mettersi di buzzo buono onde comprendere quel sistema che a livello bancario assicurativo,informativo e' molto differente. Semmai il contatto e' stato un po' duro, ma comprensibile».

Lei pensa che esiste il progresso senza conflitti?
«Penso che i conflitti facciano parte della vita e comunque aiutano, anche perche' i conflitti vogliono dire situazioni e idee diverse, per cui piu' idee esistono e meglio e'».

Della comunita' italiani della Florida che puo' dire?
«Senza dubbio rispecchia quanto vediamo nel nostro Paese. E' una comunita' che si e' inserita onorevolmente, operante, ha ottenuto successi, non dimentica la Patria e onora la famiglia,ecco».

Cosa dell'infanzia nel suo Paese, ricorda piu' volentieri?
«Io essendo vissuto a Pescara, quello che ricordo e mi fa piacere ricordare sono tutte le estati trascorse al mare in compagnia di amici e familiari. Quel mare che, in minuscolo, si avvicina al poderoso Oceano Atlantico che abbraccia Miami. Nella mia carriera ho sempre cercato un Paese che avesse il mare. Avere dinanzi a me l'idea di spazio infinito mi rende felice».

Cos'e' la felicita'?
«Questa e' una domanda da un milione di dollari. La felicita' e' uno stato d'animo che forse sfioriamo ma è in effetti una dolce chimera…»

Qual e' la sua pietanza preferita?
«Preferisco gnocchi di patate, al sugo abruzzese, quello cucinato in 4-5 ore»

Come trascorre una giornata Nicola Maria D'Ercole?
«Al momento ho in visita mia figlia a Miami, quando sono libero sabato e domenica da impegni professionali, andiamo in giro. Non siamo andati troppo lontano, visitiamo spiagge vicine ben tenute come Key Biscaine,Fort Lauderdale, visitando anche Musei, il tutto in una giornata sperando di organizzare presto un lungo piacevole week end».

Lei crede nella fortuna?
«Meta' e meta'. Diciamo che e' una componente non determinante
del successo».

A cosa deve il suo successo?
«Mah, io non parlerei di successo. Non penso sia solo merito mio. Sono arrivato dove sono arrivato, a piccoli passi, sono ad un passo ancora dalla pensione, mi ritengo fortunato, ma parlare di successo vero e proprio non direi».

Se tornasse indietro, cosa non rifarebbe?
«Onestamente rifarei tutto quello che ho fatto, compresi, ovviamente anche gli errori».

Lei segue le “disavventure” della squadra celeste pescarese?
«Ogni lunedì' mi collego ad Internet per vedere i risultati della domenica. Debbo confessare che rimango alquanto deluso. Notare che dopo tre anni in serie A e' tornata, lacrimando, in serie C. con lo stadio semivuoto. E' deprimente. Pescara per la sua importanza non merita un simile affronto».

Lino Manocchia 03/02/2009 12.53