Niente processo in Germania per Barretta: rimangono solo le accuse italiane

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

956

BERLINO. Gli inquirenti tedeschi non hanno sufficienti elementi per incolpare Ernano Barretta che così esce dall'inchiesta sui ricatti operati da Helg Sgarbi ai danni dell'ereditiera della Bmw, Susanne Klatten.


Si tratta della donna piu' ricca della Germania, con un patrimonio personale stimato a 9 miliardi di euro. Insieme a lei altre tre donne hanno denunciato ricatti hard. La notizia è comparsa sabato su 'Der Spiegel' dove il portavoce della Procura di Monaco di Baviera, Anton Winkler, parla e chiarisce alcuni aspetti. Secondo il portavoce della procura quello che i media tedeschi hanno descritto come "il presunto burattinaio del sospetto gigolo' svizzero" avrebbe svolto un ruolo secondario.
Secondo quanto emerso sarebbe stato lo stesso Barretta la mente dei ricatti ed in alcune occasioni sarebbe stato lui stesso a girare i filmini hard che tuttavia non sono mai stati ritrovati, tranne un paio di esemplari.
L'uscita di scena di Barretta non è notizia sorprendente in quanto lo stesso era stato già fermato nell'imminenza dell'arresto di Sgarbi, lo scorso gennaio, dalla polizia che fu costretta a rilasciarlo per mancanza di prove. Dopo un paio di mesi la polizia tedesca chiese a quella italiana di intervenire e di indagare proprio su Barretta sul quale si concentravano sospetti.
Così intervenne la procura di Pescara e la Squadra mobile che raccolse una serie di elementi talmente schiaccianti da giustificare una carcerazione preventiva per Barretta, 68 anni, che continua tutt'ora dopo sette mesi dall'arresto avvenuto il 14 giugno 2008.
Il portavoce della procura ha confermato al settimanale di Amburgo che il nome di Barretta non figura nell'atto di accusa nei confronti di Sgarbi. In tal modo il processo a suo danno, che iniziera' il 5 marzo a Monaco di Baviera, non riuscira' a far luce sul fatto se sia stato manovrato da Barretta o abbia agito per proprio conto.
Winkler ha infatti spiegato che sia la procura che la difesa hanno rinunciato a chiedere una perizia psicologica di Sgarbi, con la quale si sarebbe potuto far luce su una sua eventuale dipendenza nei confronti di Barretta.
Nel frattempo l'avvocato del sospetto gigolo', Egon Geis, ha duramente attaccato le autorita' giudiziarie di Monaco, dopo che l'ufficio stampa del tribunale ha fatto pervenire ai giornalisti interessati una copia delle 12 pagine dell'atto di accusa contro Sgarbi, senza porre alcun embargo sulla loro pubblicazione.
Il difensore di Sgarbi ha definito questa procedura «inaudita» ed a suo avviso «addirittura perseguibile», poiche' avrebbe condotto ad un linciaggio mediatico del suo assistito, «condannato ancora prima del processo e con l'aiuto dell'ufficio stampa del tribunale».
Per riparare a questa forma di condanna anticipata, il difensore di Sgarbi chiede ai giudici del tribunale di emettere una sentenza mite nei riguardi del gigolo'. Nel frattempo corre voce che Sgarbi potrebbe ottenere una riduzione di pena grazie ad una confessione completa all'atto del processo, poiche' in tal modo eviterebbe alle sue vittime, in particolare alla signora Klatten, di comparire in tribunale come teste sotto la luce dei riflettori della stampa nazionale e internazionale.
L'avvocato Geis ha anche minacciato di adottare una tattica molto offensiva durante il processo nei riguardi delle vittime dei ricatti del suo assistito. «Io taccio - ha spiegato - anche nell'interesse delle signore coinvolte, mentre altri fanno filtrare sempre nuove rivelazioni all'opinione pubblica». Cio' potrebbe condurre la difesa ad «agire in maniera combattiva nell'assunzione delle prove», poiche' le continue rivelazioni ai media non lascerebbero altra alternativa.

02/02/2009 8.49