Giornalisti contro la nuova legge sulle intercettazioni

Alessandro Biancardi

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ROMA. «Confermiamo il nostro giudizio anche dopo la presentazione degli emendamenti, il testo rimane estremamente pericoloso per il nostro diritto dovere di informare e per il diritto dei cittadini a sapere, perche' rimane quell'autentica secretazione della cronaca giudiziaria che rendera' non piu' conoscibili vicende di assoluta rilevanza sociale fino al momento del dibattimento».
Lo ha dichiarato Roberto Natale presidente della Fnsi in una intervista rilasciata all'Agenzia Radiofonica Econews commentando gli emendamenti sulle intercettazioni presentati dal Governo.
«Come andiamo dicendo da mesi - ha poi precisato - se quel testo fosse gia' legge non avremmo saputo per anni di vicende come il crack Parmalat, dello scandalo del calcio o della vicenda della clinica Santa Rita. Il problema non riguarda il diritto alla riservatezza, qui si mette in pericolo il diritto di informare e il diritto di sapere».
In merito alle azioni che il sindacato potrebbe intraprendere, il presidente della Fnsi ha spiegato: «Come sindacato dei giornalisti abbiamo detto nei mesi scorsi, gia' quando a giugno usci' il ddl Alfano nella sua prima versione che non ci risparmieremo, non tralasceremo nessun mezzo, sciopero incluso, per arrivare a segnalare all'opinione pubblica - ha ribadito - che qui si sta imbavagliando una categoria quella dei giornalisti che non potranno fare piu' cronaca giudiziaria e soprattutto si impedira' ai cittadini di sapere. Dunque - ha concluso Natale - rispetto ad un pericolo del genere tutti gli strumenti da parte nostra verranno messi in campo».

30/01/2009 15.05