Asl Chieti e tagli: sindaci smemorati

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1627

CHIETI. No ad ulteriori tagli e ridimensionamenti, soprattutto per gli ospedali di Ortona e Guardiagrele: lo chiedono i sindaci del Comitato ristretto della Asl di Chieti che hanno bocciato il piano industriale del manager Maresca. I SINDACI:«CHIEDIAMO UNA AZIONE COORDINATA E CENTRALIZZATA»
Altrettanto chiare e ben spiegate sono le “controdeduzioni” della Asl: se non ci sono risorse, questo è quello che si può fare.
Il tono e la provenienza della bocciatura destano però stupore: si tratta infatti degli stessi sindaci che fino a pochi mesi fa avevano giustificato tagli e ridimensionamenti: «Le soluzioni che la Direzione generale dell'Azienda sta adottando con l'accorpamento di alcuni reparti – spiegarono in un comunicato del 14 agosto scorso sia Renato D'Alessandro, presidente del Comitato che Mauro Petrucci, sindaco di Ripa Teatina – possono comportare disagi, ma non rappresentano un capriccio del Manager. In realtà, sono azioni finalizzate a garantire la migliore assistenza agli utenti e la tutela degli stessi operatori della sanità che, altrimenti, sarebbero costretti a lavorare in condizioni precarie e senza sicurezza».
E ancora: «l'azione avviata dalla Asl di Chieti per il riordino dell'Ospedale di Ortona è necessaria a garantire la migliore assistenza degli utenti, tenendo conto della carenza di personale medico e infermieristico dovuta all'impossibilità di nuove assunzioni e ai problemi contingenti» (allora legati alla fase estiva, trattandosi del giorno prima di Ferragosto).
Ma oggi i sindaci si oppongono perché si sentono «traditi».
Maresca come Giuda? E perché? Sono forse arrivati nuovi finanziamenti, sono state sbloccate le assunzioni, partono i concorsi?
Non sembra. Per il momento c'è solo la disponibilità dell'Assessore a controllare i conti e a frenare le richieste incontrollate e onerose che vengono dal pianeta sanità e soprattutto dagli Ospedali. Il problema vero non è dunque il campanilismo, ma far funzionare l'assistenza senza diminuire i Lea, cioè i livelli minimi di cure per i cittadini. Cioè non basta salvare questo o quell'ospedale, come sta a cuore ai sindaci un po' smemorati: la salvezza di Guardiagrele, Ortona, Gissi, Atessa, Pescina, Penne ecc. dipende dalle risorse per far lavorare medici ed infermieri precari, senza i quali la macchina sanitaria si blocca. E' su questo fronte che si aspettano risposte.

Sebastiano Calella 30/01/2009 7.55

I SINDACI:«CHIEDIAMO UNA AZIONE COORDINATA E CENTRALIZZATA»

«Non siamo né smemorati né folli» risponde Mauro Petrucci, sindaco di Ripa Teatina e membro del Comitato Ristretto dei Sindaci della Asl di Chieti-Ortona.
«Evidentemente, nell'agosto scorso – prosegue il dott.Petrucci – ci fu da parte del Comitato Ristretto dei Sindaci una presa di posizione favorevole agli accorpamenti e al piano di riordino presentato dal manager Mario Maresca che, seppur sofferta, teneva conto della situazione economica della Sanità abruzzese, nella consapevolezza dei disagi che ciò avrebbe comportato per gli utenti, non avendo altre alternative. La sottoscrizione e la condivisione dei provvedimenti illustratici dal direttore generale qualche mese fa era dettata e giustificata dalla necessità di non arrivare ad un ulteriore smantellamento delle strutture, in particolare l'ospedale di Guardiagrele».
«Ora invece», aggiunge ilprimo cittadino, «il piano industriale 2009-2010, presentato dal manager a distanza di pochi mesi, va a sconvolgere completamente quella previsione che avevamo con sofferenza approvato. L'attuale posizione del Comitato Ristretto dei Sindaci trae origine dalla considerazione che i primi cittadini hanno due responsabilità, dalle quali non possono prescindere: una di natura amministrativa, che deve garantire una normale ed efficace erogazione delle prestazioni sanitarie nel rispetto dei bilanci; una di natura politica, nei confronti dei cittadini di un territorio geograficamente disagiato che ha visto in passato e vede oggi nella presenza dei presidi ospedalieri di Ortona e Guardiagrele un punto di riferimento e di sicurezza per le esigenze della salute».
Secondo Petrucci la crisi del Sistema Sanitario abruzzese non è imputabile ad una sola Asl, ma a tutto il complesso sistema regionale, per questo il Piano di Rientro «non può ridursi ad una semplice somma matematica di tagli da operare nelle varie aziende».
«Per queste ragioni», chiude il sindaco, «il Comitato Ristretto dei Sindaci chiede la sospensione degli attuali piani di rientro fino a quando non ci sarà un incontro con l'attuale Giunta Regionale e con il commissario Gino Redigolo, dove andrà ad esporre le proprie ragioni e difficoltà».

30/01/2009 14.51