Case senza il certificato di abitabilità: una grana insanata per i proprietari

Alessandro Biancardi

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Case senza il certificato di abitabilità: una grana insanata per i proprietari
MONTESILVANO. Case vendute senza abitabilità. A Montesilvano ce ne sono a decine. Forse centinaia. Ma anche costruzioni abusive e istanze di abbattimento non rispettate.
La città regina del mattone vive tra contraddizioni e obbrobri urbanistici che vengono su velocemente e –a volte- non rispettando le regole.
Chi decide di acquistare una casa nuova di zecca crede di fare un ottimo investimento ma forse a Montesilvano non è così.
Al momento della stipula della compravendita il pezzo di carta che certifica la piena regolarità della costruzione e dunque la possibilità di abitarvi non c'è. La legge prevede però che sia il costruttore a richiederla e a fornirla al nuovo proprietario.
Ma a Montesilvano c'è chi aspetta il fatidico documento anche da 5-6 anni e difficilmente potrà riceverlo. A volte è l'imprenditore stesso che non lo chiede per risparmiare oneri burocratici, in altri casi è il Comune che non lo concede.
Il risultato è che quello che si credeva un ottimo investimento diventa un boomerang: come si fa a vendere una casa senza il certificato di abitabilità? Chi la comprerebbe e a quale prezzo?
Montesilvano è una città strana, dove accade anche quello che non dovrebbe accadere.
Ma di questo pare che nessuno si occupi. E dietro ogni compravendita dovrebbe esserci una informazione corretta del venditore che dovrebbe mettere in guardia il compratore sui eventuali. Un vizio potrebbe essere per esempio la carenza dei requisiti per ottenere l'abitabilità.
Ci sono infatti zone intere della città che non possono avere il certificato perché non rispettano i parametri previsti dalle norme.
Niente abitabilità, i costruttori lo sanno, magari anche il Comune ma le case vengono su lo stesso.
Il business deve continuare.
E' rischioso non avere l'abitabilità?
Il problema più grosso potrebbe essere quello di rimettere in vendita la propria abitazione.
Secondo una sentenza della Corte di cassazione del 5 aprile del 2000 senza licenza di abitabilità si può vendere la casa, ma si rischia di dover pagare i danni al compratore.
L'immobile ha, infatti, problemi di commerciabilità. Anche se è stato rilasciato il condono edilizio.
«Chi acquista un immobile», recita la sentenza, «ha diritto alla consegna di un appartamento in tutto conforme alla legge, ai regolamenti e alla concessione edilizia e per il quale sia stata quindi rilasciata la licenza di abitabilità. La mancata consegna della licenza di abitabilità implica che si è consegnato un bene con problemi di commerciabilità ed è senza rilevanza anche il fatto che l'immobile sia stato costruito in conformità delle norme igienico-sanitarie, della disciplina urbanistica e delle prescrizioni della concessione a edificare o addirittura che sia stato concretamente abitato».
Ma spesso chi compra una casa senza abitabilità lo fa rassicurato dal venditore che garantisce che tutto si sistemerà nel giro di qualche mese.
Se così non è - perchè non può essere - c'è un solo nome per derscrivere l'accaduto: truffa.
«Ho acquistato un appartamento nel 2005 a Montesilvano», racconta un lettore, «e il mio problema è uguale a quello di tutti i miei vicini di casa. A distanza di quasi quattro anni non ho ricevuto ancora l'abitabilità e credo che difficilmente la otterremo..»
E succede anche che alcune palazzine riescano a lievitare di numero dal progetto alla realtà. Sulla carta ce ne dovevano essere 10? Ne saltano fuori almeno 15.
E i danni si sentono: la strada che doveva collegare tutte queste palazzine diventa insufficiente a sostenere un traffico quasi raddoppiato, così come le reti fognarie, gli allacci dell'acqua non bastano e la portata d'acqua che doveva soddisfare tot famiglie è praticamente insufficiente a rifornire tutti.
Ma c'è qualche costruttore che, nel corso degli anni, è riuscito a risolvere i problemi: dopo essersi accorti di aver sacrificato l'unica strada di accesso alle abitazioni hanno pensato bene di costruire su una proprietà privata.
E chi si sente defraudato viene però tenuto buono perché in cambio si rimpiazza la strada mai realizzata che peraltro doveva diventare proprietà del Comune unitamente all'intero comparto. E finisce così che il Comune di Montesilvano riceverà una strada, indispensabile per permettere ai proprietari di accedere in casa propria, ma non ne riceverà invece la proprietà.
E oltre alle palazzine c'è anche la moltiplicazione dei box che in alcuni casi vanno a coprire una intera area destinata a parcheggi coperti con una vera e propria colata di cemento con tanto di solettone e muri in cemento armato, nonostante la relazione rispetto all'impatto ambientale ne escludeva categoricamente la realizzazione.
Ma anche qui basta qualche piccolo accorgimento sui progetti, sulla carta, e utilizzare la tattica del dire… ma non dire tutto fino in fondo.
E proprio su una dozzina di box –brutti quanto abusivi- è stato presentato recentemente un esposto al Comune.
I vigili hanno fatto il sopralluogo e il Comune nei mesi scorsi ha emesso istanza di abbattimento.
Ma un ricorso della ditta ha bloccato tutto.

a.b. 29/01/2009 10.29