Operaio morto in una cava di Lettomanoppello

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ennesima morte bianca ieri in Abruzzo. Un operaio di 30 anni, Antonello Di Renzo, di Lettomanoppello e' morto in un incidente sul lavoro, avvenuto in un cava per l'estrazione di materiale da destinare ai cementifici.

PESCARA. Ennesima morte bianca ieri in Abruzzo. Un operaio di 30 anni, Antonello Di Renzo, di Lettomanoppello e' morto in un incidente sul lavoro, avvenuto in un cava per l'estrazione di materiale da destinare ai cementifici.
Di Renzo lavorava nella cava di Lettomanoppello per la ditta Addario Camillo e figli, che ha in concessione la cava dalla quale estrae materiale calcareo da destinare al vicino cementificio di Scafa.
Ieri mattina, in base alla ricostruzione dei carabinieri, il giovane stava lavorando col nastro trasportatore che conduce il materiale triturato sui camion. A un certo punto il nastro si sarebbe incastrato e Di Renzo sarebbe stato colpito da un tubo tra il collo e la zona occipitale.
Quando i colleghi si sono accorti dell'incidente hanno allertato il 118, intervenuto da Scafa, ma per il giovane non c'era più nulla da fare.
I carabinieri della compagnia di Popoli, coordinati dal capitano Cosimo Lamusta, hanno sequestrato il macchinario che il giovane stava utilizzando.
«Era un bravo ragazzo», hanno raccontato gli amici, «era impegnato anche nel mondo del volontariato» ed era vicino al matrimonio.
L'Ugl ha proposto a Cgil, Cisl, Uil una «giornata di sollevazione per il lavoro e contro la morte nei cantieri».
Per il segretario regionale Geremia Mancini: «non possiamo continuare solo ad essere i recensori di ciò che accade. Ora è necessario che il Sindacato assuma il ruolo forte di denuncia richiamando alle reali responsabilità chi sbaglia».
«Non è possibile - afferma Mancini - continuare ad avere tutti gli organi preposti ai controlli con gli organici sottodimensionati, bastanti a controllare un angolo della nostra regione e non l'intero territorio, con la inevitabile ed irresponsabile conclusione che i controlli sono l'ultima delle ipotesi da mettere in agenda».
L'Ugl ha rivolto un appello al neo Presidente della Giunta Regionale «perché senta la responsabilità di ciò che accade, per quel ruolo che oggi lo investe in qualità di primo cittadino d'Abruzzo, di questa Regione che non ne può più di veder cadere i propri uomini colpevoli solo di voler realizzare il loro futuro attraverso il lavoro».
Un altro appello è stato rivolto alla Magistratura «alla quale - prosegue Mancini - invochiamo accertamenti sempre più mirati sulle responsabilità di chi non garantisce la sicurezza ma anche di chi non garantisce l'accertamento delle infrazioni».

IL CORDOGLIO DI CHIODI E DI TUTTO IL CONSIGLIO

Il cordoglio personale e dell'intera assemblea regionale abruzzese è stato espresso dal presidente del Consiglio, Nazario Pagano, alla notizia della morte del ragazzo. Il Consiglio ha osservato un minuto di raccoglimento.
«La notizia della morte di questo giovane lavoratore abruzzese - ha detto Pagano - ripropone con forza un rinnovato impegno nel portare avanti con determinazione una politica precisa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. La nuova Assemblea regionale sono certo che saprà affrontare con determinazione anche questo problema, che rappresenta una forte emergenza sociale. Ai famigliari di Antonello Di Renzo, oltre all'umana solidarietà, dobbiamo far pervenire una risposta concreta in questa direzione».

28/01/2009 9.32