«La giunta D’Alfonso sovrastima le entrate». Parere negativo del revisore

Alessandro Biancardi

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«La giunta D’Alfonso sovrastima le entrate». Parere negativo del revisore
PESCARA. Il revisore dei conti esprime un parere negativo su una previsione operata dalla giunta e scatta il putiferio.
In un momento così delicato della vita amministrativa pescarese, dopo le vicende del certificato medico e lo scioglimento del consiglio comunale che porta dritto alle elezioni di giugno c'è ora lo scoglio del bilancio da superare.
Mentre l'attività amministrativa sembra procedere spedita tocca ai numeri parlare e al consiglio comunale comunque approvare il documento.
Ma non c'è accordo e così il revisore dei Conti (nominato dal consiglio comunale) ritiene la previsione (fatta dalla giunta) di incasso delle multe «incongrua» ma la giunta presieduta da Camillo D'Angelo approva una nuova delibera per aggirare l'ostacolo e dichiarare «non razionale» quel parere.
La cosa ha fatto andare su tutte le furie il centrodestra che domani sarà dal prefetto Orrei per informarlo.
Secondo la minoranza il tentativo orchestrato dalla giunta D'Alfonso sarebbe quello di condizionare il parere del Consiglio comunale che deve esprimersi sul bilancio il prossimo 16 febbraio.
«L'Assemblea – hanno ricordato il capogruppo Albore Mascia e il consigliere comunale Pdl Marcello Antonelli – comincerà l'esame del documento di previsione il 16 febbraio, pur tra le mille perplessità espresse dalle forze di opposizione, trattandosi comunque di un bilancio diretta emanazione del sindaco e da lui approvato il 15 dicembre 2008, poche ore prima del terremoto giudiziario che lo ha travolto. Come preannunciato nei giorni scorsi, l'intero centro-destra presenterà degli emendamenti mirati, di contenuto, di indirizzo e programmazione, che verranno depositati entro il termine ultimo del 5 febbraio. Ma oggi ci troviamo dinanzi a un nuovo gravissimo atto di arroganza politica e amministrativa operata dalla giunta ancora in carica: il bilancio approvato dalla giunta, come da prassi, è infatti stato sottoposto all'approvazione del Collegio dei Revisori dei Conti».
Il revisore Roberto Tagliente ha espresso parere contrario sul documento, contestando, in sostanza, le entrate previste dalla riscossione delle multe.
Secondo Tagliente il dirigente al ramo e la giunta hanno previsto un'entrata eccessiva rispetto al dato storico delle riscossioni reali, una sovrastima che avrebbe indotto l'amministrazione ad aumentare le spese correnti che poi risulterebbero, però, non coperte.
Tagliente ha anche definito «congrua la previsione di 200mila euro» come entrata generata dalla riscossione delle multe, con una riduzione di 1 milione 600 mila euro rispetto a quella prevista nella bozza di bilancio approvata.
Una previsione tra l'altro già contestata lo scorso anno quando fece scalpore la previsione di 2 milioni di euro di multe seguita da una certa inflessibilità dei vigili nei confronti degli automobilisti.
«Ma – hanno proseguito Albore Mascia e Antonelli -, in maniera del tutto arbitraria, illegittima e incredibile, è scattata la reazione spropositata della giunta comunale, ossia dell'Organo controllato che ha censurato il proprio controllore, approvando addirittura una nuova delibera in cui il parere contrario del Revisore dei Conti è stato definito ‘non razionale', scaturente, secondo la giunta, da ‘una verifica effettuata in maniera non approfondita'».
Secondo il capogruppo Albore Mascia e il consigliere Antonelli «ormai stiamo sfiorando il teatrino dell'assurdo. E' chiaro il tentativo della giunta di condizionare il giudizio del Consiglio in ordine alla regolarità del bilancio di previsione del 2009, tentativo molto grave se si considera che il compito del Collegio dei Revisori dei Conti è proprio quello di verificare la corretta amministrazione dei soldi dei cittadini da parte del Comune, lanciando l'allarme nei casi in cui si riscontrassero rischi di dissesto».
Il sospetto di una sovrastima delle entrate già serpeggiava negli ambienti comunali anche in merito alle cartelle della Cosap richiesta ai balneatori, somme che già in passato non sono mai state riscosse, in quanto illegittime (in sostanza si chiede ai balneatori di pagare due volte la stessa imposta, prima al Demanio poi al Comune), ma che danno al Comune una disponibilità –che rimane teorica- di fondi tale da far quadrare i conti.

26/01/2009 15.48