Tenta il suicidio nel carcere di Sulmona sgozzandosi da solo

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Ennesima tragedia sventata nel carcere di Sulmona. Il personale penitenziario chiede l’intervento del ministro Alfano.


Sale la tensione nel carcere di Sulmona. Ieri l'ennesimo episodio che rilancia il dibattito sulle carenze e i problemi di uno dei penitenziari più discussi d'Italia.
Un detenuto ha avuto un diverbio con il suo compagno di cella, poi ha tentato il suicidio tagliandosi con una lametta alla base del collo, sotto la regione occipitale e ha aggredito i tre agenti arrivati per soccorrerlo.
E' accaduto domenica sera, poco dopo le 19. Il detenuto è un algerino di 22 anni che già nel pomeriggio aveva tentato di suicidarsi ingerendo un disinfettante chimico.
Ieri gli sono stati applicati 45 punti di sutura sulla ferita che si e' procurato.
Costretti a farsi medicare anche gli agenti che hanno avuto una prognosi tra i 3 e gli 8 giorni per ferite agli arti, con uno di loro che e' stato letteralmente malmenato, mentre un quarto poliziotto e' rimasto illeso riportando solo ecchimosi e graffi.
Si tratta della seconda aggressione in 24 ore, dopo quella di sabato mattina.
Il personale in forza al carcere di Sulmona si riunira' nei prossimi giorni per chiedere formalmente un incontro con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.
A determinare l'escalation di aggressioni e' il sovraffollamento del carcere, condizione che sottopone a forte stress sia i detenuti che gli agenti penitenziari.

INTANTO UN MEDICO E UN INFERMIERE SI DIMETTONO

Intanto un medico e un infermiere del carcere si sono dimessi dal loro incarico scegliendo di andare a lavorare da un'altra parte.
Da tre mesi tutto il personale medico del carcere non riceve lo stipendio e il continuo sovraffolamento della struttura penitenziaria che ospita detenuti affetti da malattie psichiche sta creando una pericolosa situazione anche in questo particolare settore.
Secondo il personale medico in servizio al carcere i ritardi sui pagamenti si sono verificati dopo il trasferimento del servizio e delle relative competenza alla Asl Avezzano-Sulmona, che dal mese di ottobre non paga gli stipendi
Attualmente sono in forza nel carcere peligno 8 medici e 10 infermieri che devono assicurare le cure a una popolazione carceraria di oltre 450 detenuti: 120 hanno problemi psichici, 130 detenuti sono tossicodipendenti in carico al Sert e altre decine sono affetti da patologie diverse.

26/01/2009 12.30