Il Coni ingiunge il recupero di 1,3 milioni dal Comune di Villalago

Alessandro Biancardi

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VILLALAGO. Il Credito sportivo, finanziaria del Coni, che sostiene economicamente la costruzione di nuovi impianti sportivi, ha provveduto ad avviare l'iter per il recupero di 1,3 milioni di euro erogati al comune di Villalago per la costruzione di un centro sportivo.

La vicenda, tuttora al vaglio della Procura della Repubblica di Sulmona, porto' nel novembre scorso all'emissione di 7 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti del committente dei lavori e legale rappresentante di una cooperativa, del segretario comunale di Villalago, del responsabile dell'Ufficio tecnico comunale, del titolare dell'impresa esecutrice, di un consigliere provinciale del Coni, del geometra collaudatore e del progettista.
Le ipotesi di reato, che hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati, sono quelle di truffa aggravata in concorso per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso ideologico e abuso d'ufficio. I fatti risalgono al 2000, quando al comune di Villalago fu accordato un finanziamento da parte del Credito Sportivo del Coni per la costruzione del centro sportivo 'Omnia' a seguito del quale si diede corso all'inizio lavori. Tutto in principio sembrava procedere per il verso giusto, con tanto di procedura di esproprio di alcuni terreni privati per fare spazio a quello che sarebbe dovuto diventare il fiore all'occhiello del comprensorio. Campi da tennis, da calcio, palestra coperta, spogliatoi, parcheggi e servizi accessori.
Le erogazioni, da parte del Coni, avvenivano tramite stati d'avanzamento, cioe' ad ogni opera costruita veniva corrisposta la relativa tranches di pagamento. L'importo totale del finanziamento ammontava a 1 milione e 300 mila euro dei quali, a tutt'oggi, ne sono stati erogati 800 mila, producendo presunte false dichiarazioni di esecuzione delle opere e stato di avanzamento lavori. Solo una palestra e alcuni spogliatoi sono stati costruiti, edificazioni che risultano attualmente inagibili a causa dello stato di abbandono che ha determinato l'ammaloramento della muratura. A mettere gli inquirenti sulla pista giusta fu l'errato orientamento del campo di calcio, che nel progetto, invece di essere lungo l'asse nord-sud, risultava lungo l'asse ovest-est, quindi con il sole calante che avrebbe finito per abbagliare i calciatori. Il Credito sportivo del Coni, subito dopo l'avvio delle indagini, si dichiaro' estranea a tutta la vicenda ponendosi a disposizione della magistratura per fornire ogni elemento utile.

26/01/2009 9.54