Operazione Rubicone: al via il processo, Savignano patteggia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ha preso il via con il patteggiamento di Tonino Paolo Savignano il processo a carico di una quarantina di persone coinvolte nell'ambito dell'operazione "Rubicone".

A giugno del 2006 l'inchiesta ha smantellato una presunta organizzazione criminale, accusata di rilevare aziende in crisi da sfruttare prima di portarle al fallimento, per poi trarre profitti illeciti.
Il maxi blitz di carabinieri e guardia di finanza portò all'arresto di 39 persone e al sequestro di beni per circa 15.000.000 di euro.
L'operazione venne denominata operazione "Rubicone" proprio per la sua importanza rilevante nei confronti delle infiltrazioni mafiose.
Tra i locali finiti nel mirino moltissimi bar, cornetterie di Pescara come il Gran Caffè D'Annunzio e il Popolo della Notte.
A capo dell'organizzazione, secondo gli inquirenti, vi era proprio Savignano che, giovedì scorso, ha patteggiato davanti al Gup del Tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine, la pena di quattro anni e mezzo di reclusione.
E' stata disposta, inoltre, nei suoi confronti la confisca di beni strumentali per decine e decine di migliaia di euro, oltre al pagamento di una multa di 1800 euro.
Il gup lo ha dichiarato anche inabile all'esercizio di imprese commerciali.
Dopo Savignano dovranno comparire ora davanti ai magistrati gli altri indagati, per i quali, comunque, non è stata ancora fissata l'udienza preliminare.
Fra loro anche un avvocato e un commercialista.
Nel corso dell'operazione, condotta congiuntamente dai carabinieri e dalla guardia di finanza, furono sequestrati beni per oltre 15 milioni di euro, fra i quali esercizi commerciali, capannoni industriali, le quote di società e automezzi tra camion ed autovetture.
26/01/2009 9.45

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